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domenica 2 giugno 2013

I dogmi del sistema monetario

Premessa

Tra tutte le nefandezze condotte dall'uomo nella storia ce n'é una che è sopravvissuta fino ad oggi ed è diventanta pratica oramai accettata nella vita quotidiana: la riserva frazionaria delle banche commerciali, e per inciso la truffa del signoraggio sulla creazione della moneta. L'evoluzione di questa pratica, di origine medievale, non è altro che un'evoluzione, per quanto lenta e occulta, di una condotta criminale che oggi è diventata il fondamento del nostro sistema monetario.

Una buona ricostruzione storica di questa attività fraudolenta la si può trovare nel libro "Money, Bank Credit, and Economic Cycles" dell'economista Huerta de Soto (la versione italiana è liberamente disponibile online). L'autore analizza pure l'aspetto giuridico di queste pratiche bancarie illecite citando fonti storiche del diritto che, in definitiva, sono quelle del diritto romano su cui si basa la moderna giurisprudenza.
Lungi da me far qui propaganda delle idee economiche della scuola austriaca, circolo a cui l'autore appartiene, non si può però negare che siano stati principalmente questi economisti a denunciare maggiormente l'esistenza di questa truffa, inserita nella propria teoria economica come una delle cause principali delle crisi cicliche già avvenute e che avvengono tuttora.

Se analizziamo invece questo argomento dal punto di vista macroeconomico, ci appariranno chiari i due dogmi su cui si basa il nostro sistema monetario. Questi dogmi sono:

  • la creazione della moneta solo mediante titoli di debito e prestiti: per avere moneta dentro al sistema qualcuno si deve necessariamente indebitare.
  • la delega di questo potere di creazione al sistema bancario, il quale oltre ad aver il privilegio di trarre profitto dalla riscossione degli interessi sulla moneta creata, mette sotto scacco la sovranità popolare poiché, parafrasando il professor Giacinto Auriti, la mano che dà è più forte di quella che riceve.

Come nel caso dei dogmi della Chiesa, che erano importanti per mantenere il suo potere durante il Medioevo, questi dogmi sono l'essenza stessa del potere nelle mani del sistema bancario e sono sopravvissuti fino ad oggi non con l'uso della violenza ma per la concomitanza di vari fattori, tra i quali uno spicca in particolare: la bassa e distorta conoscenza che il popolo profano ha sempre avuto sul reale funzionamento delle banche dei secoli passati e di quelle moderne.

L'unica critica mossa al sistema bancario fin dalle sue origini, e che è stata assimilata dal pubblico, rimane limitata alla semplice denuncia dell'usura, la quale, per quanto deprecabile, è cosa ben diversa. Forti di questo fatto, i banchieri sono riusciti con molta facilità a conquistarsi un posto di autorità affianco ai classici poteri tradizionali dello Stato (l'esecutivo, il legislativo e quello giudiziario).

Infine, come potrebbe spiegare bene Giordano Bruno, che fu mandato al rogo dalla Santa Inquisizione nel Medioevo, non si può certo chiedere a chi ha il potere di riformare sé stesso.

Disclaimer: questo post è un po' lungo perché ingloba alcune definizioni fondamentali (anche tecniche) affinché possa servire anche da piccolo vademecum. Comunque, alcune spiegazioni "accademiche" di macroeconomia e di politica economica sono state semplificate.


Contratti di deposito e di prestito

In genere con il contratto di prestito il prestatore cede la proprietà e la disponibilità di un bene al prestatario per un periodo di tempo concordato, entro il quale il prestatario si impegna a restituire quanto ricevuto.
Le motivazioni del contratto consistono per qualcuno nella necessità di usufruire immediatamente della disponibilità di un determinato bene, e per qualcun altro nella volontà di perdere questa disponibilità presente in cambio della disponibilità futura di un bene maggiore o maggiorato (per esempio dalla riscossione degli interessi se la cosa prestata è una somma di denaro).

I contratti di deposito si possono distinguere in due tipologie: il deposito regolare e quello irregolare. Con il contratto di deposito regolare il depositante affida un bene di sua proprietà ad un depositario, il quale svolge il servizio di custodia del bene e lo restituisce alla richiesta del depositante. Sia la proprietà che la disponibilità del bene rimangono al depositante.

Il contratto di deposito che interessa il sistema bancario è quello di deposito irregolare, che ha la stessa funzione di quello regolare ma è concepito per il deposito di beni fungibili, cioè beni intercambiabili (come la moneta). In questo tipo di deposito la proprietà dei beni fungibili non è importante, in quanto per la loro natura di beni fungibili saranno intercambiabili con beni di pari quantità o qualità. Di conseguenza, la normativa specifica che la proprietà (fisica) del bene fungibile è ceduta al depositario (incaricato della custodia e della tutela del deposito), mentre rimane salda in favore del depositante la disponibilità di beni di pari quantità e qualità.


Il deposito bancario

Fonte di confusione sono poi alcuni tipi di "deposito" bancario, che in definitiva non sono affatto contratti di deposito. Bisogna infatti distinguere tra due tipi di deposito bancario:

  • Deposito "a vista":
    • la proprietà della moneta (fisica) depositata è ceduta al depositario.
    • la disponibilità della moneta rimane al depositante che in qualunque momento può servirsi di quanto depositato.
  • Deposito "a termine":
    • la proprietà della moneta depositata è ceduta al depositario.
    • la disponibilità della moneta è anche essa ceduta al depositario per un periodo concordato e solo dopo tale periodo il depositante può disporre di quanto depositato (per esempio dopo alcuni mesi).

Il deposito "a vista" rientra giuridicamente nelle forme contrattuali di deposito irregolare. La maggior parte dei depositi bancari sono depositi "a vista", come ad esempio il "conto corrente".

In generale per deposito "a vista" si intende quel deposito che contiene moneta immediatamente spendibile. Questo è il motivo per cui, per la banca, questo deposito è considerato un debito: la moneta deve essere sempre a disposizione del suo cliente per trasferimenti e prelievi.

Depositando la moneta, la proprietà (fisica) del contante depositato è ceduta alla banca (per la sua natura di bene fungibile), ma la disponibilità appartiene al depositante. Questo significa semplicemente che la banca non è tenuta a restituire le stesse monete in precedenza depositate, ma le basterà restituire altre monete di pari valore.
Solo in questo senso si dice che, con il deposito irregolare, si perde la proprietà del bene depositato, mentre il ruolo di custodia che il depositario (la banca) deve esercitare è lo stesso rispetto alle altre forme di deposito ed è un grosso errore ritenere che il depositante perda la disponibilità di questo deposito!

Il deposito "a termine", o "a scadenza", è in realtà una forma di prestito che il depositante concede alla banca o, per mezzo della stessa, ad altri organismi che chiedono finanziamento. Questa è la funzione di “intermediatrice creditizia" che svolgono le banche.
Un risparmiatore può usufruire di questo tipo di "deposito" bancario con l'acquisto di titoli di debito (obbligazioni oppure titoli di Stato). Essendo in realtà un contratto di prestito (e non di deposito irregolare), il risparmiatore perde la proprietà e la disponibilità del deposito per un certo periodo (mesi o anni) in favore del soggetto che riceve questo prestito.
Questi "depositi" sono chiamati "a breve termine" se il periodo del prestito non è superiore ai 18 mesi.

Per chiarezza, d'ora innanzi per deposito bancario si intenderà il deposito "a vista".


Aggregati monetari

In macroeconomia si utilizzano gli aggregati monetari per quantificare in un dato momento la moneta e le altre attività finanziarie all'interno del sistema economico. Questi vengono indicati semplicemente con una "M" e sono numerati in base al loro livello di "liquidità":

  • M0 : base monetaria, quantifica le banconote e le monete metalliche.
  • M1 : liquidità primaria, comprende M0 più i depositi bancari (depositi "a vista").
  • M2 : comprende M1 più i "depositi a breve termine".
  • M3 : comprende M2 più i "depositi a termine".

Le definizioni degli aggregati non sono quasi tutte univoche: vari organismi o paesi utilizzano definizioni differenti a proprio uso e consumo. In ogni caso solo i primi due (M0 e M1) sono rilevanti per questo articolo.

La base monetaria (M0) è stampata dalla Banca Centrale. Essa è composta dal circolante, che è quella parte detenuta dal pubblico, e dalle riserve, che sono detenute dalla stessa Banca Centrale e dalle banche commerciali private.

L'aggregato M1 quantifica ciò che si intende comunemente per moneta, perché quantifica ciò che è immediatamente spendibile per portare a compimento le transazioni economiche.

Appare evidente anche ad uno sprovveduto, che l'esistenza dell'aggregato M1, che per definizione è composto da base monetaria più depositi bancari, implica per logica l'esistenza di una qualche forma di moneta che deve essere nel deposito a vista, ma non far parte della base monetaria.

Questa moneta, che è creata dalle banche commerciali ed è quantificata nei registri informatici bancari senza tuttavia esistere sotto forma di banconote e monete, è la moneta scritturale, conosciuta pure come moneta bancaria o semplicemente credito commerciale.


La creazione della moneta

Per quanto sia ben spiegato in qualunque libro di macroeconomia, la creazione della moneta è un argomento che fatica ad entrare nella coscienza collettiva.

Della banca viene pubblicizzata solo la funzione d'intermediazione, cioè i prestiti dei risparmiatori verso terzi (attraverso i depositi "a termine"), mentre è poco conosciuta e pubblicizzata la capacità della banca di espandere la moneta attraverso la creazione del credito.

Quando una banca commerciale presta moneta ad un suo cliente (con mutuo, fido etc...), la moneta prestata non è presa dai depositi bancari di altri clienti, ma è semplicemente creata dal nulla una volta stipulato il contratto. Esistono individui che si oppongono a questa verità negando perfino l'evidenza. Prima di presentare la spiegazione storica e accademica di questo fenomeno, si può smontare facilmente questa posizione con un semplicissimo ragionamento logico e giuridico.

Il contratto di prestito prevede che, per un periodo di tempo concordato, il prestatore perda la disponibilità di un bene a favore del prestatario, mentre il contratto di deposito irregolare di moneta (il deposito a vista) conferisce al depositante la piena disponibilità della moneta depositata. Concedendo un prestito si crea un nuovo deposito a vista.
Se la banca avesse realemente utilizzato la moneta dei depositi appartenenti ad altri clienti, avrebbe violato le regole del contratto del deposito irregolare, perché in quel caso gli altri depositanti ne avrebbero persa irrimediabilmente la disponibilità per tutto il periodo del prestito (si tratterebbe cioè di appropriazione indebita dei depositi di terzi). Siccome così non avviene, e gli altri depositanti continuano a disporre della moneta nel proprio deposito a vista, dobbiamo concludere che la moneta degli altri depositanti non viene affatto utilizzata per gli impieghi della banca, ma quella del nuovo deposito deve trattarsi di moneta nuova.

La moneta che la banca presta viene semplicemente creata, e andrà quindi ad incrementare i depositi bancari già esistenti. Non a caso Maurice Allais, premio Nobel per l'economia, su questa pratica ebbe a scrivere (da La crisi mondiale dei giorni nostri): Fondamentalmente la creazione di denaro dal nulla (ex nihilo) effettuata dal sistema bancario è identica, non esito mai a dirlo per fare ben comprendere con cosa si ha a che fare, alla creazione di denaro da parte dei falsari, per questo motivo giustamente condannati dalla legge. Nel concreto essa provoca gli stessi risultati. La differenza è chi ne trae il profitto.

Qualcuno potrebbe allora chiedersi come mai il banchiere remuneri con un intreresse perfino il deposito a vista anche se non viene affatto utilizzato per fare prestiti. Questo comportamento ha origini antiche, e tenta di giustificare il fatto che il banchiere si trovi con il piede in due scarpe:

  • la banca deve indurre i clienti a depositare la moneta (quella fisica) per poter garantire parzialmente i prelievi dei clienti a cui ha concesso prestiti con moneta creata dal nulla.
  • Il banchiere ha la necessità di confondere i clienti mescolando la nozione stessa di prestito con quella di deposito, perché non vuole confessare apertamente ai suoi clienti che i prestiti concessi sono "aria fritta" e non sono garantiti per intero dal "denaro fisico".
  • La banca basa effettivamente la creazione di nuovi prestiti in base al circolante che entra in suo possesso (che una volta all'interno diventa riserva): infatti, al fine di limitare la creazione di moneta, che altrimenti avverrebbe senza vincoli, la banca deve detenere un rapporto minimo tra le riserve liquide e tutti i propri depositi.

Per comprendere come si possa essere sviluppata questa pratica, che certamente non è un complotto di qualche banchiere incappucciato dell'ultim'ora ma una pratica che si è evoluta e collaudata nell'arco di secoli, si deve analizzare la storia stessa del sistema bancario fin dalle sue origini.

Sebbene queste pratiche siano molto antiche, solo con lo sviluppo del commercio nel Medioevo i banchieri gettano le basi dell'attuale sistema monetario. Huerta de Soto fornisce una documentazione storica di questo periodo in "Moneta, credito bancario e cicli economici". Qui riporterò solo alcuni passaggi significativi:

"Storicamente nel Medioevo era comprensibile che coloro che ricevevano moneta in deposito si sentissero tentati di violare l’obbligazione di custodia e di utilizzare, a proprio beneficio, il denaro la cui disponibilità era degli altri. La tentazione era molto grande: senza che i depositanti se ne rendessero conto, i banchieri potevano disporre di importanti somme che, ben utilizzate, potevano generare copiosi utili o interessi, da parte di coloro che potevano appropriarsene senza danneggiare apparentemente nessuno. Questa tentazione quasi irresistibile alla quale, data la debolezza della natura umana, vanno soggetti i banchieri ci fa capire che già dalle sue origini, in modo occulto, si violavano i principi tradizionali di custodia sui quali si basa il contratto di deposito irregolare di moneta."

Quindi all'inizio questa frode non era altro che appropriazione indebita, commessa dal banchiere sui depositi che aveva il dovere di custodire e tutelare. In seguito, con la nascita di strumenti di pagamento sempre più raffinati, il contante dei depositi circolava sempre meno. La circolazione di strumenti di pagamento diversi dal contante rese possibile per il banchiere rendere la "stessa moneta" dispobibile a più clienti contemporaneamente, generando di fatto nuovi depositi. Fu così che le banche costruirono il loro primitivo sistema di riserva frazionaria, dove solo una piccola parte dei depositi è realmente coperta da "denaro fisico".

Questa autonomia e indipendenza selvaggia delle banche non poteva durare a lungo e (sempre Huerta de Soto ci ricorda che):

"quando gli abusi e le frodi iniziarono a essere scoperti e meglio compresi, l’istituzione bancaria già funzionava da parecchio tempo e aveva acquisito un tale potere che fu praticamente impossibile porre limite agli abusi in modo efficace. Anzi, la scoperta graduale da parte delle autorità dell’immenso potere di creazione di moneta che aveva la banca spiega perché, nella maggior parte delle occasioni, i governi finirono per trasformarsi in complici delle frodi commesse, concedendo privilegi ai banchieri e legalizzando la loro attività irregolare, in cambio della partecipazione diretta o indiretta ai loro immensi guadagni, servendosi così di un’importante via alternativa di finanziamento statale. Questa corruzione nella tradizionale funzione pubblica di definizione e difesa del diritto di proprietà si vide, inoltre, stimolata dalle ripetute situazioni di necessità opprimente di ricorsi nei quali si trovarono compromessi i governi per la loro irresponsabilità e mancanza di disciplina finanziaria in molti momenti storici. Si va così forgiando una sempre più perfetta simbiosi o solidarietà di interessi tra governanti e banchieri, che in larga misura si è mantenuta fino ad oggi."

Questa "simbiosi" di interessi tra governanti e banchieri portò a regolarizzare la frode regolamentando la prassi di prestare e lucrare su tutta la moneta che i banchieri creano indebitando. Vengono istituite banche centrali, anche nazionali, che hanno il ruolo di vigilanza e controllo sulla creazione della moneta e che aiutano a garantire le banche commerciali in caso di bisogno.


L'offerta di moneta

La quantità massima (e teorica) di moneta che si può creare nel sistema monetario in un dato momento è chiamata offerta di moneta. Nel nostro sistema a riserva frazionaria, l'offerta di moneta sarà sempre maggiore della base monetaria, perché i depositi creati dal sistema bancario devono essere garantiti solo in parte da riserve liquide.

L'offerta di moneta è controllata (indirettamente) dalla Banca Centrale con vari strumenti:

  • Variazione diretta della base monetaria attraverso operazioni di mercato aperto. La banca centrale acquista e vende titoli di debito sul mercato con in contropartita la stampa di base monetaria (circolante e riserve). Acquistando titoli incrementa la base monetaria, vendendo la riduce. L'aumento e la riduzione di base monetaria comporta un aumento o una riduzione delle riserve bancarie, e quindi un aumento o una diminuzione della quantità di credito che le banche potranno creare.
  • Variazioni sul tasso di sconto, che è un tasso di interesse interbancario che applica la banca centrale alle banche commerciali quando queste hanno bisogno di incrementare le proprie riserve chiedendo anticipi di liquidità. Minore sarà il tasso di sconto più favorevole sarà per le banche commerciali incrementare le riserve e quindi la possibilità di creare un ammontare maggiore di prestiti/depositi.
  • Applicazione di un coefficiente di riserva obbligatoria, che è il rapporto minimo che ogni singola banca commerciale deve mantenere tra le riserve e i depositi: diminuendo questo coefficiente le banche possono detenere una frazione minore di riserve liquide e quindi aumentare la quantità di prestiti a parità di riserve. Teoricamente con un coefficiente del 100% le banche non potrebbero più creare moneta. Con un coefficiente del 0% non dovrebbero più rispettare nessun rapporto tra riserve e depositi e potrebbero concedere prestiti per un ammontare infinito. Il coefficiente di riserva non cambia spesso: la BCE lo ha fissato al 2%, negli Stati Uniti è del 10%. Le riserve in eccesso a quelle che obbligatoriamente devono detenere le banche commerciali sono chiamate riserve libere.

Il rapporto tra offerta di moneta e base monetaria è chiamato moltiplicatore monetario. Questo non è altro che l'inverso del coefficiente di riserva obbligatoria. Per esempio, con un coefficiente di riserva del 2% (0.02), il moltiplicatore sarà di 50 (1 / 0.02).

Quindi in formule:

offerta di moneta = base monetaria * moltiplicatore

offerta di moneta = circolante + depositi

credito = depositi - riserve


Conclusione

Poiché la moneta è creata ed emessa solo come debito, il debito all'interno del sistema è endemico. Affinché la moneta possa entrare nel sistema qualcuno si deve necessariamente indebitare: con la Banca Centrale per la stampa di base monetaria (dietro corrispettivo di titoli di Stato) oppure con le banche commerciali per la creazione della moneta scritturale. Qualsiasi altra forma di moneta che non nasca come debito è tabu.

La stupidità di emettere moneta solamente come debito può essere ben compresa se paragoniamo il nostro sistema a quello basato sull'oro. Immaginate di indebitarvi con la miniera per avere pepite d'oro: sarebbe una cosa demenziale così come è demenziale indebitarsi con il banchiere che crea la moneta con cui ci indebita.

Altra idiozia è l'applicazione dell'interesse sulla moneta creata dal nulla (come dire: oltre al danno la beffa). Sebbene la remunerazione dell'interesse su una somma di denaro prestata possa giustificarsi a causa della perdita della disponibilità di tale somma da parte di chi presta, questa perdita di disponibilità non avviene nel caso della moneta creata, che proprio per il fatto che venga creata non appartiene certamente a nessuno (prima che venga indebitata).

Infine il fatto pù grave: questo potere (sovrano) di creazione della moneta è delegato alla più completa e autonoma indipendenza del sistema bancario anziché essere dello Stato, come lo sono invece gli altri poteri sovrani.

La grande sovranità dello Stato in fatto di moneta, si limita al grande potere di auto-indebitarsi attraverso l'emissione di titoli di Stato (e il lato ironico è che non è detto che questa richiesta venga soddisfatta).

Alla luce di tutto ciò è veramente difficile considerare come "potere" quello di tassare o, nel malaugurato caso in cui i conti non fossero in ordine, quello dell'auto-mutilazione attraverso tagli o svendite della res publica.

mercoledì 20 febbraio 2013

Money As Debt II - ITALIANO

Dopo il precedente Money As Debt di Paul Grignon, Moneta@Proprietà ha tradotto e doppiato in italiano anche il film sucessivo:

La Moneta Come Debito II - Promesse senza freni



I disegni che mostrano come si generano le crisi cicliche nel nostro sistema sono geniali nella loro semplicità.

sabato 23 gennaio 2010

Banche di Stato

Manuale per i superficiali e per Marco Sa[m]ba

[ di Vito Zuccato su forum.primit.it ]



BANCHE CENTRALI


A) La Banca Centrale è 100% statale: caso di Bank of England, Banque de France e Bundesbank dopo il 1945 circa; caso della Banca d’ Italia tra il 1936 e il 1992.
Ma...
...il Debito Pubblico di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia PERO’ continua a esistere da sempre e tali Stati emettono da sempre titoli di Stato, cioè si INDEBITANO anziché creare moneta sovrana per sé priva di alcun debito. Tutto ciò viene innescato e gestito da una società di loro proprietà, la rispettiva Banca Centrale Nazionale. Ma allora se è tutto statale perché non esiste un registro del Signoraggio Pubblico o Credito Pubblico accanto a quello del Debito Pubblico, visto che creditore e debitore coincidono almeno sulla quota di moneta creata dalla Banca Centrale?

B) La Banca Centrale è 100% o quasi a partecipazione privata: caso per esempio di Federal Reserve e di Banca d’ Italia (quest’ ultima prima del 1936 e dopo il 1992).
Perciò sembra ovvio che...
...il Debito Pubblico degli Stati soggetti a tale tipo di Banca Centrale continui ad esistere e tali Stati da sempre emettono titoli di Stato. Tutto ciò viene innescato e gestito da un ente privato MA... considerato per statuto una società di interesse pubblico o pubblicistico alla pari di A). Tale Banca Centrale è controllata da Banche Commerciali e/o d’ Affari che si collocano sul mercato e che essa deve pure sorvegliare e perciò essa genera un conflitto di interessi.

C) La Banca Centrale è a partecipazione mista e pure controllata da Banche Centrali Nazionali che non addebitano la moneta della loro controllata alla loro Nazione di riferimento ma addebitano un’ altra moneta gestita in proprio (come Banca d’ Inghilterra, Banca Centrale di Svezia e Banca Centrale di Danimarca): caso della Banca Centrale Europea.
Quindi...
...come ai punti A) e B) per quanto riguarda la sostanza, ovvero l’ emissione di moneta-debito creata dal nulla, il resto sono tutti aspetti che competono agli “agghindamenti” giuridici.



Chiaramente il gioco è stato tutto semplificato (nota per gli “esperti economisti” che se no si incazzano 2 volte, poveri loro...) in quanto è stata tolta per semplicità l’ acquisto diretto, con moneta CREATA DAL NULLA di titoli di debito statali di nuova emissione nelle aste organizzate dal Ministero del Tesoro, da parte dei c.d. Operatori Abilitati, ovvero:
gli Specialisti in Titoli di Stato, cioè SOLTANTO Banche Commerciali e d’ Affari, registrati presso la Banca d’ Italia se consideriamo il caso italiano. Sono il vero volto de Il Grasso Bankiere©, IGB© alla massima potenza.
Quindi ci sono sempre banche a indebitare lo Stato direttamente alle aste e non possono farlo che comprando titoli di Stato con moneta CREATA DAL NULLA, poiché TUTTE le banche prestano moneta scritturale (oggi quasi solo di tipo elettronico) senza spostare e prelevare fisicamente alcunché, né dal patrimonio né dai conti correnti, NULLA DI NULLA: utilizzano immobilizzazioni e depositi SOLO come garanzia per i prestiti, non come zone di prelievo di moneta.
E questi prestiti, erogati per CHIUNQUE, sono delle semplici registrazioni contabili (moneta scritturale).

Ecco l’ elenco degli Specialisti in titoli di Stato. Ecco Il Grasso Bankiere© in persona con nome e cognome.
Ecco la vera Grande Mangiatoia™ che si nasconde dietro allo Stato, sotto la squallida crosta della politica politicante, corrotta, criminale e guerrafondaia, sotto alla immane coltre di parole e di astruse teorie-escremento inculcate a forza dal sistema dell’ istruzione, dagli sconci professori e dottori col lurido culo seduto nei consigli di amministrazione delle banche, dagli squallidi giornalisti-kapò a libro paga di editori-banchieri ormai scoperti come truffatori, usurai e assassini.
Ecco la Grande Mangiatoia™ che schiavizza e depreda fino all’ osso l’ Umanità tutta.

A decorrere dal 21 dicembre 2009, a seguito del cambio di denominazione sociale richiesto da una delle controparti, ai sensi dell’art. 3 comma 3 del decreto 13 maggio 1999 n. 219, l’elenco degli Specialisti in Titoli di Stato è composto, in ordine alfabetico, dai seguenti operatori:
- Banca IMI S.p.A.
- Barclays Bank PLC
- BNP Paribas
- Calyon – Corp. Inv. Bank
- Citigroup Global Markets Ltd.
- Commerzbank A.G.
- Credit Suisse Securities (Europe) Ltd.
- Deutsche Bank A.G.
- Goldman Sachs Int. Bank
- HSBC France
- ING Bank N.V.
- JP Morgan Securities Ltd.
- Merrill Lynch Int.
- Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese S.p.A.
- Morgan Stanley & Co. Int. PLC
- Nomura Int. PLC
- Royal Bank of Scotland PLC
- Société Générale Inv. Banking
- UBS Ltd
- UniCredit Bank A.G.

Roma, 21 dicembre 2009
Il Dirigente Generale
(Maria Cannata)

Agli Specialisti in titoli di Stato si aggiungono successivamente, nelle varie operazioni di negoziazione dei titoli, le Società di Intermediazione Mobiliare (SIM) registrate presso la CONSOB.
Una volta acquistati da questi, i titoli di Stato possono essere riacquistati dalla Banca Centrale e detenuti da quest’ ultima sia prima della loro scadenza sia fino alla scadenza, a seconda della politica monetaria decisa dalla stessa Banca Centrale e della sua necessità di autofinanziamento attraverso gli interessi sui titoli.
La politica monetaria della Banca Centrale infatti è data dalla somma delle operazioni di acquisto/vendita di titoli di Stato con rispettive e contemporanee creazione/distruzione di moneta e iniezione/ritiro di liquidità nel/dal sistema delle Banche Commerciali e d’ Affari. In tali compravendite di titoli di Stato sono definite Operazioni di Mercato Aperto le compravendite riguardanti titoli di Stato che la Banca Centrale rivende prima della loro scadenza, trattandosi di rifinanziamenti temporanei ad hoc delle Banche Commerciali e d’ Affari.

Infatti quando lo Stato Italiano (per esempio) si indebita per finanziare il deficit di bilancio, dal 26 novembre del 1993 (per legge) lo fa soltanto con le Banche Commerciali e d’ Affari a livello internazionale: prima di tale data invece poteva ricevere degli anticipi sul conto corrente del Ministero del Tesoro direttamente dalla Banca Centrale e prima dell’ asta di luglio del 1981 poteva anche far acquistare direttamente dalla Banca Centrale una parte dei titoli di Stato emessi, nella fattispecie quelli che rimanevano invenduti alla chiusura delle aste.
L’ eliminazione del vincolo per Banca Centrale italiana (Banca d’ Italia) di acquistare tale parte di debito pubblico di nuova emissione rimasto invenduto venne stabilita da una semplice convenzione con scambio di lettere nel febbraio del 1981 tra il Ministro del Tesoro Beniamino Andreatta e il Governatore Carlo Azeglio Ciampi.


Bene... anzi, male! Allora la DOMANDA DEFINITIVA è:

Che differenza fa se la Banca Centrale è dichiarata pubblica o privata o guazzabuglio diabolico se in ogni caso emette moneta-debito, cioè obbliga lo Stato a restituire la moneta alla scadenza dei titoli di debito statali (acquistati prima dal Ministero del Tesoro e/o dagli Operatori Abilitati) e a pagare inoltre gli interessi su questa stessa moneta…???

Risposta: NESSUNA DIFFERENZA!!! ...Infatti i casi A), B) e C) sono solo tre varianti di un’ unica cosa: la moneta-debito addebitata da falsari usurai.

Insomma si fa tutto un da fare per scoprire e denunciare le trame di IGB© e poi si conclude dicendo che la statalizzazione risolve tutto… eh sì! Continuiamo allora con l’ avere come tra il 1936 e il 1992 una società dello Stato, la Banca d’ Italia, che come un cancro distrugge il resto dello Stato, i cittadini privati e le aziende, in combutta con le Banche Commerciali e d’ Affari...



Un capitolo a parte va ora riservato alla truffa della riserva aurea.

Da sempre ogni Banca Centrale tiene in bilancio per vari scopi una certa quantità di oro.
Fino al 15 agosto del 1971 e SOLO per i non residenti negli Stati Uniti d’ America ogni banca a richiesta poteva cambiare la valuta nazionale in dollari e convertire quindi i dollari in oro custodito dalla Federal Reserve.
Quindi fino al Ferragosto del 1971 Fin sono messi per legge nero su bianco tre furti espliciti:
- ai residenti negli USA viene detto in faccia che il dollaro di carta viene loro prestato dalla Fed e dalle Banche Commerciali senza copertura e senza possibilità di conversione in oro, con l’ aggiunta degli interessi;
- al Resto del Mondo viene detto in faccia che gli Statunitensi sono truffati di brutto in casa loro e che solo una parte dei dollari di carta in circolazione può a richiesta essere convertita in oro e quindi una parte ancora minore di valuta cartacea nazionale può essere a sua volta convertita in oro passando per i dollari: infatti la convertibilità è ben altra cosa della copertura aurea.
- a TUTTO il Mondo si continua a nascondere il fatto che il valore è una dimensione del tempo e NON della materia, per cui il valore indotto sul simbolo monetario di costo nullo (banconota, oggi anche denaro elettronico) è una creazione del pubblico che lo accetta, NON una creazione della banca che lo emette e solo per il fatto di scriverci sopra 1, 10, 100, 1000: tant’ è che la miniera concede gratuitamente la pepita d’ oro.

Dato per assodato tutto ciò, il fatto che una Banca Centrale sia completamente di proprietà pubblica suona come una truffa con beffa finale.
Se lo Stato è proprietario della Banca Centrale, di conseguenza anche la riserva in oro (che magari si fa custodire per conto terzi da altre Banche Centrali) dovrebbe essere di proprietà dello Stato, perciò con quale criterio si prestano banconote allo Stato (oltre alle Banche Commerciali e d’ Affari) attraverso una società dello Stato visto che sono garantite, anche solo per la già truffa della convertibilità, da riserve auree di proprietà della stessa collettività?
Ciò significa che la collettività tramite il fantasmi giuridici dello Stato e della Banca Centrale presta a se stessa semplici pezzi di carta garantiti solo in minima parte da qualche sassolino prezioso già di sua proprietà e quindi a utilizzo gratuito, né più né meno come la miniera concede gratuitamente la proprietà e l’ utilizzo della pepita d’ oro.
Perciò si genera DAL NULLA un debito verso se stessi (!!!) in pezzi di carta con l’ assurda giustificazione di avere già in tasca una cosa gratuita di valore nominale SICURAMENTE inferiore ai pezzi di carta (convertibilità).

Con la fine degli accordi-truffa di Bretton Woods il 15 agosto 1971 si inaugura la stagione della super-truffa grazie al fatto che il Sistema Bancario ottiene per legge la facoltà di creare moneta come vuole e quanto vuole per i prestiti senza alcun rischio dovuto alla possibilità di convertibilità, fattibile solo per una piccolissima parte della massa totale di banconote di tutte le divise a livello mondiale, massa in continuo e inesorabile aumento.
Nel caso delle Banche Centrali statali la fine degli accordi sulla convertibilità aurea ha il significato di far diventare i propri sassolini preziosi un semplice peso morto (come se non lo fossero già da prima), quindi è ancora più stridente il fatto che si sia stabilito per legge con la fine degli accordi di Bretton Woods che gli Stati Banchieri possano così auto-indebitarsi all’ infinito della propria carta straccia e auto-inchiodarsi in tale INFERNALE ASSURDITA’ a causa del peso degli interessi che fanno aumentare lo stesso auto-indebitamento a circolo vizioso.

Lo stesso Governatore Luigi Einaudi (poi divenuto Presidente della Repubblica) ben prima del 1971 aveva già confermato in pieno l’ inutilità del vincolo della convertibilità e il paradosso di trovarsi a capo di una Banca Centrale statale: “Alla scarsità dell’ oro si è sostituita la saggezza del Governatore”.
Come se fosse saggio un Governatore di Stato che di mestiere fa compravendita usuraia di debiti dello Stato creati dal nulla attraverso la banca statale che dirige…!!!




BANCHE COMMERCIALI E D’ AFFARI


Prima ho introdotto gli Specialisti in titoli di Stato.

Occorre ricordare come NESSUNA banca statale funziona in maniera differente da una qualsiasi banca privata.
Infatti ogni banca (sia centrale che commerciale) emette e ritira moneta con i prestiti in questo modo:

1. crea moneta DAL NULLA;
2. la presta, acquistando titoli di debito vari o erogando mutui, fidi, anticipi, sconti, ecc.
3. chiede interessi sul debito contratto dal richiedente (Stati, imprese, privati);
4. distrugge la moneta restituita dal debitore in quota capitale nominale, intascando gli interessi.

Dato per assodato questo UNICO modo di operare del Sistema Bancario, riassumibile con moneta-debito dissipativa caricata di interessi, si scoprono a questo punto delle cose impensabili ancorchè abnormi.
Lo Stato Italiano con la legge bancaria fascista del 1936 statalizzò una fetta consistente del sistema bancario privato dell’ epoca, in particolare divennero di proprietà pubblica le seguenti banche commerciali e d’affari:

- Credito Italiano
- Banca Commerciale
- Banco di Roma
- Mediobanca
- Monte dei Paschi di Siena
- Banca Nazionale del Lavoro.

Le prime 3 erano definite “Banche di Interesse Nazionale” o BIN (dal 1937) dopo essere divenute per statuto “Istituti di Diritto Pubblico” insieme alle seconde 3 in virtù di tale legge bancaria.
Queste banche chiaramente svolgevano attività creditizia in tutti i rami del settore privato (alcune erano specializzate in credito industriale a medio e lungo termine) e…
… del settore pubblico…! Sì, avete capito bene: erano banche al 100% statali che alle aste del Ministero del Tesoro acquistavano i titoli di Stato come qualsiasi Specialista in titoli di Stato prima descritto, cioè INDEBITAVANO lo stesso Stato che le possedeva…!!!

E non potrebbe essere altrimenti, visto che DATI MACROSCOPICI INCONTROVERTIBILI affermano che:

1) il debito pubblico non si è MAI estinto di colpo;
2) il debito pubblico mediamente è sempre aumentato;
3) il fisco è sempre rimasto in funzione e anzi il carico fiscale è sempre aumentato sia in quantità di tasse che in peso delle singole tasse;
4) le aste dei titoli di Stato sono sempre esistite e anzi si sono sempre più intensificate;
5) non sono MAI esistiti i libri del Credito Pubblico e del Signoraggio Pubblico derivanti dai prestiti allo Stato da parte delle sue stesse banche - creditore e debitore coincidono - ma SOLO quello del Debito Pubblico;
6) non sono MAI esistiti registri di Credito o di Signoraggio competenti allo Stato e derivanti da tutti i prestiti fatti dalle banche commerciali e d’affari statali a privati e imprese;
7) tutto quanto appena detto è durato per tutto il periodo di proprietà statale di queste banche commerciali, dal 1936 al 1992, anno in cui si iniziò la loro ri-privatizzazione.

Oltre a ciò le cosiddette BIN erano le partecipanti della Banca d’ Italia, cioè della Banca Centrale, quindi la stessa Banca d’ Italia figurava come una banca al 100% statale come già visto poco fa, che come sua attività principale (d’ altra parte lo fa DA SEMPRE per legge-statuto-convenzione) acquistava e vendeva titoli di Stato sia all’ emissione direttamente in asta sia indirettamente nel sistema delle Banche Commerciali e d’ Affari (prima dell’ asta del luglio 1981, poi solo indirettamente). Oltre a ciò come già accennato la Banca d’ Italia prima del 26 novembre 1993 poteva anticipare liquidità direttamente sul conto corrente di Tesoreria del Ministero del Tesoro: una forma di indebitamento pubblico alternativa a quella dell’ acquisto di titoli di Stato e attuata direttamente dal Tesoro con la Banca Centrale senza intermediazione di altre banche o di altri intermediari.
Ancora, la Banca d’ Italia statale comprava/vendeva titoli di debito statali ANCHE dalle/alle Banche Commerciali statali che la partecipavano (le BIN), ovviamente, perché queste ultime come già detto operavano sul mercato come qualsiasi banca privata sempre con modalità come da punti 1., 2., 3. e 4. prima elencati e compravano tra le altre cose anche titoli di Stato, potendo partecipare alle aste in qualità di operatori abilitati.

Risulta a prima vista paradossale che uno Stato, emettendo moneta-debito tramite delle sue società bancarie per prestiti a se stesso oltre che ai privati, non risulti contemporaneamente creditore di tutta la moneta emessa a debito sia verso di sé che verso i privati e quindi non utilizzi gratuitamente TUTTA la moneta proveniente sia dalle restituzioni dei prestiti sia dal percepimento degli interessi per suoi scopi a cominciare dal finanziamento a costo zero (cioè a tasse zero) della spesa pubblica.

In realtà ciò non è affatto paradossale poiché abbiamo appena mostrato come NON CONTA ALCUNCHE’ il fatto che la proprietà dell’ ente emittente (la banca) sia pubblica o privata, ma conta SOLTANTO la modalità con cui viene emessa e gestita la moneta dallo stesso ente emittente.
In particolare lo Stato non riutilizzava gratuitamente la moneta che il suo perverso sistema di banche pubbliche riceveva da imprese, da privati e da se stesso (!!!) alla restituzione dei prestiti, poiché da sempre la moneta restituita in quota capitale nominale (valore nominale del prestito) viene distrutta (moneta-debito dissipativa), a SPUDORATA conferma della sua precedente creazione DAL NULLA (vedi punti 1., 2., 3. e 4.), fermando il suo flusso al sotto-fantasma giuridico della banca anziché essere poi gestita direttamente dallo Stato e dalle Pubbliche Amministrazioni in genere per qualsivoglia scopo di rilievo pubblicistico.
Solo una parte degli interessi venivano conferiti dalle banche statali allo Stato tramite tassazione e distribuzione degli utili netti e quindi né più né meno di una banca privata partecipata da un azionista pubblico, ma questo non è affatto un vantaggio poiché il fatto che lo Stato chieda a se stesso e ai cittadini che rappresenta interessi sui prestiti – oltre al già ampiamente sottolineato auto-indebitamento - E’ ABERRANTE e AUTOLESIONISTICO, oltre a essere AUTOINFLATTIVO, senza contare il fatto che gli interessi per alcuni decenni erano a due cifre con punte del 20% annuo. Alla faccia del conclamato “interesse pubblico”…!!!
E suona come una ennesima estrema beffa il fatto che lo Stato fino al 7 febbraio 1992 potesse decidere assieme alla sua Banca d’ Italia quale tasso di sconto e quali interessi AUTOTRUFFARSI e TRUFFARE ai cittadini e alle imprese su una già gigantesca truffa data dai debiti pubblici e privati creati dal nulla.
Come da schiavi poter decidere collegialmente col padrone la quantità di frustate da ricevere tra un minimo di 50 e un massimo di 100 (© Sandro Pascucci).

Infatti non a caso i sistemi con cui lo Stato si è sempre finanziato sono stati il prelievo fiscale (tasse e tariffe) e il contrarre nuovo debito pubblico col Sistema Bancario (sia privato che pubblico), mentre in misura molto minore l’ utile delle varie aziende di Stato (quando c’ era).

La sovranità monetaria è rimasta sempre nelle mani delle sue banche e delle altre banche private.

Ma anche se ci fosse un libro del Credito Pubblico o del Signoraggio Pubblico accanto a quello del Debito Pubblico, che senso avrebbe mai indebitarsi con se stessi per poi riprendersi a posteriori il dovuto in qualità di creditori di se stessi? Ciò non avrebbe alcun senso: sarebbe naturale che lo Stato si stampi IL DOVUTO - senza contrarre alcun debito e senza dichiarare alcun credito - per finanziare i servizi che eroga ai cittadini di cui è rappresentante, emettendo quindi la c.d. moneta-proprietà.

Così si uscirebbe finalmente dalla spirale perversa dettata a bacchetta nella società dalle [IN]CULTURE SERVE DEI BANCHIERI TRUFFATORI E USURAI.
A iniziare dalla [in]cultura del debito monetario onnipresente e ineluttabile.
Per continuare con la [in]cultura del valore in sé e per sé (vedi sopra: valore dimensione della materia VS valore dimensione del tempo).

Per concludere, sia prima che dopo il 1936 per arrivare fino agli Anni 70, lo Stato emetteva anche cartamoneta di piccolo taglio con su scritto “Regno d’ Italia” o “Repubblica Italiana” e questi biglietti venivano emessi SENZA formazione di alcun debito pubblico, né più né meno del caso dell’ emissione di monete metalliche, da sempre appannaggio dello Stato.
In realtà l’ emissione di questa cartamoneta avveniva in piccoli volumi e saltuariamente allo scopo di coprire momentanei disavanzi di bilancio nel corso dell’ anno, perciò incideva poco sul bilancio dello Stato, più o meno come l’ emissione di monete metalliche.
A mio parere il mantenere anche una piccolissima parte di emissione monetaria (come le monete metalliche) da parte degli Stati è mediaticamente funzionale al Sistema Bancario perché la sola presenza nel caso dell’ Euro metallico dei simboli RI (Repubblica Italiana) o RF (Republique Française) e di un conio specifico per ogni Nazione che emette lo stesso Euro metallico contribuisce a far credere che sia tutto sotto controllo pubblico e gratuito compresa l’ emissione dell’ Euro in banconote da parte della Banca Centrale Europea.




CONCLUSIONI

In definitiva la nazionalizzazione della Banca d’ Italia e delle banche ridefinite Banche di Interesse Nazionale e Istituti di diritto pubblico del 1936-1937, durata fino al 1992, non ha fatto altro che CAMBIARE LA PROPRIETA’ DEI FANTASMI GIURIDICI AUTORIZZATI ALL’ EMISSIONE DI MONETA, senza cambiare di una virgola il funzionamento del precedente Sistema Bancario privato e con somma beffa per i cittadini.

Tutto quello che è stato fin qui scritto vale anche per tutte le banche statali del resto dell’ Europa, a cominciare come detto dalle Banche Centrali Nazionali tuttora statali quali Bundesbank, Banque de France e Bank of England che sono le più importanti in assoluto anche tra le varie BCN europee partecipanti alla stessa BCE.

Per quanto detto finora, chi vuole pensare e operare VERAMENTE nell’ interesse dei cittadini DEVE rispondere definitivamente alle domande fondamentali:

- DI CHI E’ LA PRIOPRIETA’ DELLA MONETA ALL’ ATTO DELL’ EMISSIONE ?
- COME DEVE ESSERE EMESSA E GESTITA LA MONETA ?


Tutto il resto compete soltanto alla superficie della questione monetaria.

Altrimenti, come diceva Giacinto Auriti, lo Stato rimarrà un semplice fantasma giuridico creato ad arte dalla Grande Mangiatoia™ come paravento per servirSI anziché come strumento per serviRE.


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Vedere anche: Perché il signoraggio bancario è il PRIMO dei problemi

giovedì 23 luglio 2009

Quello che la Protezione Civile non vuole che gli Aquilani sappiano..

..o anche la Fiera dei luoghi comuni che alla fine..


di Sandro Pascucci - www.signoraggio.com
Fonte: signoraggio.forumfree.net

“Senza gl’americani ora parleremmo tedesco!”

Gli americani.. i “Liberatori”.. questo è il termine, il simulacro che il popolo americano si è guadagnato dal ’45, no? Liberatori.. liberatori de che?! Han tolto un despota per mettercene un altro (essi stessi). Ma “..senza gl’americani ora parleremmo tedesco!” ..e invece parliamo inglese, guarda un po’ che botta de culo, eh?! Basi militari ovunque, soprusi legalmente imperseguibili e cultura di quart’ordine inoculata nelle menti di tutta la popolazione, dai piccini ai vecchi..

“Non si morde la mano che ti dà da mangiare”!

Anche questo un altro detto, un’altra puttanata da vigliacchi e succubi. Se vuoi farmi del bene te tu me lo fai disinteressatamente, hai capito? Non è che perché mi salvi la vita che ti debbo fornire le terga tutte le sere per tuo sollazzo. Da dimostrare, poi, che tu mi abbia veramente salvato la vita. E se veramente me l’hai salvata voglio studiarmi bene il caso che non sia stato tu a darmi, prima, la spinta.

In altre società chi salva la vita di una persona ne diviene responsabile, non padrone né PAPPONE (o “papino”).

“Meno male che era estate!”

Quello che è successo a L’Aquila nei primi di Aprile è noto a tutto il mondo.

Terremoto, case sfasciate, morti, famiglie senza un tetto [per lo meno sicuro] sulla testa. Ma “..meno male che era estate!”. Eh, già! Che gran culo ‘sti Aquilani.. tutte a loro le fortune..

"Chi ti dà la manina poi vòle la toccatina" [sandro pascucci, 2007]

Come è noto l’impegno puro e cristallino delle migliaia di volontari, di ragazze e ragazzi che quotidianamente si adoperano per la popolazione colpita dal sisma, al fine di fornire aiuto concreto, in maniera altruistica e professionale. E su questo niente da dire.

Ma IGB non è un FESSO e trova sempre il modo di manipolare, usare, testare, collaudare nuove situazioni per imparare egli stesso come.. “migliorarsi” in futuro e, soprattutto, come gettare le basi per miti e nuovi simulacri.

I simulacri..

Gli Americani-Liberatori sono un simulacro, beppE grill0 è un simulacro, la Protezione Civile un altro simulacro..

Chi andrebbe mai contro un simulacro.. chi morderebbe mai la mano che dà da mangiare/un aiuto/una carezza.. chi vorrebbe parlare tedesco?? Nessuno. Ecco perché chi manovra i simulacri manovra la società e l’opinione pubblica.

Una massa di 7 miliardi di persone non è manovrabile fisicamente. Non esistono soldati a sufficienza, né pallottole né bare. Non esiste filo spinato per rinchiuderle tutte. Occorre altro.. occorre “guidarle”, ‘ste 7 miliardi di pecore.. occorrono simulacri manovrabili, che facciano, a loro volta, da “buon pastori”..

Occorre burocrazia, occorre negligenza, occorrono invidia e stupidità e incapacità tecnica, occorre paura, come occorre noia.. occorre “fumo”.. per depistare, manovrare, mantenere lo “status-quo“ sociale, senza alterare le strutture ormai consolidate (alcune centenarie, come gli eserciti, altre più recenti, come il Volontariato).

Il FESSO.

Oggi IGB non ammazza più nessuno.. manco ti fa più seguire sotto casa per una bella e sana randellata dietro la schiena.. oggi IGB dorme beato perché ogni punto della struttura-Società è in mano a un FESSO (io direi IDIOTA ma FESSO puoi dirlo in faccia a un IDIOTA e quello non può neanche denunciarti.. vuoi che un giudice ti dia retta se vai a denunciare uno che ti ha dato del FESSO? Il giudice ti guarda per un tempo tale che tu capisci che sta pensando di te “questo è proprio un FESSO!”. Quindi la denuncia diventa imbarazzante, un paradosso giuridico..).

Un FESSO non ha bisogno di corsi da Rambo in una base militare nei boschi e nelle paludi della Virginia.. un FESSO ha il DNA perfetto, già equipaggiato per intralciare il GIUSTO, per rompere le palle al MERITEVOLE, per gambizzare, senza sparare un colpo, un VOLENTEROSO..

Il FESSO è il soldato perfetto per le armate di IGB.

Costa poco, è facilmente reperibile, è irriconoscibile in ascensore mentre va al suo posto di comando (in seguito: “posto di intasamento buone azioni”) insieme ad altri IDIOTI come lui..

Le GINASM

Quello che è successo a L’Aquila negli ultimi giorni è meno noto.

Tra le iniziative del PRIMIT è in essere anche la celebrazione goliardica del “compleanno” del signoraggio.

A occhio e croce pare che sul finire del luglio 1694 sia stata fondata la Banca d’Inghilterra e così, sempre a occhio e croce, in quel giorno si può identificare la data di nascita di quello che chiamiamo “signoraggio moderno”, ossia il riconoscimento, e l’autorizzazione, da parte dello “Stato” (rappresentato dal monarca inglese dell’epoca) verso dei banchieri privati per quanto riguarda l’emissione di moneta cartacea non coperta, né legata, all’oro.

E’ un nostro avvenimento goliardico (mica potemo sempre lavorà contro ‘sto IGB!). Lo chiamiamo GINASM e sta per Giornata Nazionale per la Sovranità Monetaria.
Molti si arrapano col solo titolo, pensando a una certa Gina SadoMaso, i più puritani si preoccupano invece per la sua salute..

In linea teorica sarebbe anche un’occasione per incontrare altre organizzazioni e enti e gruppi che combattono la stessa Battaglia ma, vuoi per quei dementi che aiutano IGB sostenendo la moneta-debito Euro con l’emissione-stampella degli SCEC, vuoi per quei privati professionisti che lucrano su libri-denuncia (denuncia de ché?! ah! ah! ah!), queste riunioni tra cervelli (brainstorm, grazie americà, che ci dai una parola per ogni cosa! Cretini i Latini, invece, eh?!) non si sono mai verificate e allora ne approfittiamo per vederci tra di noi soci PRIMIT (in seguito: PRIMITivi).

Infatti molti PRIMITivi neanche si conoscono. Dato che proveniamo da tutta Italia e l’occasione è ghiotta per incontrare gente che la pensa come te e con la quale scrivi nello stesso Forum da mesi senza neppure sapere che faccia abbia. La virtualità della Rete è buona per un verso ma occorre non abbracciarla in toto per il resto.

Già che ci siamo [queste GINASM] le facciamo aperte al pubblico che può così approfittare per viverle come una sorta di mega Fiere delle Verità.

Quante GINASM abbiamo fatto? Una. Lo so.. ne parlo come fossero cosa fatta anche le prossime 40. Intanto la seconda volevamo farla a L’Aquila.

Perché L’Aquila?

Semplicemente perché parlando di moneta non potevamo non considerare l’aspetto didattico della “situazione terremoto”: case distrutte e necessità di soldi per ricostruire.

Dato che i soldi, la moneta non è ricchezza ma solo “segno” di ricchezza e che la vera ricchezza è l’Essere Umano, il suo spirito, la sua intelligenza, la sua volontà e il suo lavoro allora gli ingredienti per ri-costruire una città c’erano tutti. C’è gente ancora viva? Allora non c’è problema a ri-costruire. Fossero morti allora il problema sarebbe stato diverso. Pensate a un aereo che cade su un’isola deserta e TUTTI si salvano: è positivo, no? Si puo’ costruire un capanna, SI o NO? Io direi di SI. Fossero tutti morti allora direi di NO ma essendo tutti vivi..

L’equazione è semplice:
VITA = VALORE = RICOSTRUZIONE
MORTE = FINE = LASCIA PERDERE.


Ecco perché sono contro i cimiteri (metri cubi per chi? Per della futura-polvere? Ma qui entrano in causa le manipolazioni della religione (TUTTE), gli interessi dei costruttori ecc..).

Dicevamo: occorreva solo rendere CONSAPEVOLI gli Aquilani di questo VALORE.

Avevamo quindi pensato alla data-simbolo del 10 luglio, la fine del G8. Come dire: dopo tante cazzate ecco un po’ di sana verità! Andati via i “potenti del mondo” (ma de che?! Altri liberatori?! N’andro simulacro??) noi potevamo semplicemente dire al nostra “solita” verità: la moneta attuale è un debito. Se si “chiede” altra moneta per le solite vie [banca] si incrementerà quel debito che alla fine si dovrà, in un modo o in un altro, pagare.

O si paga o si muore o si rimane schiavi per sempre. O si diventa PADRONI della moneta che si crea. Pagare non è possibile, dato che il denaro è “loro” e solo “loro” hanno il monopolio di creazione. Morire.. beh.. non mi pare il caso (anche se la cronaca quotidianamente riporta chi non ce l’ha fatta a resistere al debito). Schiavi? No, grazie!

Quindi rimaneva di spiegare agli Aquilani come diventare PADRONI della propria moneta. Ma la Protezione Civile.. la santissima e omnipresente e tentacolare Protezione Civile non ha voluto.

In che modo?

[Scoprilo sul forum: continua a leggere]


venerdì 10 luglio 2009

Signoraggio - F.a.q. - Parte Terza

[di Alessandro Bono - truffadimatrix.blogspot.com ]

Parlando di signoraggio è tipico ritrovarsi a discutere con persone che, pur dandoci ragione, vedono il sistema economico come impossibile da modificare. Semplicemente non riescono ad immaginare come risolvere il problema. Frasi come “Si va bene, ma tanto la situazione non potrà mai cambiare” o domande tipo “Ok, ma cosa si può fare?” sono destinate a diventare in breve tempo il pane quotidiano di chiunque cerchi di diffondere questi argomenti.

Una prima soluzione molto semplice e alla portata di tutti consiste nello studiare e divulgare. Non è possibile risolvere un problema che non si sa di avere. Aumentare il livello di consapevolezza della comunità è indubbiamente il primo passo da compiere lungo la strada che porta al cambiamento. Nonostante la centralità di questo punto è chiaro che la diffusione della conoscenza da sola non basta.

E' per questo motivo che può essere utile elencare quelli che, a grandi linee, dovrebbero essere i punti chiave di un'ipotetica riforma monetaria.


1. La Banca Centrale


Il fatto che le quote della Banca d'Italia siano per il 95% in mano a privati ha fatto sì che in molti si chiedessero se un eventuale nazionalizzazione di questo ente potesse bastare a risolvere il problema. E' sicuramente vero che la situazione italiana (come quella americana) rappresenta un paradosso, ma rendere statale la Banca Centrale sarebbe un provvedimento che, da solo, risulterebbe essere assolutamente insufficiente.


In effetti gli stati in cui la Banca Centrale è di proprietà pubblica sono la stragrande maggioranza. A parte l'Italia tutti gli altri paesi europei hanno nazionalizzato già da diverse decadi i loro istituti di emissione. La controversia riguardante l'assetto proprietario della Banca d'Italia è solo un'aggravante e non il punto centrale della questione che, in realtà, affonda le radici nei meccanismi alla base dell'emissione monetaria.


Anche la Banca di Francia o la Banca d'Inghilterra, infatti, acquistano titoli di debito in cambio di base monetaria (cartacea o elettronica) e godono di un'indipendenza decisionale pressoché totale nei confronti del potere politico. E' convinzione comune dell'economia ortodossa il fatto che il potere di emissione non debba essere affidato al governo e che sia preferibile affidarlo ad un ente di fatto autonomo.


La Banca Centrale, pubblica o meno che sia, resta sempre qualcosa di separato rispetto agli organi rappresentativi della collettività e, in Italia come in Francia o in Inghilterra, lo Stato è costretto ad indebitarsi per avere denaro. La sua nazionalizzazione resta, quindi, un elemento auspicabile e necessario, ma sarebbe solo uno dei punti da realizzare in vista di una riforma monetaria.

Inoltre quanto detto fino ad adesso non tiene conto del fatto che il 90% del denaro circolante non viene emesso dalle Banche Centrali, ma dalle banche commerciali. Comunque, per i motivi appena esposti, appare chiaro che, fino a quando l'unico modo per ottenere nuovo denaro resterà l'indebitamento, anche la nazionalizzazione dell'intero sistema bancario rimarrebbe una misura insufficiente.


2. Debito ed interesse


L'elemento peggiore della questione signoraggio, oltre all'appropriazione da parte di privati di un valore creato collettivamente, è l'applicazione al debito di un interesse che, per sua natura, non potrà mai essere restituito. Se gli enti che hanno il monopolio sull'emissione del denaro (capitale) richiedono un valore maggiore di quello che hanno creato (capitale + interesse) appare chiaro che la comunità non sarà mai in grado di estinguere i propri debiti. Si tratta di un principio molto semplice ed è possibile trovarlo esposto in diversi video e documenti.


E' necessario trovare un nuovo modo per emettere il denaro, un sistema che permetta di avere moneta libera dal debito. Nei libri di testo l'interesse sul debito viene presentato come l'elemento necessario a regolare la richiesta di liquidità del mercato. In sua mancanza non ci sarebbe nulla a frenare la domanda di moneta e sarebbe impossibile evitare fenomeni di iperinflazione. Allo stesso tempo, però, l'applicazione di un tasso di interesse (non importa quanto basso) comporta l'impossibilità di estinguere il debito iniziale facendo sì che, nel tentativo di saldarlo, la domanda di moneta della comunità cresca comunque in modo incontrollato. Tale incremento della domanda è assolutamente slegato dalla crescita della produzione e, nella pratica, comporta comunque il verificarsi di fenomeni inflattivi fuori controllo.


Ecco perché è necessario eliminare il debito ad interesse come unica forma di garanzia per l'emissione di denaro e, allo stesso tempo, bisogna trovare un altro modo per regolare le variazioni della massa monetaria.


3. Denaro e produzione


Il denaro svolge la funzione di misura del valore dei beni e dei servizi offerti dal mercato. Non è possibile pensare che l'ammontare della massa monetaria possa essere definito da scelte di politica economica prese discrezionalmente da un sistema bancario di natura privata senza che questo non faccia saltare il delicato equilibrio tra unità di misura ed oggetto misurato. Quando le variazioni della quantità di moneta non sono il linea con i movimenti della produzione economica si verificano fenomeni di inflazione o di deflazione. E' quindi necessario legare l'emissione ed il ritiro di denaro dal mercato alle variazioni del valore di beni e servizi effettivamente esistenti ed offerti dal sistema economico.


Si tratta di un passaggio più semplice di quanto non possa sembrare. Basterebbe individuare un indice che misuri la produzione del mercato, stabilire arbitrariamente una parità con la moneta presente in un dato momento e, in seguito, modificare la quantità di denaro seguendo le variazioni percentuali di tale indice. L'economia reale cresce o si contrae del 10%? La massa monetaria deve aumentare o diminuire della stessa percentuale.


Auriti suggeriva di utilizzare il PIL, ma nulla impedisce di trovare un nuovo indice più appropriato allo scopo.


4. Moneta statale


In uno scenario di questo tipo sarebbe lo Stato a gestire la moneta e la politica monetaria come la intendiamo oggi perderebbe di senso. La creazione o la distruzione di moneta, infatti, sarebbero semplici operazioni contabili dovute a movimenti effettivi della produzione.


In molti ritengono che concedere ai politici la possibilità di creare denaro sarebbe troppo rischioso, ma il timore sparisce se si comprende che il politico non avrebbe modo di sfruttare questo potere a suo vantaggio. L'esercizio di tale facoltà sarebbe, di fatto, pesantemente vincolato. Non solo, un sistema di questo genere sarebbe assolutamente trasparente. Fenomeni limitati di inflazione e di deflazione avverrebbero comunque con la differenza che tenderebbero a compensarsi nel lungo periodo (sarebbero dovuti alla “vischiosità” del mercato). Se si dovessero prolungare nel tempo sarebbe immediatamente esposta la cattiva gestione della moneta da parte del pubblico. In due parole: spazio praticamente nullo per manovre “illecite” e possibilità di individuarle subito e senza errore. Per capire meglio basta realizzare che in un sistema di questo genere inflazione e deflazione prolungate potrebbero essere dovute solo alla mala gestione del politico e non sarebbe possibile attribuirne l'origine a misteriose congiunture del mercato.


Il sistema attuale gestito da privati, al contrario, è talmente opaco nei suoi meccanismi che la comunità percepisce l'innalzamento costante dei prezzi (e quindi il suo continuo impoverimento) come un fenomeno “naturale”. Ovviamente fino al verificarsi dell'inevitabile crack.


4. Burocrazia


L'emissione da parte dello Stato presenta un ulteriore vantaggio: la possibilità di esercitare un prelievo fiscale “a monte” invece di ricorrere a quello “a valle” con cui abbiamo a che fare oggi. Non avrebbe senso, infatti, tassare il reddito quando sarebbe possibile tassare direttamente la moneta. Invece di chiedere denaro a chi lo ha ricevuto questo potrebbe essere trattenuto al momento stesso della sua creazione. Non si tratta di guadagnare di più, il livello di remunerazione del singolo resterebbe invariato. La differenza sarebbe nel fatto che i pesanti apparati burocratici che gravano sulla società, e per i quali noi Italiani siamo tristemente famosi, diventerebbero improvvisamente inutili ed obsoleti.


Si potrebbe ipotizzare, ad esempio, che lo Stato trattenga una percentuale del denaro che emette (per chi è più dentro a certi argomenti qualcosa di molto simile al reddito da signoraggio del signore feudale). Teoricamente potrebbe bastare una quota molto bassa (attorno al 10%) dato che il venire meno di un debito inestinguibile gravante sulle spalle della comunità abbasserebbe in modo molto significativo le necessità economiche dello Stato finalmente libero di impiegare il denaro nella produzione di beni e servizi e non nella copertura degli interessi sul debito pubblico.


Parte di questi introiti potrebbero essere utilizzati per concedere ad ogni singola persona un reddito minimo da cittadinanza in grado di garantire la sussistenza ed il diritto alla vita. Questo tema merita uno studio a parte e gli dedicherò uno spazio maggiore in futuro.


Conclusioni

Scopo di questo aricolo (che, chiaramente, non ha nessuna pretesa di completezza) è di dimostare che le soluzioni esistono e, attualmente, sono al vaglio di personaggi molto più preparati di me. Certo, resta il problema riguardante il passaggio dal sistema attuale ad uno migliore. E' lecito aspettarsi forti opposizioni da parte delle lobbies esistenti. Sappiamo che chi ha provato a cambiare le cose in passato ha pagato carissime conseguenze (vedi il caso JFK). Nonostante ciò si tratta di miglioramenti fattibili ed auspicabili e la sola consapevolezza di questo fatto dovrebbe bastare a darci lo stimolo per impegnarci nella loro realizzazione. Il rischio, altrimenti, è di ritrovarci a pronunciare discorsi che non caratterizzano di certo gli uomini liberi.


Tra il dire ed il fare non c'è il mare, ma la volontà di agire. Credo che in questo caso valga la pena di rimboccarsi le maniche.


A tutti un saluto,

Alessandro Bono.

venerdì 22 maggio 2009

Come ricostruire L’Aquila, a costo zero

da www.signoraggio.com

ovvero le pesanti responsabilità dei politici corrotti e
i Biglietti di Stato a corso legale della Repubblica Italiana..

Leggi

sabato 7 marzo 2009

Mister Tremonti e la Sovranità Monetaria



E bravo il ministro dell'economia. Anche se con molte imprecisioni sta cominciando a parlare di sovranità monetaria...

La domanda è: perché?
Quale oscuro motivo spinge solamente ora i leccapiedi dei banchieri a muovere accuse contro i loro stessi padroni?

Ricordo come il ministro Tremonti era "scappato" anziché rispondere alle domande poste da xvideos, qui il video: www.youtube.com/watch?v=GSMoz9f-xOo&feature=related

sabato 31 gennaio 2009

Come la BCE sta cominciando a lavare il cervello agli studenti delle medie superiori con soli 10 pagine di pura propaganda pseudoeconomica



E non è una barzelletta:
www.bancaditalia.it/servizi_pubbl/conoscere/stab_prezzi/didattica


L'opuscolo per i ragazzi esordisce con queste frasi:
Che cosa puoi comprare con una banconota da 10 euro? Due CD singoli o forse quattro numeri del tuo settimanale preferito? Ma ti sei mai chiesto com’è possibile ottenere un prodotto o un servizio in cambio di un pezzo di carta? Dopotutto, produrre una banconota costa soltanto pochi centesimi.
E già! Non sei proprio il primo... a dirlo.
Vediamo che dice la nostra brava e indipendente BCE a proposito del VALORE della moneta:
La fiducia è preziosa
Concordo, ecco perché non la spreco facilmente.
Allora perché questo pezzo di carta vale tanto? È una questione di fiducia. Se presti 10 euro al tuo migliore amico, sei certo che te li restituirà.
Qui si parla di valore, e il valore è convenzionale. Quella carta io e il mio amico la consideriamo preziosa per una convenzione tra me e lui. Il fatto che mi restituisca ciò che gli ho prestato (senza un interesse sai?), è indice soltanto che mantiene gli impegni.
Allo stesso modo, una moneta stabile come l’euro ti assicura che la cifra stampata su una banconota ti permetterà sempre di ricevere in cambio una determinata gamma di beni e servizi.
Ma come? Prima dici di volermi spiegare perché una banconota vale il valore che ci scrivi tu sopra e poi mi dici che con quel valore posso comprarci una determinata gamma di beni e servizi?
Ma cara BCE, hai proprio DIMENTICATO di spiegare il PERCHE' ci posso comprare una determinata gamma di beni e servizi, visto che in realtà costa pochi centesimi!
E il perché lo rivoglio ricordare: perché io e chi mi vende la merce abbiamo CONCORDATO di dare a quei pezzi di carta valore ANALOGO a ciò che sto comprando.
Ovvero: la moneta prende un valore INDOTTO dall'accettazione di chi la utilizza come mezzo di scambio. Ma come puoi tralasciare, cara BCE, un concetto così essenziale sul valore della moneta?
Tuttavia, se il valore della moneta dovesse diminuire in misura significativa, tu perderesti fiducia nei suoi confronti. È la fiducia del pubblico a rendere prezioso il denaro.
E perché nel resto del tuo opuscolo per i giovani, cara BCE, non parli della vera causa dell'inflazione, che non è altro che un eccessiva quantità di moneta rispetto alla merce prodotta? E perché non si accenna al fatto che SOLO VOI BANCHIERI potete CREARE DAL NULLA LA MONETA (con la creazione del vostro finto denaro sia cartaceo che elettronico) e che pretedete di essere proprietari del valore che questa rappresenta tanto da ESIGERE di dovercela dare a noi popolino SOLO A PRESTITO?

Direi che come opuscolo sia utile solo ad uno scopo: utilizzare la carta di cui è composto per riscaldare l'ambiente circostante nel caso disperato di una CRISI GLOBALE in cui la benefica BCE non abbia potuto (a causa ovviamente dei panettieri cattivi o dei musulmani cattivi cattivi) a mantenere la "stabilità dei prezzi".







Indovinello
Scaricate anche l'opuscolo rivolto agli insegnanti e leggetelo.
Quante volte compare la frese "stabilità dei prezzi" nelle 90 pagine dell'opuscolo?
1) 3 volte.
2) 32 volte.
3) 134 volte.

Provate è facile!
Si parla di brainwashing!
Ai vincitori under-16 un viaggio gratis a Francoforte sul Meno*.







* così qualcuno vi spiega quanto è importante che la BCE continui la sua eccelsa opera a beneficio della collettività per la stabilità dei prezzi... stabilità dei prezzi ... stabilità dei prezzi ...stabilità dei prezzi ...stabilità dei prezzi ...