Visualizzazione post con etichetta tasse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tasse. Mostra tutti i post

mercoledì 20 febbraio 2013

Money As Debt II - ITALIANO

Dopo il precedente Money As Debt di Paul Grignon, Moneta@Proprietà ha tradotto e doppiato in italiano anche il film sucessivo:

La Moneta Come Debito II - Promesse senza freni



I disegni che mostrano come si generano le crisi cicliche nel nostro sistema sono geniali nella loro semplicità.

sabato 23 gennaio 2010

Banche di Stato

Manuale per i superficiali e per Marco Sa[m]ba

[ di Vito Zuccato su forum.primit.it ]



BANCHE CENTRALI


A) La Banca Centrale è 100% statale: caso di Bank of England, Banque de France e Bundesbank dopo il 1945 circa; caso della Banca d’ Italia tra il 1936 e il 1992.
Ma...
...il Debito Pubblico di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia PERO’ continua a esistere da sempre e tali Stati emettono da sempre titoli di Stato, cioè si INDEBITANO anziché creare moneta sovrana per sé priva di alcun debito. Tutto ciò viene innescato e gestito da una società di loro proprietà, la rispettiva Banca Centrale Nazionale. Ma allora se è tutto statale perché non esiste un registro del Signoraggio Pubblico o Credito Pubblico accanto a quello del Debito Pubblico, visto che creditore e debitore coincidono almeno sulla quota di moneta creata dalla Banca Centrale?

B) La Banca Centrale è 100% o quasi a partecipazione privata: caso per esempio di Federal Reserve e di Banca d’ Italia (quest’ ultima prima del 1936 e dopo il 1992).
Perciò sembra ovvio che...
...il Debito Pubblico degli Stati soggetti a tale tipo di Banca Centrale continui ad esistere e tali Stati da sempre emettono titoli di Stato. Tutto ciò viene innescato e gestito da un ente privato MA... considerato per statuto una società di interesse pubblico o pubblicistico alla pari di A). Tale Banca Centrale è controllata da Banche Commerciali e/o d’ Affari che si collocano sul mercato e che essa deve pure sorvegliare e perciò essa genera un conflitto di interessi.

C) La Banca Centrale è a partecipazione mista e pure controllata da Banche Centrali Nazionali che non addebitano la moneta della loro controllata alla loro Nazione di riferimento ma addebitano un’ altra moneta gestita in proprio (come Banca d’ Inghilterra, Banca Centrale di Svezia e Banca Centrale di Danimarca): caso della Banca Centrale Europea.
Quindi...
...come ai punti A) e B) per quanto riguarda la sostanza, ovvero l’ emissione di moneta-debito creata dal nulla, il resto sono tutti aspetti che competono agli “agghindamenti” giuridici.



Chiaramente il gioco è stato tutto semplificato (nota per gli “esperti economisti” che se no si incazzano 2 volte, poveri loro...) in quanto è stata tolta per semplicità l’ acquisto diretto, con moneta CREATA DAL NULLA di titoli di debito statali di nuova emissione nelle aste organizzate dal Ministero del Tesoro, da parte dei c.d. Operatori Abilitati, ovvero:
gli Specialisti in Titoli di Stato, cioè SOLTANTO Banche Commerciali e d’ Affari, registrati presso la Banca d’ Italia se consideriamo il caso italiano. Sono il vero volto de Il Grasso Bankiere©, IGB© alla massima potenza.
Quindi ci sono sempre banche a indebitare lo Stato direttamente alle aste e non possono farlo che comprando titoli di Stato con moneta CREATA DAL NULLA, poiché TUTTE le banche prestano moneta scritturale (oggi quasi solo di tipo elettronico) senza spostare e prelevare fisicamente alcunché, né dal patrimonio né dai conti correnti, NULLA DI NULLA: utilizzano immobilizzazioni e depositi SOLO come garanzia per i prestiti, non come zone di prelievo di moneta.
E questi prestiti, erogati per CHIUNQUE, sono delle semplici registrazioni contabili (moneta scritturale).

Ecco l’ elenco degli Specialisti in titoli di Stato. Ecco Il Grasso Bankiere© in persona con nome e cognome.
Ecco la vera Grande Mangiatoia™ che si nasconde dietro allo Stato, sotto la squallida crosta della politica politicante, corrotta, criminale e guerrafondaia, sotto alla immane coltre di parole e di astruse teorie-escremento inculcate a forza dal sistema dell’ istruzione, dagli sconci professori e dottori col lurido culo seduto nei consigli di amministrazione delle banche, dagli squallidi giornalisti-kapò a libro paga di editori-banchieri ormai scoperti come truffatori, usurai e assassini.
Ecco la Grande Mangiatoia™ che schiavizza e depreda fino all’ osso l’ Umanità tutta.

A decorrere dal 21 dicembre 2009, a seguito del cambio di denominazione sociale richiesto da una delle controparti, ai sensi dell’art. 3 comma 3 del decreto 13 maggio 1999 n. 219, l’elenco degli Specialisti in Titoli di Stato è composto, in ordine alfabetico, dai seguenti operatori:
- Banca IMI S.p.A.
- Barclays Bank PLC
- BNP Paribas
- Calyon – Corp. Inv. Bank
- Citigroup Global Markets Ltd.
- Commerzbank A.G.
- Credit Suisse Securities (Europe) Ltd.
- Deutsche Bank A.G.
- Goldman Sachs Int. Bank
- HSBC France
- ING Bank N.V.
- JP Morgan Securities Ltd.
- Merrill Lynch Int.
- Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese S.p.A.
- Morgan Stanley & Co. Int. PLC
- Nomura Int. PLC
- Royal Bank of Scotland PLC
- Société Générale Inv. Banking
- UBS Ltd
- UniCredit Bank A.G.

Roma, 21 dicembre 2009
Il Dirigente Generale
(Maria Cannata)

Agli Specialisti in titoli di Stato si aggiungono successivamente, nelle varie operazioni di negoziazione dei titoli, le Società di Intermediazione Mobiliare (SIM) registrate presso la CONSOB.
Una volta acquistati da questi, i titoli di Stato possono essere riacquistati dalla Banca Centrale e detenuti da quest’ ultima sia prima della loro scadenza sia fino alla scadenza, a seconda della politica monetaria decisa dalla stessa Banca Centrale e della sua necessità di autofinanziamento attraverso gli interessi sui titoli.
La politica monetaria della Banca Centrale infatti è data dalla somma delle operazioni di acquisto/vendita di titoli di Stato con rispettive e contemporanee creazione/distruzione di moneta e iniezione/ritiro di liquidità nel/dal sistema delle Banche Commerciali e d’ Affari. In tali compravendite di titoli di Stato sono definite Operazioni di Mercato Aperto le compravendite riguardanti titoli di Stato che la Banca Centrale rivende prima della loro scadenza, trattandosi di rifinanziamenti temporanei ad hoc delle Banche Commerciali e d’ Affari.

Infatti quando lo Stato Italiano (per esempio) si indebita per finanziare il deficit di bilancio, dal 26 novembre del 1993 (per legge) lo fa soltanto con le Banche Commerciali e d’ Affari a livello internazionale: prima di tale data invece poteva ricevere degli anticipi sul conto corrente del Ministero del Tesoro direttamente dalla Banca Centrale e prima dell’ asta di luglio del 1981 poteva anche far acquistare direttamente dalla Banca Centrale una parte dei titoli di Stato emessi, nella fattispecie quelli che rimanevano invenduti alla chiusura delle aste.
L’ eliminazione del vincolo per Banca Centrale italiana (Banca d’ Italia) di acquistare tale parte di debito pubblico di nuova emissione rimasto invenduto venne stabilita da una semplice convenzione con scambio di lettere nel febbraio del 1981 tra il Ministro del Tesoro Beniamino Andreatta e il Governatore Carlo Azeglio Ciampi.


Bene... anzi, male! Allora la DOMANDA DEFINITIVA è:

Che differenza fa se la Banca Centrale è dichiarata pubblica o privata o guazzabuglio diabolico se in ogni caso emette moneta-debito, cioè obbliga lo Stato a restituire la moneta alla scadenza dei titoli di debito statali (acquistati prima dal Ministero del Tesoro e/o dagli Operatori Abilitati) e a pagare inoltre gli interessi su questa stessa moneta…???

Risposta: NESSUNA DIFFERENZA!!! ...Infatti i casi A), B) e C) sono solo tre varianti di un’ unica cosa: la moneta-debito addebitata da falsari usurai.

Insomma si fa tutto un da fare per scoprire e denunciare le trame di IGB© e poi si conclude dicendo che la statalizzazione risolve tutto… eh sì! Continuiamo allora con l’ avere come tra il 1936 e il 1992 una società dello Stato, la Banca d’ Italia, che come un cancro distrugge il resto dello Stato, i cittadini privati e le aziende, in combutta con le Banche Commerciali e d’ Affari...



Un capitolo a parte va ora riservato alla truffa della riserva aurea.

Da sempre ogni Banca Centrale tiene in bilancio per vari scopi una certa quantità di oro.
Fino al 15 agosto del 1971 e SOLO per i non residenti negli Stati Uniti d’ America ogni banca a richiesta poteva cambiare la valuta nazionale in dollari e convertire quindi i dollari in oro custodito dalla Federal Reserve.
Quindi fino al Ferragosto del 1971 Fin sono messi per legge nero su bianco tre furti espliciti:
- ai residenti negli USA viene detto in faccia che il dollaro di carta viene loro prestato dalla Fed e dalle Banche Commerciali senza copertura e senza possibilità di conversione in oro, con l’ aggiunta degli interessi;
- al Resto del Mondo viene detto in faccia che gli Statunitensi sono truffati di brutto in casa loro e che solo una parte dei dollari di carta in circolazione può a richiesta essere convertita in oro e quindi una parte ancora minore di valuta cartacea nazionale può essere a sua volta convertita in oro passando per i dollari: infatti la convertibilità è ben altra cosa della copertura aurea.
- a TUTTO il Mondo si continua a nascondere il fatto che il valore è una dimensione del tempo e NON della materia, per cui il valore indotto sul simbolo monetario di costo nullo (banconota, oggi anche denaro elettronico) è una creazione del pubblico che lo accetta, NON una creazione della banca che lo emette e solo per il fatto di scriverci sopra 1, 10, 100, 1000: tant’ è che la miniera concede gratuitamente la pepita d’ oro.

Dato per assodato tutto ciò, il fatto che una Banca Centrale sia completamente di proprietà pubblica suona come una truffa con beffa finale.
Se lo Stato è proprietario della Banca Centrale, di conseguenza anche la riserva in oro (che magari si fa custodire per conto terzi da altre Banche Centrali) dovrebbe essere di proprietà dello Stato, perciò con quale criterio si prestano banconote allo Stato (oltre alle Banche Commerciali e d’ Affari) attraverso una società dello Stato visto che sono garantite, anche solo per la già truffa della convertibilità, da riserve auree di proprietà della stessa collettività?
Ciò significa che la collettività tramite il fantasmi giuridici dello Stato e della Banca Centrale presta a se stessa semplici pezzi di carta garantiti solo in minima parte da qualche sassolino prezioso già di sua proprietà e quindi a utilizzo gratuito, né più né meno come la miniera concede gratuitamente la proprietà e l’ utilizzo della pepita d’ oro.
Perciò si genera DAL NULLA un debito verso se stessi (!!!) in pezzi di carta con l’ assurda giustificazione di avere già in tasca una cosa gratuita di valore nominale SICURAMENTE inferiore ai pezzi di carta (convertibilità).

Con la fine degli accordi-truffa di Bretton Woods il 15 agosto 1971 si inaugura la stagione della super-truffa grazie al fatto che il Sistema Bancario ottiene per legge la facoltà di creare moneta come vuole e quanto vuole per i prestiti senza alcun rischio dovuto alla possibilità di convertibilità, fattibile solo per una piccolissima parte della massa totale di banconote di tutte le divise a livello mondiale, massa in continuo e inesorabile aumento.
Nel caso delle Banche Centrali statali la fine degli accordi sulla convertibilità aurea ha il significato di far diventare i propri sassolini preziosi un semplice peso morto (come se non lo fossero già da prima), quindi è ancora più stridente il fatto che si sia stabilito per legge con la fine degli accordi di Bretton Woods che gli Stati Banchieri possano così auto-indebitarsi all’ infinito della propria carta straccia e auto-inchiodarsi in tale INFERNALE ASSURDITA’ a causa del peso degli interessi che fanno aumentare lo stesso auto-indebitamento a circolo vizioso.

Lo stesso Governatore Luigi Einaudi (poi divenuto Presidente della Repubblica) ben prima del 1971 aveva già confermato in pieno l’ inutilità del vincolo della convertibilità e il paradosso di trovarsi a capo di una Banca Centrale statale: “Alla scarsità dell’ oro si è sostituita la saggezza del Governatore”.
Come se fosse saggio un Governatore di Stato che di mestiere fa compravendita usuraia di debiti dello Stato creati dal nulla attraverso la banca statale che dirige…!!!




BANCHE COMMERCIALI E D’ AFFARI


Prima ho introdotto gli Specialisti in titoli di Stato.

Occorre ricordare come NESSUNA banca statale funziona in maniera differente da una qualsiasi banca privata.
Infatti ogni banca (sia centrale che commerciale) emette e ritira moneta con i prestiti in questo modo:

1. crea moneta DAL NULLA;
2. la presta, acquistando titoli di debito vari o erogando mutui, fidi, anticipi, sconti, ecc.
3. chiede interessi sul debito contratto dal richiedente (Stati, imprese, privati);
4. distrugge la moneta restituita dal debitore in quota capitale nominale, intascando gli interessi.

Dato per assodato questo UNICO modo di operare del Sistema Bancario, riassumibile con moneta-debito dissipativa caricata di interessi, si scoprono a questo punto delle cose impensabili ancorchè abnormi.
Lo Stato Italiano con la legge bancaria fascista del 1936 statalizzò una fetta consistente del sistema bancario privato dell’ epoca, in particolare divennero di proprietà pubblica le seguenti banche commerciali e d’affari:

- Credito Italiano
- Banca Commerciale
- Banco di Roma
- Mediobanca
- Monte dei Paschi di Siena
- Banca Nazionale del Lavoro.

Le prime 3 erano definite “Banche di Interesse Nazionale” o BIN (dal 1937) dopo essere divenute per statuto “Istituti di Diritto Pubblico” insieme alle seconde 3 in virtù di tale legge bancaria.
Queste banche chiaramente svolgevano attività creditizia in tutti i rami del settore privato (alcune erano specializzate in credito industriale a medio e lungo termine) e…
… del settore pubblico…! Sì, avete capito bene: erano banche al 100% statali che alle aste del Ministero del Tesoro acquistavano i titoli di Stato come qualsiasi Specialista in titoli di Stato prima descritto, cioè INDEBITAVANO lo stesso Stato che le possedeva…!!!

E non potrebbe essere altrimenti, visto che DATI MACROSCOPICI INCONTROVERTIBILI affermano che:

1) il debito pubblico non si è MAI estinto di colpo;
2) il debito pubblico mediamente è sempre aumentato;
3) il fisco è sempre rimasto in funzione e anzi il carico fiscale è sempre aumentato sia in quantità di tasse che in peso delle singole tasse;
4) le aste dei titoli di Stato sono sempre esistite e anzi si sono sempre più intensificate;
5) non sono MAI esistiti i libri del Credito Pubblico e del Signoraggio Pubblico derivanti dai prestiti allo Stato da parte delle sue stesse banche - creditore e debitore coincidono - ma SOLO quello del Debito Pubblico;
6) non sono MAI esistiti registri di Credito o di Signoraggio competenti allo Stato e derivanti da tutti i prestiti fatti dalle banche commerciali e d’affari statali a privati e imprese;
7) tutto quanto appena detto è durato per tutto il periodo di proprietà statale di queste banche commerciali, dal 1936 al 1992, anno in cui si iniziò la loro ri-privatizzazione.

Oltre a ciò le cosiddette BIN erano le partecipanti della Banca d’ Italia, cioè della Banca Centrale, quindi la stessa Banca d’ Italia figurava come una banca al 100% statale come già visto poco fa, che come sua attività principale (d’ altra parte lo fa DA SEMPRE per legge-statuto-convenzione) acquistava e vendeva titoli di Stato sia all’ emissione direttamente in asta sia indirettamente nel sistema delle Banche Commerciali e d’ Affari (prima dell’ asta del luglio 1981, poi solo indirettamente). Oltre a ciò come già accennato la Banca d’ Italia prima del 26 novembre 1993 poteva anticipare liquidità direttamente sul conto corrente di Tesoreria del Ministero del Tesoro: una forma di indebitamento pubblico alternativa a quella dell’ acquisto di titoli di Stato e attuata direttamente dal Tesoro con la Banca Centrale senza intermediazione di altre banche o di altri intermediari.
Ancora, la Banca d’ Italia statale comprava/vendeva titoli di debito statali ANCHE dalle/alle Banche Commerciali statali che la partecipavano (le BIN), ovviamente, perché queste ultime come già detto operavano sul mercato come qualsiasi banca privata sempre con modalità come da punti 1., 2., 3. e 4. prima elencati e compravano tra le altre cose anche titoli di Stato, potendo partecipare alle aste in qualità di operatori abilitati.

Risulta a prima vista paradossale che uno Stato, emettendo moneta-debito tramite delle sue società bancarie per prestiti a se stesso oltre che ai privati, non risulti contemporaneamente creditore di tutta la moneta emessa a debito sia verso di sé che verso i privati e quindi non utilizzi gratuitamente TUTTA la moneta proveniente sia dalle restituzioni dei prestiti sia dal percepimento degli interessi per suoi scopi a cominciare dal finanziamento a costo zero (cioè a tasse zero) della spesa pubblica.

In realtà ciò non è affatto paradossale poiché abbiamo appena mostrato come NON CONTA ALCUNCHE’ il fatto che la proprietà dell’ ente emittente (la banca) sia pubblica o privata, ma conta SOLTANTO la modalità con cui viene emessa e gestita la moneta dallo stesso ente emittente.
In particolare lo Stato non riutilizzava gratuitamente la moneta che il suo perverso sistema di banche pubbliche riceveva da imprese, da privati e da se stesso (!!!) alla restituzione dei prestiti, poiché da sempre la moneta restituita in quota capitale nominale (valore nominale del prestito) viene distrutta (moneta-debito dissipativa), a SPUDORATA conferma della sua precedente creazione DAL NULLA (vedi punti 1., 2., 3. e 4.), fermando il suo flusso al sotto-fantasma giuridico della banca anziché essere poi gestita direttamente dallo Stato e dalle Pubbliche Amministrazioni in genere per qualsivoglia scopo di rilievo pubblicistico.
Solo una parte degli interessi venivano conferiti dalle banche statali allo Stato tramite tassazione e distribuzione degli utili netti e quindi né più né meno di una banca privata partecipata da un azionista pubblico, ma questo non è affatto un vantaggio poiché il fatto che lo Stato chieda a se stesso e ai cittadini che rappresenta interessi sui prestiti – oltre al già ampiamente sottolineato auto-indebitamento - E’ ABERRANTE e AUTOLESIONISTICO, oltre a essere AUTOINFLATTIVO, senza contare il fatto che gli interessi per alcuni decenni erano a due cifre con punte del 20% annuo. Alla faccia del conclamato “interesse pubblico”…!!!
E suona come una ennesima estrema beffa il fatto che lo Stato fino al 7 febbraio 1992 potesse decidere assieme alla sua Banca d’ Italia quale tasso di sconto e quali interessi AUTOTRUFFARSI e TRUFFARE ai cittadini e alle imprese su una già gigantesca truffa data dai debiti pubblici e privati creati dal nulla.
Come da schiavi poter decidere collegialmente col padrone la quantità di frustate da ricevere tra un minimo di 50 e un massimo di 100 (© Sandro Pascucci).

Infatti non a caso i sistemi con cui lo Stato si è sempre finanziato sono stati il prelievo fiscale (tasse e tariffe) e il contrarre nuovo debito pubblico col Sistema Bancario (sia privato che pubblico), mentre in misura molto minore l’ utile delle varie aziende di Stato (quando c’ era).

La sovranità monetaria è rimasta sempre nelle mani delle sue banche e delle altre banche private.

Ma anche se ci fosse un libro del Credito Pubblico o del Signoraggio Pubblico accanto a quello del Debito Pubblico, che senso avrebbe mai indebitarsi con se stessi per poi riprendersi a posteriori il dovuto in qualità di creditori di se stessi? Ciò non avrebbe alcun senso: sarebbe naturale che lo Stato si stampi IL DOVUTO - senza contrarre alcun debito e senza dichiarare alcun credito - per finanziare i servizi che eroga ai cittadini di cui è rappresentante, emettendo quindi la c.d. moneta-proprietà.

Così si uscirebbe finalmente dalla spirale perversa dettata a bacchetta nella società dalle [IN]CULTURE SERVE DEI BANCHIERI TRUFFATORI E USURAI.
A iniziare dalla [in]cultura del debito monetario onnipresente e ineluttabile.
Per continuare con la [in]cultura del valore in sé e per sé (vedi sopra: valore dimensione della materia VS valore dimensione del tempo).

Per concludere, sia prima che dopo il 1936 per arrivare fino agli Anni 70, lo Stato emetteva anche cartamoneta di piccolo taglio con su scritto “Regno d’ Italia” o “Repubblica Italiana” e questi biglietti venivano emessi SENZA formazione di alcun debito pubblico, né più né meno del caso dell’ emissione di monete metalliche, da sempre appannaggio dello Stato.
In realtà l’ emissione di questa cartamoneta avveniva in piccoli volumi e saltuariamente allo scopo di coprire momentanei disavanzi di bilancio nel corso dell’ anno, perciò incideva poco sul bilancio dello Stato, più o meno come l’ emissione di monete metalliche.
A mio parere il mantenere anche una piccolissima parte di emissione monetaria (come le monete metalliche) da parte degli Stati è mediaticamente funzionale al Sistema Bancario perché la sola presenza nel caso dell’ Euro metallico dei simboli RI (Repubblica Italiana) o RF (Republique Française) e di un conio specifico per ogni Nazione che emette lo stesso Euro metallico contribuisce a far credere che sia tutto sotto controllo pubblico e gratuito compresa l’ emissione dell’ Euro in banconote da parte della Banca Centrale Europea.




CONCLUSIONI

In definitiva la nazionalizzazione della Banca d’ Italia e delle banche ridefinite Banche di Interesse Nazionale e Istituti di diritto pubblico del 1936-1937, durata fino al 1992, non ha fatto altro che CAMBIARE LA PROPRIETA’ DEI FANTASMI GIURIDICI AUTORIZZATI ALL’ EMISSIONE DI MONETA, senza cambiare di una virgola il funzionamento del precedente Sistema Bancario privato e con somma beffa per i cittadini.

Tutto quello che è stato fin qui scritto vale anche per tutte le banche statali del resto dell’ Europa, a cominciare come detto dalle Banche Centrali Nazionali tuttora statali quali Bundesbank, Banque de France e Bank of England che sono le più importanti in assoluto anche tra le varie BCN europee partecipanti alla stessa BCE.

Per quanto detto finora, chi vuole pensare e operare VERAMENTE nell’ interesse dei cittadini DEVE rispondere definitivamente alle domande fondamentali:

- DI CHI E’ LA PRIOPRIETA’ DELLA MONETA ALL’ ATTO DELL’ EMISSIONE ?
- COME DEVE ESSERE EMESSA E GESTITA LA MONETA ?


Tutto il resto compete soltanto alla superficie della questione monetaria.

Altrimenti, come diceva Giacinto Auriti, lo Stato rimarrà un semplice fantasma giuridico creato ad arte dalla Grande Mangiatoia™ come paravento per servirSI anziché come strumento per serviRE.


****

Vedere anche: Perché il signoraggio bancario è il PRIMO dei problemi

venerdì 10 luglio 2009

Signoraggio - F.a.q. - Parte Terza

[di Alessandro Bono - truffadimatrix.blogspot.com ]

Parlando di signoraggio è tipico ritrovarsi a discutere con persone che, pur dandoci ragione, vedono il sistema economico come impossibile da modificare. Semplicemente non riescono ad immaginare come risolvere il problema. Frasi come “Si va bene, ma tanto la situazione non potrà mai cambiare” o domande tipo “Ok, ma cosa si può fare?” sono destinate a diventare in breve tempo il pane quotidiano di chiunque cerchi di diffondere questi argomenti.

Una prima soluzione molto semplice e alla portata di tutti consiste nello studiare e divulgare. Non è possibile risolvere un problema che non si sa di avere. Aumentare il livello di consapevolezza della comunità è indubbiamente il primo passo da compiere lungo la strada che porta al cambiamento. Nonostante la centralità di questo punto è chiaro che la diffusione della conoscenza da sola non basta.

E' per questo motivo che può essere utile elencare quelli che, a grandi linee, dovrebbero essere i punti chiave di un'ipotetica riforma monetaria.


1. La Banca Centrale


Il fatto che le quote della Banca d'Italia siano per il 95% in mano a privati ha fatto sì che in molti si chiedessero se un eventuale nazionalizzazione di questo ente potesse bastare a risolvere il problema. E' sicuramente vero che la situazione italiana (come quella americana) rappresenta un paradosso, ma rendere statale la Banca Centrale sarebbe un provvedimento che, da solo, risulterebbe essere assolutamente insufficiente.


In effetti gli stati in cui la Banca Centrale è di proprietà pubblica sono la stragrande maggioranza. A parte l'Italia tutti gli altri paesi europei hanno nazionalizzato già da diverse decadi i loro istituti di emissione. La controversia riguardante l'assetto proprietario della Banca d'Italia è solo un'aggravante e non il punto centrale della questione che, in realtà, affonda le radici nei meccanismi alla base dell'emissione monetaria.


Anche la Banca di Francia o la Banca d'Inghilterra, infatti, acquistano titoli di debito in cambio di base monetaria (cartacea o elettronica) e godono di un'indipendenza decisionale pressoché totale nei confronti del potere politico. E' convinzione comune dell'economia ortodossa il fatto che il potere di emissione non debba essere affidato al governo e che sia preferibile affidarlo ad un ente di fatto autonomo.


La Banca Centrale, pubblica o meno che sia, resta sempre qualcosa di separato rispetto agli organi rappresentativi della collettività e, in Italia come in Francia o in Inghilterra, lo Stato è costretto ad indebitarsi per avere denaro. La sua nazionalizzazione resta, quindi, un elemento auspicabile e necessario, ma sarebbe solo uno dei punti da realizzare in vista di una riforma monetaria.

Inoltre quanto detto fino ad adesso non tiene conto del fatto che il 90% del denaro circolante non viene emesso dalle Banche Centrali, ma dalle banche commerciali. Comunque, per i motivi appena esposti, appare chiaro che, fino a quando l'unico modo per ottenere nuovo denaro resterà l'indebitamento, anche la nazionalizzazione dell'intero sistema bancario rimarrebbe una misura insufficiente.


2. Debito ed interesse


L'elemento peggiore della questione signoraggio, oltre all'appropriazione da parte di privati di un valore creato collettivamente, è l'applicazione al debito di un interesse che, per sua natura, non potrà mai essere restituito. Se gli enti che hanno il monopolio sull'emissione del denaro (capitale) richiedono un valore maggiore di quello che hanno creato (capitale + interesse) appare chiaro che la comunità non sarà mai in grado di estinguere i propri debiti. Si tratta di un principio molto semplice ed è possibile trovarlo esposto in diversi video e documenti.


E' necessario trovare un nuovo modo per emettere il denaro, un sistema che permetta di avere moneta libera dal debito. Nei libri di testo l'interesse sul debito viene presentato come l'elemento necessario a regolare la richiesta di liquidità del mercato. In sua mancanza non ci sarebbe nulla a frenare la domanda di moneta e sarebbe impossibile evitare fenomeni di iperinflazione. Allo stesso tempo, però, l'applicazione di un tasso di interesse (non importa quanto basso) comporta l'impossibilità di estinguere il debito iniziale facendo sì che, nel tentativo di saldarlo, la domanda di moneta della comunità cresca comunque in modo incontrollato. Tale incremento della domanda è assolutamente slegato dalla crescita della produzione e, nella pratica, comporta comunque il verificarsi di fenomeni inflattivi fuori controllo.


Ecco perché è necessario eliminare il debito ad interesse come unica forma di garanzia per l'emissione di denaro e, allo stesso tempo, bisogna trovare un altro modo per regolare le variazioni della massa monetaria.


3. Denaro e produzione


Il denaro svolge la funzione di misura del valore dei beni e dei servizi offerti dal mercato. Non è possibile pensare che l'ammontare della massa monetaria possa essere definito da scelte di politica economica prese discrezionalmente da un sistema bancario di natura privata senza che questo non faccia saltare il delicato equilibrio tra unità di misura ed oggetto misurato. Quando le variazioni della quantità di moneta non sono il linea con i movimenti della produzione economica si verificano fenomeni di inflazione o di deflazione. E' quindi necessario legare l'emissione ed il ritiro di denaro dal mercato alle variazioni del valore di beni e servizi effettivamente esistenti ed offerti dal sistema economico.


Si tratta di un passaggio più semplice di quanto non possa sembrare. Basterebbe individuare un indice che misuri la produzione del mercato, stabilire arbitrariamente una parità con la moneta presente in un dato momento e, in seguito, modificare la quantità di denaro seguendo le variazioni percentuali di tale indice. L'economia reale cresce o si contrae del 10%? La massa monetaria deve aumentare o diminuire della stessa percentuale.


Auriti suggeriva di utilizzare il PIL, ma nulla impedisce di trovare un nuovo indice più appropriato allo scopo.


4. Moneta statale


In uno scenario di questo tipo sarebbe lo Stato a gestire la moneta e la politica monetaria come la intendiamo oggi perderebbe di senso. La creazione o la distruzione di moneta, infatti, sarebbero semplici operazioni contabili dovute a movimenti effettivi della produzione.


In molti ritengono che concedere ai politici la possibilità di creare denaro sarebbe troppo rischioso, ma il timore sparisce se si comprende che il politico non avrebbe modo di sfruttare questo potere a suo vantaggio. L'esercizio di tale facoltà sarebbe, di fatto, pesantemente vincolato. Non solo, un sistema di questo genere sarebbe assolutamente trasparente. Fenomeni limitati di inflazione e di deflazione avverrebbero comunque con la differenza che tenderebbero a compensarsi nel lungo periodo (sarebbero dovuti alla “vischiosità” del mercato). Se si dovessero prolungare nel tempo sarebbe immediatamente esposta la cattiva gestione della moneta da parte del pubblico. In due parole: spazio praticamente nullo per manovre “illecite” e possibilità di individuarle subito e senza errore. Per capire meglio basta realizzare che in un sistema di questo genere inflazione e deflazione prolungate potrebbero essere dovute solo alla mala gestione del politico e non sarebbe possibile attribuirne l'origine a misteriose congiunture del mercato.


Il sistema attuale gestito da privati, al contrario, è talmente opaco nei suoi meccanismi che la comunità percepisce l'innalzamento costante dei prezzi (e quindi il suo continuo impoverimento) come un fenomeno “naturale”. Ovviamente fino al verificarsi dell'inevitabile crack.


4. Burocrazia


L'emissione da parte dello Stato presenta un ulteriore vantaggio: la possibilità di esercitare un prelievo fiscale “a monte” invece di ricorrere a quello “a valle” con cui abbiamo a che fare oggi. Non avrebbe senso, infatti, tassare il reddito quando sarebbe possibile tassare direttamente la moneta. Invece di chiedere denaro a chi lo ha ricevuto questo potrebbe essere trattenuto al momento stesso della sua creazione. Non si tratta di guadagnare di più, il livello di remunerazione del singolo resterebbe invariato. La differenza sarebbe nel fatto che i pesanti apparati burocratici che gravano sulla società, e per i quali noi Italiani siamo tristemente famosi, diventerebbero improvvisamente inutili ed obsoleti.


Si potrebbe ipotizzare, ad esempio, che lo Stato trattenga una percentuale del denaro che emette (per chi è più dentro a certi argomenti qualcosa di molto simile al reddito da signoraggio del signore feudale). Teoricamente potrebbe bastare una quota molto bassa (attorno al 10%) dato che il venire meno di un debito inestinguibile gravante sulle spalle della comunità abbasserebbe in modo molto significativo le necessità economiche dello Stato finalmente libero di impiegare il denaro nella produzione di beni e servizi e non nella copertura degli interessi sul debito pubblico.


Parte di questi introiti potrebbero essere utilizzati per concedere ad ogni singola persona un reddito minimo da cittadinanza in grado di garantire la sussistenza ed il diritto alla vita. Questo tema merita uno studio a parte e gli dedicherò uno spazio maggiore in futuro.


Conclusioni

Scopo di questo aricolo (che, chiaramente, non ha nessuna pretesa di completezza) è di dimostare che le soluzioni esistono e, attualmente, sono al vaglio di personaggi molto più preparati di me. Certo, resta il problema riguardante il passaggio dal sistema attuale ad uno migliore. E' lecito aspettarsi forti opposizioni da parte delle lobbies esistenti. Sappiamo che chi ha provato a cambiare le cose in passato ha pagato carissime conseguenze (vedi il caso JFK). Nonostante ciò si tratta di miglioramenti fattibili ed auspicabili e la sola consapevolezza di questo fatto dovrebbe bastare a darci lo stimolo per impegnarci nella loro realizzazione. Il rischio, altrimenti, è di ritrovarci a pronunciare discorsi che non caratterizzano di certo gli uomini liberi.


Tra il dire ed il fare non c'è il mare, ma la volontà di agire. Credo che in questo caso valga la pena di rimboccarsi le maniche.


A tutti un saluto,

Alessandro Bono.

venerdì 21 novembre 2008

Maurice Allais denuncia il Signoraggio e la riserva frazionaria?

Tempi duri per i negazionisti della Grande Truffa. Chissà quali acrobazie dialettiche si inventeranno quando gli sarà fatto notare che anche lo stimato Maurice Allais, premio nobel dell'economia del 1988, denuncia il signoraggio delle Banche Centrali, nonché la (diabolica) truffa della riserva frazionaria, così come denunciano da anni in rete i "signoraggisti", chiamati da alcuni (ovviamente a scopo di discredito) addirittura una setta di mitomani (sic!). Chiameranno mitomane anche Allais?

Non che ci sia bisogno, per la maggioranza della gente, di una conferma dal mondo accademico per avvalorare la "tesi" del signoraggio. Ma proprio da chi ha studiato, chi si è "laureato", c'è più reticenza a mettere in discussione le idee acquisite. Lo sforzo è maggiore in quanto ai ragazzi delle Università vengono propinate tesi riguardo i fenomeni (le pratiche) di creazioni della moneta, e solitamente è veramente difficile che vengano messe in discussione. Vengono semplicemente accettate, e come disse un filosofo: "le convinzioni, più delle menzogne, sono nemiche pericolose della verità".
Perché purtroppo per molti "laureati", solo i "laureati" possono avere voce in capitolo...
Io non posso che riportare una altra citazione, questa volta di Sandro Pascucci, che senza tanti fronzoli scrive: "Asserire che solo gli economisti possano parlare di moneta è come dire che solo i ginecologi possano trombare..".

Riporto qui solo una nota significativa dell'articolo "La crisi mondiale dei giorni nostri" di Allais, comparso ben dieci anni fà su un periodico francese. La traduzione integrale da cui l'ho tratta è stata fatta di recente ed è disponibile sul sito www.signoraggio.com/signoraggio_lacrisimondiale.html.

Allasi scrive:
[20] Con questo sistema non sarebbe creata altra moneta eccettuata quella della Banca Centrale, e il reddito da signoraggio proveniente dalla creazione di moneta da parte della Banca Centrale sarebbe restituito allo Stato, ed esso stesso permetterebbe nelle condizioni attuali di abolire la quasi totalità delle imposte progressive sul reddito. Vedere il mio saggio
“Pour la réforme de la fiscalité”. Una riforma tale avrebbe il vantaggio della chiarezza e della trasparenza. Oggi i redditi da signoraggio provenienti dalla creazione di moneta sono spartiti tra mani ignote, senza che nessuno possa realmente identificare chi è che ne trae profitto. Questi redditi non fanno che causare ingiustizia e instabilità e, favorendo investimenti non realmente redditizi per la collettività, non fanno che causare uno sperpero di capitale. Fondamentalmente la creazione di denaro dal nulla (ex nihilo) effettuata dal sistema bancario è identica, non esito mai a dirlo per fare ben comprendere con cosa si ha a che fare, alla creazione di denaro da parte dei falsari, per questo motivo giustamente condannati dalla legge. Nel concreto essa provoca gli stessi risultati. La differenza è chi ne trae il profitto.

giovedì 8 maggio 2008

Operazione controVASSOIO

Sabato 10 maggio 2008 il gruppo «PRIMIT - Signoraggio Network»
ha organizzato una manifestazione davanti le sedi istituzionali del Paese, a Roma.

Le sedi sono:

  • Palazzo Madama - sede del Senato della Repubblica
  • Palazzo Montecitorio - sede della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana.
  • Palazzo Chigi - sede del Presidente del Consiglio dei Ministri
  • Palazzo del Quirinale - sede del Presidente della Repubblica
  • Palazzo della Consulta a Montecavallo - sede della Corte costituzionale

Nella giornata indicata, dalle 10 alle 17, si informerà il Popolo sulle reali RESPONSABILITA' dei "signori" che albergano e si stravaccano dentro le sedi in oggetto.

Il concetto è semplice:
quelle sedi sono le NOSTRE sedi di rappresentanza e non sono le alcove dei camerieri dei banchieri internazionali.

Partecipate numerosi e fate girare la voce..

[informazioni..]


giovedì 10 gennaio 2008

Ron Paul, il miglior candidato alla presidenza USA 2008

"Io voglio abolire la Banca Centrale: il valore del dollaro e i nostri tassi d'interesse non esistono per essere manipolati dai pochi potenti membri di una élite che si incontra di nascosto in un palazzo di marmo." -- Ron Paul

Sembra essere veramente il miglior politico che gli americani possano votare. Perché? Paul è un repubblicano appartenente al partito libertario che se vincesse le elezioni manderebbe a casa la Federal Reserve, abolirebbe l'IRS (una tassa sul reddito incostituzionale) e farebbe rientrare le truppe dall'Iraq. Meglio di così?

Chi avrà visto il film denuncia Zeitgeist, saprà che la Fed è una banca centrale voluta e nata per l'interesse di pochi potenti banchieri e palesemente in contrasto con la costituzione, la quale infatti dice espressamente che la politica monetaria, e l'emissione monetaria, è un potere appartenente esclusivamente al Congresso, e non può quindi essere ceduto ad una banca privata (la Fed) ed essere quindi in mano ad una ristretta cerchia di banchieri.
Tutto ciò richiama alla memoria un altro grande politico, il presidente J.F. Kennedy, che con l'ordine esecutivo 11110 (e in accordo con il potere conferito dalla costituzione), emise circa 4,1 miliardi di dollari di Stato garantiti d'argento, senza prenderli in prestito alla Fed ad interesse evitando così di indebitare il popolo. Cercò infatti invano di abolire la banca e limitare il potere dei servizi segreti.
Ron Paul, che è stato definito il Thomas Jefferson del ventunesimo secolo, sta cercando di ridare all'America la propria sovranità monetaria garantita dalla costituzione e non mancano già le minacce di morte.

Ultimamente si sospettano brogli elettorali (alcune amissioni...) e si documentano censure su internet (per esempio myspace) e sui media americani.
Tutto questo dimostra quanto i suoi sostenitori abbiano fatto centro: è il candidato migliore che possono votare!


Links


Sito ufficiale:
http://www.ronpaul.org/
Sito ufficiale per le elezioni presidenziali del 2008:
http://www.ronpaul2008.com/
Raccolta di oltre 800 articoli di Ron Paul (alcuni suoi ebook gratuiti!)
http://www.ronpaullibrary.org/

Siti italiani su Ron Paul:
http://italians4ronpaul.blogspot.com/
http://www.ron08.blogspot.com/

Minacce a Ron Paul
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=7675

Trascrizione in italiano di una interessante conferenza del presidente Kennedy
The President and the Press - JFK [27-04-1961]
da (http://dicke.meetup.com/18/files/)
Video:
http://video.google.it/videoplay?docid=642552841321950688

Ordine esecutivo 1110, e J.F. Kennedy:
http://www.signoraggio.com/signoraggio_banconotaJFK.html