domenica 27 novembre 2011

Conferenza sulla moneta-debito

Il 3 e 4 dicembre, presso il Palazzo dei Congressi di Montegrotto Terme in Via degli Scavi 14, il Circolo Culturale Ighina e il Movimento Moneta@Proprietà, con il patrocinio dell'amministrazione comunale di Montegrotto Terme, presentano la conferenza dal titolo "Economia del debito: cosa fare per uscirne?".
La conferenza è organizzata per approfondire tutti gli aspetti connessi alla moneta, al debito e alla crisi economica in atto.
L'ingresso è gratuito e libero, con 600 posti in sala.
Le relazioni saranno a cura di professori universitari con progetti di riforma monetaria, giornalisti e ricercatori che relazioneranno su esperienze di monete alternative, studiosi e associazioni che presenteranno le loro critiche e le loro proposte di riforma del sistema monetario, punto nevralgico di ogni economia.
I lavori della conferenza avranno inizio sabato 3 dicembre alle ore 10 e proseguiranno fino alle 20 di domenica 4 dicembre.
Sarà dato ampio spazio alle domande dei signori giornalisti e al dibattito con il pubblico.

L'evento sul sito del Monvimento Moneta@Proprietà:


L'evento sul sito del Circolo Culturale Ighina:

L'evento su Facebook:

L'evento su Youtube:
(Giulietto Chiesa, citato nel video, non sarà presente e al suo posto relazionerà il dott. Alessandro Bono)

giovedì 22 aprile 2010

Fiera dellE Verità a Firenze

locandina fiera delle verità firenze
Appuntamento per il 9 Maggio 2010 ore 18:00
presso il Circolo Arci "La Costituzione" di Sesto fiorentino
via Antonio Gramsci 560
per la 38esima Fiera dellE Verità
un evento organizzzato dal PRIMIT
Relatore: Sandro Pascucci
[ingresso gratuito]
info: fiera.primit.it

sabato 23 gennaio 2010

Banche di Stato

Manuale per i superficiali e per Marco Sa[m]ba

[ di Vito Zuccato su forum.primit.it ]



BANCHE CENTRALI


A) La Banca Centrale è 100% statale: caso di Bank of England, Banque de France e Bundesbank dopo il 1945 circa; caso della Banca d’ Italia tra il 1936 e il 1992.
Ma...
...il Debito Pubblico di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia PERO’ continua a esistere da sempre e tali Stati emettono da sempre titoli di Stato, cioè si INDEBITANO anziché creare moneta sovrana per sé priva di alcun debito. Tutto ciò viene innescato e gestito da una società di loro proprietà, la rispettiva Banca Centrale Nazionale. Ma allora se è tutto statale perché non esiste un registro del Signoraggio Pubblico o Credito Pubblico accanto a quello del Debito Pubblico, visto che creditore e debitore coincidono almeno sulla quota di moneta creata dalla Banca Centrale?

B) La Banca Centrale è 100% o quasi a partecipazione privata: caso per esempio di Federal Reserve e di Banca d’ Italia (quest’ ultima prima del 1936 e dopo il 1992).
Perciò sembra ovvio che...
...il Debito Pubblico degli Stati soggetti a tale tipo di Banca Centrale continui ad esistere e tali Stati da sempre emettono titoli di Stato. Tutto ciò viene innescato e gestito da un ente privato MA... considerato per statuto una società di interesse pubblico o pubblicistico alla pari di A). Tale Banca Centrale è controllata da Banche Commerciali e/o d’ Affari che si collocano sul mercato e che essa deve pure sorvegliare e perciò essa genera un conflitto di interessi.

C) La Banca Centrale è a partecipazione mista e pure controllata da Banche Centrali Nazionali che non addebitano la moneta della loro controllata alla loro Nazione di riferimento ma addebitano un’ altra moneta gestita in proprio (come Banca d’ Inghilterra, Banca Centrale di Svezia e Banca Centrale di Danimarca): caso della Banca Centrale Europea.
Quindi...
...come ai punti A) e B) per quanto riguarda la sostanza, ovvero l’ emissione di moneta-debito creata dal nulla, il resto sono tutti aspetti che competono agli “agghindamenti” giuridici.



Chiaramente il gioco è stato tutto semplificato (nota per gli “esperti economisti” che se no si incazzano 2 volte, poveri loro...) in quanto è stata tolta per semplicità l’ acquisto diretto, con moneta CREATA DAL NULLA di titoli di debito statali di nuova emissione nelle aste organizzate dal Ministero del Tesoro, da parte dei c.d. Operatori Abilitati, ovvero:
gli Specialisti in Titoli di Stato, cioè SOLTANTO Banche Commerciali e d’ Affari, registrati presso la Banca d’ Italia se consideriamo il caso italiano. Sono il vero volto de Il Grasso Bankiere©, IGB© alla massima potenza.
Quindi ci sono sempre banche a indebitare lo Stato direttamente alle aste e non possono farlo che comprando titoli di Stato con moneta CREATA DAL NULLA, poiché TUTTE le banche prestano moneta scritturale (oggi quasi solo di tipo elettronico) senza spostare e prelevare fisicamente alcunché, né dal patrimonio né dai conti correnti, NULLA DI NULLA: utilizzano immobilizzazioni e depositi SOLO come garanzia per i prestiti, non come zone di prelievo di moneta.
E questi prestiti, erogati per CHIUNQUE, sono delle semplici registrazioni contabili (moneta scritturale).

Ecco l’ elenco degli Specialisti in titoli di Stato. Ecco Il Grasso Bankiere© in persona con nome e cognome.
Ecco la vera Grande Mangiatoia™ che si nasconde dietro allo Stato, sotto la squallida crosta della politica politicante, corrotta, criminale e guerrafondaia, sotto alla immane coltre di parole e di astruse teorie-escremento inculcate a forza dal sistema dell’ istruzione, dagli sconci professori e dottori col lurido culo seduto nei consigli di amministrazione delle banche, dagli squallidi giornalisti-kapò a libro paga di editori-banchieri ormai scoperti come truffatori, usurai e assassini.
Ecco la Grande Mangiatoia™ che schiavizza e depreda fino all’ osso l’ Umanità tutta.

A decorrere dal 21 dicembre 2009, a seguito del cambio di denominazione sociale richiesto da una delle controparti, ai sensi dell’art. 3 comma 3 del decreto 13 maggio 1999 n. 219, l’elenco degli Specialisti in Titoli di Stato è composto, in ordine alfabetico, dai seguenti operatori:
- Banca IMI S.p.A.
- Barclays Bank PLC
- BNP Paribas
- Calyon – Corp. Inv. Bank
- Citigroup Global Markets Ltd.
- Commerzbank A.G.
- Credit Suisse Securities (Europe) Ltd.
- Deutsche Bank A.G.
- Goldman Sachs Int. Bank
- HSBC France
- ING Bank N.V.
- JP Morgan Securities Ltd.
- Merrill Lynch Int.
- Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese S.p.A.
- Morgan Stanley & Co. Int. PLC
- Nomura Int. PLC
- Royal Bank of Scotland PLC
- Société Générale Inv. Banking
- UBS Ltd
- UniCredit Bank A.G.

Roma, 21 dicembre 2009
Il Dirigente Generale
(Maria Cannata)

Agli Specialisti in titoli di Stato si aggiungono successivamente, nelle varie operazioni di negoziazione dei titoli, le Società di Intermediazione Mobiliare (SIM) registrate presso la CONSOB.
Una volta acquistati da questi, i titoli di Stato possono essere riacquistati dalla Banca Centrale e detenuti da quest’ ultima sia prima della loro scadenza sia fino alla scadenza, a seconda della politica monetaria decisa dalla stessa Banca Centrale e della sua necessità di autofinanziamento attraverso gli interessi sui titoli.
La politica monetaria della Banca Centrale infatti è data dalla somma delle operazioni di acquisto/vendita di titoli di Stato con rispettive e contemporanee creazione/distruzione di moneta e iniezione/ritiro di liquidità nel/dal sistema delle Banche Commerciali e d’ Affari. In tali compravendite di titoli di Stato sono definite Operazioni di Mercato Aperto le compravendite riguardanti titoli di Stato che la Banca Centrale rivende prima della loro scadenza, trattandosi di rifinanziamenti temporanei ad hoc delle Banche Commerciali e d’ Affari.

Infatti quando lo Stato Italiano (per esempio) si indebita per finanziare il deficit di bilancio, dal 26 novembre del 1993 (per legge) lo fa soltanto con le Banche Commerciali e d’ Affari a livello internazionale: prima di tale data invece poteva ricevere degli anticipi sul conto corrente del Ministero del Tesoro direttamente dalla Banca Centrale e prima dell’ asta di luglio del 1981 poteva anche far acquistare direttamente dalla Banca Centrale una parte dei titoli di Stato emessi, nella fattispecie quelli che rimanevano invenduti alla chiusura delle aste.
L’ eliminazione del vincolo per Banca Centrale italiana (Banca d’ Italia) di acquistare tale parte di debito pubblico di nuova emissione rimasto invenduto venne stabilita da una semplice convenzione con scambio di lettere nel febbraio del 1981 tra il Ministro del Tesoro Beniamino Andreatta e il Governatore Carlo Azeglio Ciampi.


Bene... anzi, male! Allora la DOMANDA DEFINITIVA è:

Che differenza fa se la Banca Centrale è dichiarata pubblica o privata o guazzabuglio diabolico se in ogni caso emette moneta-debito, cioè obbliga lo Stato a restituire la moneta alla scadenza dei titoli di debito statali (acquistati prima dal Ministero del Tesoro e/o dagli Operatori Abilitati) e a pagare inoltre gli interessi su questa stessa moneta…???

Risposta: NESSUNA DIFFERENZA!!! ...Infatti i casi A), B) e C) sono solo tre varianti di un’ unica cosa: la moneta-debito addebitata da falsari usurai.

Insomma si fa tutto un da fare per scoprire e denunciare le trame di IGB© e poi si conclude dicendo che la statalizzazione risolve tutto… eh sì! Continuiamo allora con l’ avere come tra il 1936 e il 1992 una società dello Stato, la Banca d’ Italia, che come un cancro distrugge il resto dello Stato, i cittadini privati e le aziende, in combutta con le Banche Commerciali e d’ Affari...



Un capitolo a parte va ora riservato alla truffa della riserva aurea.

Da sempre ogni Banca Centrale tiene in bilancio per vari scopi una certa quantità di oro.
Fino al 15 agosto del 1971 e SOLO per i non residenti negli Stati Uniti d’ America ogni banca a richiesta poteva cambiare la valuta nazionale in dollari e convertire quindi i dollari in oro custodito dalla Federal Reserve.
Quindi fino al Ferragosto del 1971 Fin sono messi per legge nero su bianco tre furti espliciti:
- ai residenti negli USA viene detto in faccia che il dollaro di carta viene loro prestato dalla Fed e dalle Banche Commerciali senza copertura e senza possibilità di conversione in oro, con l’ aggiunta degli interessi;
- al Resto del Mondo viene detto in faccia che gli Statunitensi sono truffati di brutto in casa loro e che solo una parte dei dollari di carta in circolazione può a richiesta essere convertita in oro e quindi una parte ancora minore di valuta cartacea nazionale può essere a sua volta convertita in oro passando per i dollari: infatti la convertibilità è ben altra cosa della copertura aurea.
- a TUTTO il Mondo si continua a nascondere il fatto che il valore è una dimensione del tempo e NON della materia, per cui il valore indotto sul simbolo monetario di costo nullo (banconota, oggi anche denaro elettronico) è una creazione del pubblico che lo accetta, NON una creazione della banca che lo emette e solo per il fatto di scriverci sopra 1, 10, 100, 1000: tant’ è che la miniera concede gratuitamente la pepita d’ oro.

Dato per assodato tutto ciò, il fatto che una Banca Centrale sia completamente di proprietà pubblica suona come una truffa con beffa finale.
Se lo Stato è proprietario della Banca Centrale, di conseguenza anche la riserva in oro (che magari si fa custodire per conto terzi da altre Banche Centrali) dovrebbe essere di proprietà dello Stato, perciò con quale criterio si prestano banconote allo Stato (oltre alle Banche Commerciali e d’ Affari) attraverso una società dello Stato visto che sono garantite, anche solo per la già truffa della convertibilità, da riserve auree di proprietà della stessa collettività?
Ciò significa che la collettività tramite il fantasmi giuridici dello Stato e della Banca Centrale presta a se stessa semplici pezzi di carta garantiti solo in minima parte da qualche sassolino prezioso già di sua proprietà e quindi a utilizzo gratuito, né più né meno come la miniera concede gratuitamente la proprietà e l’ utilizzo della pepita d’ oro.
Perciò si genera DAL NULLA un debito verso se stessi (!!!) in pezzi di carta con l’ assurda giustificazione di avere già in tasca una cosa gratuita di valore nominale SICURAMENTE inferiore ai pezzi di carta (convertibilità).

Con la fine degli accordi-truffa di Bretton Woods il 15 agosto 1971 si inaugura la stagione della super-truffa grazie al fatto che il Sistema Bancario ottiene per legge la facoltà di creare moneta come vuole e quanto vuole per i prestiti senza alcun rischio dovuto alla possibilità di convertibilità, fattibile solo per una piccolissima parte della massa totale di banconote di tutte le divise a livello mondiale, massa in continuo e inesorabile aumento.
Nel caso delle Banche Centrali statali la fine degli accordi sulla convertibilità aurea ha il significato di far diventare i propri sassolini preziosi un semplice peso morto (come se non lo fossero già da prima), quindi è ancora più stridente il fatto che si sia stabilito per legge con la fine degli accordi di Bretton Woods che gli Stati Banchieri possano così auto-indebitarsi all’ infinito della propria carta straccia e auto-inchiodarsi in tale INFERNALE ASSURDITA’ a causa del peso degli interessi che fanno aumentare lo stesso auto-indebitamento a circolo vizioso.

Lo stesso Governatore Luigi Einaudi (poi divenuto Presidente della Repubblica) ben prima del 1971 aveva già confermato in pieno l’ inutilità del vincolo della convertibilità e il paradosso di trovarsi a capo di una Banca Centrale statale: “Alla scarsità dell’ oro si è sostituita la saggezza del Governatore”.
Come se fosse saggio un Governatore di Stato che di mestiere fa compravendita usuraia di debiti dello Stato creati dal nulla attraverso la banca statale che dirige…!!!




BANCHE COMMERCIALI E D’ AFFARI


Prima ho introdotto gli Specialisti in titoli di Stato.

Occorre ricordare come NESSUNA banca statale funziona in maniera differente da una qualsiasi banca privata.
Infatti ogni banca (sia centrale che commerciale) emette e ritira moneta con i prestiti in questo modo:

1. crea moneta DAL NULLA;
2. la presta, acquistando titoli di debito vari o erogando mutui, fidi, anticipi, sconti, ecc.
3. chiede interessi sul debito contratto dal richiedente (Stati, imprese, privati);
4. distrugge la moneta restituita dal debitore in quota capitale nominale, intascando gli interessi.

Dato per assodato questo UNICO modo di operare del Sistema Bancario, riassumibile con moneta-debito dissipativa caricata di interessi, si scoprono a questo punto delle cose impensabili ancorchè abnormi.
Lo Stato Italiano con la legge bancaria fascista del 1936 statalizzò una fetta consistente del sistema bancario privato dell’ epoca, in particolare divennero di proprietà pubblica le seguenti banche commerciali e d’affari:

- Credito Italiano
- Banca Commerciale
- Banco di Roma
- Mediobanca
- Monte dei Paschi di Siena
- Banca Nazionale del Lavoro.

Le prime 3 erano definite “Banche di Interesse Nazionale” o BIN (dal 1937) dopo essere divenute per statuto “Istituti di Diritto Pubblico” insieme alle seconde 3 in virtù di tale legge bancaria.
Queste banche chiaramente svolgevano attività creditizia in tutti i rami del settore privato (alcune erano specializzate in credito industriale a medio e lungo termine) e…
… del settore pubblico…! Sì, avete capito bene: erano banche al 100% statali che alle aste del Ministero del Tesoro acquistavano i titoli di Stato come qualsiasi Specialista in titoli di Stato prima descritto, cioè INDEBITAVANO lo stesso Stato che le possedeva…!!!

E non potrebbe essere altrimenti, visto che DATI MACROSCOPICI INCONTROVERTIBILI affermano che:

1) il debito pubblico non si è MAI estinto di colpo;
2) il debito pubblico mediamente è sempre aumentato;
3) il fisco è sempre rimasto in funzione e anzi il carico fiscale è sempre aumentato sia in quantità di tasse che in peso delle singole tasse;
4) le aste dei titoli di Stato sono sempre esistite e anzi si sono sempre più intensificate;
5) non sono MAI esistiti i libri del Credito Pubblico e del Signoraggio Pubblico derivanti dai prestiti allo Stato da parte delle sue stesse banche - creditore e debitore coincidono - ma SOLO quello del Debito Pubblico;
6) non sono MAI esistiti registri di Credito o di Signoraggio competenti allo Stato e derivanti da tutti i prestiti fatti dalle banche commerciali e d’affari statali a privati e imprese;
7) tutto quanto appena detto è durato per tutto il periodo di proprietà statale di queste banche commerciali, dal 1936 al 1992, anno in cui si iniziò la loro ri-privatizzazione.

Oltre a ciò le cosiddette BIN erano le partecipanti della Banca d’ Italia, cioè della Banca Centrale, quindi la stessa Banca d’ Italia figurava come una banca al 100% statale come già visto poco fa, che come sua attività principale (d’ altra parte lo fa DA SEMPRE per legge-statuto-convenzione) acquistava e vendeva titoli di Stato sia all’ emissione direttamente in asta sia indirettamente nel sistema delle Banche Commerciali e d’ Affari (prima dell’ asta del luglio 1981, poi solo indirettamente). Oltre a ciò come già accennato la Banca d’ Italia prima del 26 novembre 1993 poteva anticipare liquidità direttamente sul conto corrente di Tesoreria del Ministero del Tesoro: una forma di indebitamento pubblico alternativa a quella dell’ acquisto di titoli di Stato e attuata direttamente dal Tesoro con la Banca Centrale senza intermediazione di altre banche o di altri intermediari.
Ancora, la Banca d’ Italia statale comprava/vendeva titoli di debito statali ANCHE dalle/alle Banche Commerciali statali che la partecipavano (le BIN), ovviamente, perché queste ultime come già detto operavano sul mercato come qualsiasi banca privata sempre con modalità come da punti 1., 2., 3. e 4. prima elencati e compravano tra le altre cose anche titoli di Stato, potendo partecipare alle aste in qualità di operatori abilitati.

Risulta a prima vista paradossale che uno Stato, emettendo moneta-debito tramite delle sue società bancarie per prestiti a se stesso oltre che ai privati, non risulti contemporaneamente creditore di tutta la moneta emessa a debito sia verso di sé che verso i privati e quindi non utilizzi gratuitamente TUTTA la moneta proveniente sia dalle restituzioni dei prestiti sia dal percepimento degli interessi per suoi scopi a cominciare dal finanziamento a costo zero (cioè a tasse zero) della spesa pubblica.

In realtà ciò non è affatto paradossale poiché abbiamo appena mostrato come NON CONTA ALCUNCHE’ il fatto che la proprietà dell’ ente emittente (la banca) sia pubblica o privata, ma conta SOLTANTO la modalità con cui viene emessa e gestita la moneta dallo stesso ente emittente.
In particolare lo Stato non riutilizzava gratuitamente la moneta che il suo perverso sistema di banche pubbliche riceveva da imprese, da privati e da se stesso (!!!) alla restituzione dei prestiti, poiché da sempre la moneta restituita in quota capitale nominale (valore nominale del prestito) viene distrutta (moneta-debito dissipativa), a SPUDORATA conferma della sua precedente creazione DAL NULLA (vedi punti 1., 2., 3. e 4.), fermando il suo flusso al sotto-fantasma giuridico della banca anziché essere poi gestita direttamente dallo Stato e dalle Pubbliche Amministrazioni in genere per qualsivoglia scopo di rilievo pubblicistico.
Solo una parte degli interessi venivano conferiti dalle banche statali allo Stato tramite tassazione e distribuzione degli utili netti e quindi né più né meno di una banca privata partecipata da un azionista pubblico, ma questo non è affatto un vantaggio poiché il fatto che lo Stato chieda a se stesso e ai cittadini che rappresenta interessi sui prestiti – oltre al già ampiamente sottolineato auto-indebitamento - E’ ABERRANTE e AUTOLESIONISTICO, oltre a essere AUTOINFLATTIVO, senza contare il fatto che gli interessi per alcuni decenni erano a due cifre con punte del 20% annuo. Alla faccia del conclamato “interesse pubblico”…!!!
E suona come una ennesima estrema beffa il fatto che lo Stato fino al 7 febbraio 1992 potesse decidere assieme alla sua Banca d’ Italia quale tasso di sconto e quali interessi AUTOTRUFFARSI e TRUFFARE ai cittadini e alle imprese su una già gigantesca truffa data dai debiti pubblici e privati creati dal nulla.
Come da schiavi poter decidere collegialmente col padrone la quantità di frustate da ricevere tra un minimo di 50 e un massimo di 100 (© Sandro Pascucci).

Infatti non a caso i sistemi con cui lo Stato si è sempre finanziato sono stati il prelievo fiscale (tasse e tariffe) e il contrarre nuovo debito pubblico col Sistema Bancario (sia privato che pubblico), mentre in misura molto minore l’ utile delle varie aziende di Stato (quando c’ era).

La sovranità monetaria è rimasta sempre nelle mani delle sue banche e delle altre banche private.

Ma anche se ci fosse un libro del Credito Pubblico o del Signoraggio Pubblico accanto a quello del Debito Pubblico, che senso avrebbe mai indebitarsi con se stessi per poi riprendersi a posteriori il dovuto in qualità di creditori di se stessi? Ciò non avrebbe alcun senso: sarebbe naturale che lo Stato si stampi IL DOVUTO - senza contrarre alcun debito e senza dichiarare alcun credito - per finanziare i servizi che eroga ai cittadini di cui è rappresentante, emettendo quindi la c.d. moneta-proprietà.

Così si uscirebbe finalmente dalla spirale perversa dettata a bacchetta nella società dalle [IN]CULTURE SERVE DEI BANCHIERI TRUFFATORI E USURAI.
A iniziare dalla [in]cultura del debito monetario onnipresente e ineluttabile.
Per continuare con la [in]cultura del valore in sé e per sé (vedi sopra: valore dimensione della materia VS valore dimensione del tempo).

Per concludere, sia prima che dopo il 1936 per arrivare fino agli Anni 70, lo Stato emetteva anche cartamoneta di piccolo taglio con su scritto “Regno d’ Italia” o “Repubblica Italiana” e questi biglietti venivano emessi SENZA formazione di alcun debito pubblico, né più né meno del caso dell’ emissione di monete metalliche, da sempre appannaggio dello Stato.
In realtà l’ emissione di questa cartamoneta avveniva in piccoli volumi e saltuariamente allo scopo di coprire momentanei disavanzi di bilancio nel corso dell’ anno, perciò incideva poco sul bilancio dello Stato, più o meno come l’ emissione di monete metalliche.
A mio parere il mantenere anche una piccolissima parte di emissione monetaria (come le monete metalliche) da parte degli Stati è mediaticamente funzionale al Sistema Bancario perché la sola presenza nel caso dell’ Euro metallico dei simboli RI (Repubblica Italiana) o RF (Republique Française) e di un conio specifico per ogni Nazione che emette lo stesso Euro metallico contribuisce a far credere che sia tutto sotto controllo pubblico e gratuito compresa l’ emissione dell’ Euro in banconote da parte della Banca Centrale Europea.




CONCLUSIONI

In definitiva la nazionalizzazione della Banca d’ Italia e delle banche ridefinite Banche di Interesse Nazionale e Istituti di diritto pubblico del 1936-1937, durata fino al 1992, non ha fatto altro che CAMBIARE LA PROPRIETA’ DEI FANTASMI GIURIDICI AUTORIZZATI ALL’ EMISSIONE DI MONETA, senza cambiare di una virgola il funzionamento del precedente Sistema Bancario privato e con somma beffa per i cittadini.

Tutto quello che è stato fin qui scritto vale anche per tutte le banche statali del resto dell’ Europa, a cominciare come detto dalle Banche Centrali Nazionali tuttora statali quali Bundesbank, Banque de France e Bank of England che sono le più importanti in assoluto anche tra le varie BCN europee partecipanti alla stessa BCE.

Per quanto detto finora, chi vuole pensare e operare VERAMENTE nell’ interesse dei cittadini DEVE rispondere definitivamente alle domande fondamentali:

- DI CHI E’ LA PRIOPRIETA’ DELLA MONETA ALL’ ATTO DELL’ EMISSIONE ?
- COME DEVE ESSERE EMESSA E GESTITA LA MONETA ?


Tutto il resto compete soltanto alla superficie della questione monetaria.

Altrimenti, come diceva Giacinto Auriti, lo Stato rimarrà un semplice fantasma giuridico creato ad arte dalla Grande Mangiatoia™ come paravento per servirSI anziché come strumento per serviRE.


****

Vedere anche: Perché il signoraggio bancario è il PRIMO dei problemi

mercoledì 16 dicembre 2009

United States Note e Federal Reserve Note

Cieco per non notarlo, poco furbo per non rileggere 2 volte le didascalie delle immagini che trova, troppo ignorante e approssimativo per rinunciare di farci un articolo: è tale Pietro Di Giorgio.

Ripreso da "http://www.giornalettismo.com/archives/44489/le-favole-del-signoraggio-su-il-giornale"


Fatevi due risate. Tale Pietro Di Giorgio scrive (formattazione mia):
"Della serie “non so se questi del signoraggio ci credono o fanno finta per ingannare la gente”, mi sono ricordato poi di una cosa divertentissima. In questo articolo sul signoraggio si dice che Kennedy stampò delle fantomatiche “United States Notes” che erano emesse dal Tesoro anziché dalla Federal Reserve, e che la Fed lo uccise per preservare i privilegi dei banchieri. Nell’articolo linkato è fotografata una banconota da un dollaro, dove non si legge “Federal Reserve Note”, in effetti. Volete sapere il trucco? Tutti i dollari, o perlomeno quelli che mi hanno dato quando sono stato negli USA e quello che ho nel portafoglio in questo momento come souvenir, su un lato hanno scritto “The United States of America, mentre sull’altro hanno scritto “Federal Reserve Note”. Un trucchetto da quattro soldi per ingannare la gente, o ci credono sul serio? Ai posteri l’ardua sentenza. "



Se seguiamo il link specificato, ci compare questa:

dollaro americano

[Didascalia]
Una delle banconote emesse da Kennedy nel 1963 con la scritta (in alto): "United States Note", invece dell'attuale "Federal Reserve Note".



Non solo la banconota non è da un dollaro ma è da due dollari (cieco 1), ma si vede chiaramente che la scritta "United States Note" è BEN VISIBILE SOPRA (cieco 2), mentre NON andava notata la scritta SOTTO (United States of America), come riportato dalla didascalia (cieco 3).

Queste sono ovviamente le banconote da 2 dollari che furono emesse per volontà del presidente John Fitzgerald Kennedy, firmando l'ordine esecutivo 11110. Ecco le nostre fantomatiche "United States Note".

venerdì 4 dicembre 2009

Guernsey e la sovranità monetaria

Se avete sentito parlare dell'isola di Guernsey dovreste sapere già che l'esperimento economico intrapreso dal suo governo dal 1816 al 1836 rappresenta un piccolo ma importante esempio di Sovranità Monetaria.
Posto un articolo interessante (segnalatemi eventuali errori/orrori di traduzione), l'originale è qui:
http://www.alor.org/Library/The%20Guernsey%20Market%20House%20Scheme%20.htm

The
Guernsey Market House Scheme
THE FIG TREE," Quarterly edited by C. H. Douglas (No. 10, September, 1938, pp.190-3):

By D. M. SHERWOOD


L'esperimento finanziario conosciuto come sistema Market House di Guernsey è stato avviato più di 100 anni fa e, anche se di modeste proporzioni, in quanto fu limitato a una piccola isola di 25 chilometri quadrati, conteneva così tanti principi fondamentali che tutti noi dovremmo conoscerlo.

All'inizio del XIX secolo, a causa delle guerre napoleoniche, il commercio di Guernsey era praticamente estinto e la gente era in preda alla disperazione. La disoccupazione era diffusa, le difese dal mare erano state abbattute, non vi erano praticamente strade, gli edifici pubblici erano in rovina e, soprattutto, c'era il bisogno urgente di una nuova piazza del mercato, in cui gli isolani avrebbero potuto scambiare i loro prodotti.

Non è stato possibile per il Governo finanziare tali miglioramenti necessari per mezzo delle entrate, in quanto ammontavano a sole 3.000
£ ogni anno, le quali erano state tutte richieste per le spese ordinarie e le spese per interessi sul debito dell'isola di 19.000£. Né era possibile ottenere in prestito il finanziamento necessario; infatti il Governo chiese il prestito, ma lo stato delle attività dell'isola era così pessimo che l'unico aspirante finanziatore propose un tasso proibitivo del 17 per cento all'anno.

"La necessità è la madre dell'invenzione", e in questo caso l'idea avanzata che lo Stato avrebbe dovuto emettere una propria moneta guadagnò pian piano terreno. Si sostenne che, poiché sia la manodopera che le materie prime erano entrambi disponibili, era assurdo che i miglioramenti non potessero essere eseguiti per la mancanza di denaro, e quando le condizioni peggiorarono ulteriormente, questo piano servì per fornire l'unica possibile soluzione. Finalmente, dopo diverse battute d'arresto e una notevole opposizione, i sostenitori della moneta di Stato un giorno prevalsero e, nel 1816, 4.000 note da
1£ ciascuna furono stampate dal governo e versate per le riparazioni più urgenti.

Con il successo di questa emissione il principio si stabilì e nel corso dei sucessivi 20 anni il governo autorizzò note nella misura di 80.000
£, che furono utilizzate per la costruzione della piazza del nuovo mercato, per le scuole in ogni comune, per le strade di tutta l'isola, per il St. Cottage di Elisabetta, ecc. Queste note di governo venivano ritirate, come la situazione economica dell'isola giustificava, da entrate derivanti dalla riscossione dei canoni di mercato, dazi doganali, ecc, e nel 1836, quando l'operazione terminò, ci fu un saldo di 55.000£ di note di Governo.

Opposizione
E' triste dover riferire che, nonostante il suo eminente successo questo esperimento fu volontariamente interrotto. Anche se, dopo la prima emissione di note, vi era stata una debole attività di opposizione interna a Guernsey, ci furono due organismi esterni violentemente contrari ad essa. In primo luogo, gli abitanti della vicina isola di Jersey divennero così gelosi della prosperità di Guernsey che, nel 1819, ottennero
dal Westminster un ordine del Consiglio della Corona con l'effetto che il Governo di Guernsey non avrebbe potuto in alcun anno superare l'ammontare del proprio reddito senza il regio consenso. Il Governo di Guernsey, tuttavia, non ne prese atto e continuò l'emissione delle proprie note quando e come richiesto.*

[* Sarebbe interessante sapere dall'avviso di chi Jersey fu indotta ad appellarsi al
Consiglio della Corona.]

Pochi anni dopo, tuttavia, l'opposizione venne da un altro quartiere, la comunità bancaria in Inghilterra. Sebbene non vi era stata nessuna banca in Guernsey dal 1810, c'è ragione di credere che i banchieri inglesi diventavano sempre più apprensivi man mano che il successo della moneta statale di
Guernsey diventava popolare.

L'intervento delle Banche

Fu nel 1827 che venne fondata la prima banca nel l'isola e iniziò l'emissione di banconote, che circolarono fianco a fianco con quelle dello Stato. Due anni più tardi gli amministratori di questa banca denunciarono alla Westminster che il governo, mediante l'emissione delle note statali, aveva oltrepassato le sue competenze, come definite dal Consiglio della Corona una decina di anni prima. Il
Consiglio della Corona scrisse al Governo di Guernsey per una spiegazione, e fu inviata una tale logica e determinata risposta, che a quel tempo non furono intrapresi ulteriori provvedimenti.

Nel 1835 una seconda banca aprì i battenti e fece stampare ed emettere banconote in una misura tale da produrre inflazione, e dal 1836 nell'isola ci fu qualcosa di simile al panico. Il Parlamento di Guernsey si riunì in fretta e nominò un comitato per discutere, con i banchieri, i passi necessari per controllare la situazione. I membri di questa commissione non erano tutti pienamente in sintonia con l'emissione delle note di Governo, e i banchieri vinsero, e venne raggiunto un accordo in base al quale il Governo avrebbe convertito 15.000
£ di loro note in un prestito bancario al 3 per cento di interesse, e sarebbe cessata ulteriore emissione di banconote da parte del Governo, mentre, d'altra parte, nessun limite era stato posto sull'emissione delle banconote delle banche.

Questa fu la fine di quello che era comunemente conosciuto come il sistema Market House, il saldo delle note di Governo originali, pari a 40.000
£, rimane ancora oggi in sospeso. Anche se dal 1914 il governo di Guernsey ha nuovamente emesso le sue banconote, queste sono ora sempre coperte da depositi di Governo con le banche, e come la valuta di Guernsey è oggi collegata con la sterlina, queste note sono rilasciate o ritirate, in conformità con i principi ortodossi.

Nel considerare l'esperimento del Market House i seguenti punti dovrebbero essere ricordati.

La finanza ortodossa non poté far nulla per sollevare la gente fuori dalla depressione causata dalle guerre napoleoniche. Il governo non poté ottenere i fondi necessari, né con la tassazione né chiedendoli a prestito, e a condizione che lavoro e materiali erano disponibili, come lo furono, non c'era nulla ad impedire al governo di emettere il proprio denaro. Questo lo fece, con la conseguenza che l'aspetto dell'isola cambiò dal giorno alla notte. Dal suo stato di arretratezza e depressione l'isola divenne, nel giro di 20 anni, famosa per il suo benessere.

Inoltre, mediante l'emissione di moneta di Stato, questa trasformazione si effettuò senza aumentare il debito nazionale dell'isola e senza incorrere in spese per interessi. Infatti, se fosse stato pagato
l'interesse per le somme di capitale per questi miglioramenti, essi non si sarebbero potuti effettuare.

E' interessante notare che fino al 1914 il governo di Guernsey raccolse in tasse più di 35.000
£ per pagare gli interessi sui 15.000£ di note di Stato che furono convertiti in prestito bancario per l'accordo del 1836.

Lo spauracchio del INFLAZIONE
Gli oppositori della emissione di denaro di Stato di solito fanno affidamento all'invocazione dello spauracchio dell'inflazione. Va ricordato che l'inflazione dipende dalla quantità di denaro emesso in relazione ai prodotti in vendita, e non dipende da chi emette il denaro. Nel caso di Guernsey, quando lo Stato emise denaro la prima volta, se vi fosse stata inflazione ci sarebbe stato o una carenza di materie prime, oppure un aumento dei prezzi, e non vi è alcuna traccia di uno di questi fino al 1836. Fino a tale anno il governo ha gradualmente e costantemente aumentato l'emissione di biglietti, ed è ragionevole supporre che all'aumento netto di moneta corrispondeva approssimativamente un aumento della produttività dell'isola. In quell'anno, però, le banche provocarono intenzionalmente l'inflazione, inondando l'isola con le proprie banconote, con la conseguenza inevitabile che, poiché non vi era alcun corrispondente aumento delle merci in vendita, i prezzi cominciarono ad aumentare e ne seguì il panico.

Confrontiamo le condizioni di Guernsey e il sui bisogni di un secolo fa, con la condizione e i bisogni d'Inghilterra di oggi. Quando sentiamo argomentazioni contro la liquidazione delle baraccopoli, contro la costruzione di nuove scuole o ospedali o fornire strade migliori [o ricostruire
L’Aquila n.d.T], o addirittura contro la donazione a tutti di un reddito sufficiente per mantenersi decentemente, sulla base del fatto che non abbiamo i soldi, se ricordiamo l'esperimento di Guernsey, ci rendiamo conto di come siano speciose tali argomentazioni.


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Notare la dicitura "The Guernsey Banking Company". Le private banche che cominciarono ad inondare l'isola con queste banconote non avano il problema farsi passare per governative come fanno oggi BCE, FED et similia.


Considerazioni finali:

Se esistono braccia per lavorare e materiale per costruire, affermare che una determinata opera (socialmente necessaria) non possa venir costruita per mancanza di denaro è una idiozia bella e buona, sia per buon senso che per la dimostrazione di cui sopra.

L'attuale sistema vuole che il politico abbia solo due unici poteri economici praticamente inutili di per sé: il primo è quello di tassare, il secondo è quello di emettere titoli di debito, quindi aspettare che un qualche privato FINANZI IL NOSTRO LAVORO o\e i NOSTRI PROGETTI, aspettare come fanno gli accattoni, con la mano aperta per la strada..

E se quei pezzi di carta non arrivano siamo pronti a fare la fame.

Mentre il banchiere ha il POTERE di decidere o non decidere di finanziarci (e indebitarci) con la semplice stampa dal nulla di carta colorata.

Questa è SOVRANITA'? No questa è MENDICANZA. Prima ce ne accorgeremo e meglio sarà per tutti.

Per approfondire:
Il ponte di Guernsey
SOVRANITA' MONETARIA POPOLARE...GUERNSEY DIMOSTRA LA BONTA' DELLA SUA REALIZZAZIONE