Visualizzazione post con etichetta multinazionali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta multinazionali. Mostra tutti i post

sabato 17 novembre 2007

Acido ascorbico

Comunemente nota come Vitamina C, l'acido ascorbico è una sostanza veramente importante per la nostra salute. Lo hanno sostenuto da sempre vari ricercatori, tra cui il famoso Linus Pauling, Premio Nobel per la Chimica nel 1954, e per la Pace nel 1962.
Nel libro di Pauling "Come vivere più a lungo e sentirsi meglio" è descritta così questa sostanza:

L'acido ascorbico è una polvere bianca cristallina che si scioglie rapidamente nell'acqua. La sua soluzione ha un "sapore acido che ricorda quello del succo d'arancia. È un acido debole, un poco più forte dell'acido acetico che si trova nell'aceto, ma più debole dell'acido citrico (presente nei limoni e nei pompelmi), dell'acido lattico (presente nel latte acido e nei crauti) e dell'acido tartarico (presente nell'uva). Nei fluidi del corpo, che di solito non sono né acidi né basici, l'acido ascorbico si dissocia completamente in uno ione di ascorbato e in uno di idrogeno.
[...]
La vitamina C può anche essere assunta sotto forma di sali dell’acido ascorbico, in particolare come ascorbato di sodio e ascorbato di calcio. Queste molecole si sciolgono nei fluidi del corpo per produrre ioni ascorbati, che hanno le stesse proprietà e la stessa azione fisiologica dello ione ascorbato che proviene dall'acido ascorbico. La vitamina C può essere assunta per via orale in soluzione o in compresse, come acido ascorbico o come ascorbato di sodio o di calcio. Tuttavia, solo gli ultimi due, che sono sali, possono essere iniettati per via endovenosa, poiché diversamente la soluzione acida danneggerebbe le vene o i tessuti.



Sugli effetti benefici di tale vitamina vi rimando qui.

Sono rimasto sconcertato quando ho visto i prezzi di questa vitamina in farmacia. [http://www.guidausofarmaci.it/pag1699.htm]

Quelli che non necessitano di prescrizione medica hanno un prezzo medio di circa 400 €uro al kilogrammo!

Acido ascorbico in farmacia (senza prescrizione medica):

Duo C (Geymonat) 196 €/kg

Univit (Unifarm) 270 €/kg
Acido Ascorbico (Lachifarma) 294 €/kg
Acido Ascorbico (Sella) 330 €/kg
Additiva Vitamin C (Scheffler) 349 €/kg
Ctard (Wyeth Consumer H.) 430 €/kg
Redoxon (Bayer) 433 €/kg
Cimille (QualiFarma) 440 €/kg
Dynaphos C (Sofar) 444 €/kg
Cebion (Bracco) 460 €/kg
Agruvit (Sanofi-Aventis) 550 €/kg
Vitamina C Vita (Sanofi-Aventis) 650 €/kg

Prezzi stratosferici rispetto a quelli proposti da una società, Argania srl che è di circa 20 €uro al kilogrammo.

C'è qualcuno che potrebbe spiegarmi la differenza di prezzo tra la farmacia e quella società? Io non riesco a capirla.

Se non volete andare in farmacia a comprare l'acido ascorbico scaricatevi il modulo di Argania e inviatelo.

Scaricare modulo e inviare compilato
DOC: http://www.arganiascorbile.it/modulocalcolo.doc
PDF: http://www.arganiascorbile.it/modulo.pdf



Link
Libro sulle Vitamina dell'ARPC
Intervista "virtuale" a Linus Pauling
Linus Pauling Istitute

venerdì 9 novembre 2007

KANKROPOLI - La mafia del cancro

di Alberto R. Mondini
www.aerrepici.org

Medicina, soldi e potere

Non vogliamo riproporre certamente in questa sede tutto l'insieme di false speranze, propalate in ogni occasione possibile e su ogni mezzo di comunicazione disponibile ad un'opinione pubblica per lo più ignara, almeno fino a qualche anno fa, ora meno sprovveduta e pronta a chiedere spiegazioni dettagliate e notizie precise. Ma, per poter comprendere la seconda parte del dossier, oltre che per dovere di cronaca e di informazione, occorre dare testimonianza ricordando almeno le principali perle diffuse in questi anni di intensa e dispendiosa ricerca!

Mi si permetta di aprire questa parte con due articoli per certi versi complementari, anche se tanto diversi fra loro. Anzitutto il primo, davvero curioso se calato nel generale tono di consenso che circonda gli eminenti baroni di qualsivoglia settore della medicina. Il riferimento è alla contro denuncia del dottor Umberto Marini, responsabile nazionale della CIMO, uno dei maggiori sindacati dei medici ospedalieri, in replica alla prima denuncia ad opera di Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Negri di Milano (L'Indipendente, 21-22 aprile 1996, p. 7, "Questa medicina senza scuola" di Ippolito Negri). Marini attacca andando a briglia sciolta. Non c'è nulla di cui meravigliarsi se i nuovi medici si danno alla medicina alternativa, in quanto questo settore rappresenta, a sentire Marini, ancora un mercato aperto a possibilità di lavoro. E aggiunge: "L'importante è che non ciuccino risorse comuni, che non sottraggano risorse importanti ad un sistema che già fa acqua, come hanno fatto certi ricercatori che non hanno trovato mai nulla". E' fin troppo palese l'attacco ad un personaggio come Garattini. "Certo - dice Marini - non mi risulta che abbia mai trovato una molecola. Ha fatto tanti studi e tante chiacchiere, succhiando risorse colossali alle industrie e al sistema pubblico. Ha contribuito alla crisi dell'industria farmaceutica con il risultato che oggi il sistema sanitario risparmia 3-4 mila miliardi sui farmaci, ma lo Stato ne spende di più per i disoccupati e i cassintegrati dell'industria farmaceutica. Senza contare che la ricerca italiana è completamente bloccata, e il danno sarà valutabile tra dieci anni". Marini prosegue nel suo attacco al boss sanitario: "Le uniche aziende che non si sono prese cura di quel che diceva Garattini sono le multinazionali: non vendono più in Italia, vendono all'estero, per loro non è un problema. così andiamo a cercare i farmaci in Svizzera e in Francia. Le multinazionali continuano a fare anche i congressi a cui portano anche i medici italiani, solo che li fanno all'estero, in Canada, in Sud America. Ma il problema vero è che non abbiamo più una ricerca italiana".

Il secondo invece è tratto dall'organo ufficiale dell'Ordine dei Medici di Torino ed è firmato sia dal presidente dello stesso Ordine, Michele Olivetti, sia dal preside della facoltà di medicina, Francesco Di Carlo. In esso si legge quanto segue: "La medicina moderna è andata progressivamente costituendosi negli ultimi tre secoli come una scienza naturale, tanto da rappresentare oggi "scienza sperimentale" nel senso più compiuto del termine. Pertanto appare oggi del tutto inaccettabile l'attuazione di qualsiasi pratica terapeutica che non trovi i propri presupposti nelle conoscenze biomediche più saldamente acquisite e che non abbia avuto il supporto di una sufficiente sperimentazione biologica e clinica. Attualmente le pratiche comunemente ed impropriamente indicate come medicina alternativa e/o complementare, si presentano avulse dal corpo delle conoscenze biomediche scientifiche universalmente accettate. (...) In ogni caso a tutela del superiore interesse della salute pubblica, si ricorda come sia grave responsabilità il sottrarre i pazienti a terapie di efficacia scientificamente dimostrata e consolidata dall'uso per sottoporli alla adozione di pratiche alternative". (Torinomedica, luglio-agosto 1996).

E' davvero interessante questo confronto fra il libero sfogo di un medico, stanco di forme di potere prevaricatore della libertà di ogni individuo, e d'altro canto la "libera" imposizione di un'unica scelta terapeutica stabilita dalla medicina cosiddetta ufficiale, perché ci introduce in quel clima di lunghi coltelli che caratterizza il mondo della medicina e della ricerca in particolare, che elimina dal panorama, e nemmeno troppo metaforicamente, tutto quanto ostacola la ragione primaria della ricerca stessa: trovare e raccogliere soldi, non certo la salute del cittadino. Se così non fosse, non si giustificherebbero nemmeno le massicce campagne per la raccolta di fondi poi dirottati, come abbiamo visto prima, ad altre destinazioni e che solo in minima quantità servono a far camminare la ricerca.

Viene da chiedersi perché tutta questa disponibilità si abbia in maniera così sovrabbondate per le terapie più costose, mentre quelle più economiche vengano boicottate, i ricercatori denigrati, osteggiati, allontanati e spaventati con ogni mezzo; per non dire poi dei pazienti che vengono per lo più ricattati dagli ambulatori o dai reparti ospedalieri con il timore che, qualora dichiarino di adottare terapie alternative, rischino di trovarsi sbattuti in mezzo alla strada, dimostrando come sia labile la memoria dei medici in merito al famoso giuramento di Ippocrate che impone la cura gratuita a chiunque ne faccia richiesta o dimostri di averne bisogno. Ah già, ce ne stavamo quasi dimenticando: Ippocrate era (per forza di cose visto che la sintesi chimica non era ancora nata) un medico alternativo e, anche se è il vero padre fondatore della medicina, è meglio passare sotto silenzio quello che ha insegnato e che - guarda caso! - vale ancora oggi per la medicina naturale!


Alberto R. Mondini
KANKROPOLI
La mafia del cancro

Il libro è liberamente scaricabile:
http://www.aerrepici.org/Kpdf.zip [ pdf ]
http://www.aerrepici.org/Kankropoli.zip [ html ]

da www.aerrepici.org

Copertina
Prefazione
Introduzione
La ricerca ufficiale
Dove finiscono le vostre offerte
Medicina, soldi e potere
Le statistiche truccate
Prima conclusione
La ricerca ostacolata: scoperte e persecuzioni
Il caso Alessiani
Il caso Görgün
Il caso "Albert"
Il caso Di Bella
Il caso Zora
Il caso Bonifacio
Il caso Essiac
Il caso Hamer
Il caso Pantellini
Il caso Breuss - Il naturismo - L'aloe
Il caso Proper-Myl
Il caso Vincent
Conclusioni finali
Appendice e Nota alla 1° edizione


domenica 21 ottobre 2007

Verità e Nichilismo

di Antonella Randazzo dal sito www.disinformazione.it
Autrice del libro: "DITTATURE: LA STORIA OCCULTA"

Quello che state leggendo non è uno dei miei soliti articoli, che in genere trattano un tema basandosi su una serie di prove, documenti o testimonianze. Questo è un articolo che ho deciso di scrivere in seguito a numerose e-mail di lettori, che mi dicevano di essere d'accordo con quello che scrivo ma di sentirsi demoralizzati e in preda al pessimismo circa quello che sarà il futuro dell'Italia o del mondo. Dato che secondo me tale pessimismo parte da premesse errate, ho ritenuto importante scrivere un articolo che argomentasse quello che a mio avviso potrebbe essere il giusto modo di rapportarsi alla realtà una volta che si è raggiunta una più elevata consapevolezza.

Questo articolo, dunque, non può avere il rigore degli altri, perché dovrò, per forza di cose, esprimere idee che nascono dalla mia esperienza, e che dunque potrebbero essere relative. Tuttavia, ritengo sia molto importante anche scambiarsi idee ed esperienze su come vivere una condizione che probabilmente non si è mai presentata prima nel panorama storico di questo pianeta. Mi sto riferendo allo stato di coscienza che sempre più persone raggiungono quando si accorgono di essere frodate dalle banche e da istituti economici detti "corporation", quando apprendono che dietro il sistema di potere basato su questi istituti ci sono sempre le stesse persone, poche centinaia, che decidono la vita o la morte di tutti noi; o nel momento in cui capiscono che le guerre possono essere evitate perché sono organizzate e volute dallo stesso gruppo di persone suddetto; o che le autorità locali sono a servizio sempre di quelle stesse persone, e che i mass media prendono per i fondelli, descrivendo una realtà di "democrazia" che non esiste affatto.

Il gruppo di persone smascherate, ovviamente, non avrebbe voluto che si sapessero queste cose e che venissero diffuse, ma grazie anche alla rete Internet ciò è avvenuto. Ora, in seguito a questo, cosa credete che l'élite dominante vorrebbe che avvenisse? L'ideale per loro sarebbe che ogni persona che sa pensi di non poter far nulla. Che si rappresenti come debole, incapace di fronteggiare la situazione, e che magari soffra per aver saputo, dicendo fra sé e sé: "siamo troppo pochi", "la realtà non potrà cambiare", "siamo costretti a subire", ecc.

In altre parole, ciò che giunge ad attanagliare molte persone che hanno raggiunto un alto livello di consapevolezza è una sorta di "nichilismo", ovvero quella sensazione di sfiducia che fa sentire, talvolta, anche una certa disperazione.

Il punto è: è proprio vero che non possiamo fare nulla? E se ciò fosse vero, allora non serve proprio a nulla acquisire un certo grado di consapevolezza? Sarebbe meglio rimanere nell'illusione che oggi esiste la "democrazia", che le autorità sono a servizio dei cittadini, e tutte le altre baggianate varie? Naturalmente, credo che non sia affatto così, credo che chi cede all'autocommiserazione stia seguendo, per così dire, la via di minore resistenza. Anzi, a ben vedere, ritengo proprio che scegliere la filosofia nichilista sia il metodo più confortevole per non affrontare gli aspetti sgradevoli della realtà. Quegli aspetti che hanno prodotto un certo turbamento, e da cui è derivata l'esigenza di assestare anche la propria interiorità per porla in linea con la maggiore consapevolezza raggiunta.

E' vero che la stragrande maggioranza di persone vive ancora senza una grande consapevolezza, non avendo idea di cosa stia facendo e del perché lo sta facendo, ma prima o poi tutti incapperanno in qualcosa che li risveglierà, magari in modo brusco. Esistono anche persone insoddisfatte, che si accorgono come in vari modi il sistema li frustra, e iniziano ad aggregarsi ai gruppi di denuncia (es: Beppe Grillo, ecc.) ottenendo una sorta di "gratificazione passiva". Cioè scaricano in una certa misura l'insoddisfazione ma poi concretamente fanno poco o pensano di poter cambiare il mondo senza cambiare se stessi.

E' certamente utile scambiarsi conoscenze e esperienze, ascoltare chi dice la verità, oppure leggere libri che possano permettere di acquisire maggiore conoscenza, ma oltre a capire il messaggio si deve scegliere di metterlo in pratica, e questa è la parte più difficile. Capire dovrebbe stimolare ad acquisire anche maggiori capacità operative. Pensare che ci si debba accontentare dell'effetto catartico che si ha attraverso l'ascolto delle denunce da parte di alcune personalità (come Grillo, Travaglio, Chiesa, ecc.) è errato. Lo si capisce non appena, poco tempo dopo, ritornano il senso di impotenza e la disperazione.

Formati all'interno di una società di massa, che scoraggia il libero pensiero e sostiene il gregarismo, alcuni credono sia importante cambiare gregge; per così dire, passare dal gregge ufficiale a quello "alternativo". Ma non è così che funziona: cambiato capo, il gregarismo rimane, e continua ad impedire una vera crescita interiore, nonostante le conoscenze possano accrescersi.

Molte persone (specie giovani) non hanno alcuna progettualità nell'esistenza, né un piano di crescita, né la necessaria autodisciplina per ottenere risultati concreti, e si rendono dipendenti dalla realtà sociale o esterna, credendo di poter risolvere i problemi con un'intelligenza estranea alla propria. Si tratta spesso di persone ricche dentro, ma che utilizzano palliativi per continuare a fuggire da se stessi. Mi da' un senso di desolazione vedere che il sistema criminale che ci domina riesce a sfornare soggetti che si possono riassumere in tre categorie: quelli che si sottomettono e si identificano col sistema, quelli che riconoscono la frode ma si reputano troppo deboli per reagire, e quelli che capiscono bene, cercano di reagire ma non sono in grado di contrastare le proprie tendenze autodistruttive potenziate dal sistema (ad esempio, quelli che pur avendo grandi potenzialità di avversare il sistema, si danno all'alcool, al disordine esistenziale, ecc.).

A quest'ultimo caso appartengono coloro che credono che non sia necessario mettere in discussione se stessi per ottenere quel cambiamento di cui si diceva sopra, quello che dovrebbe permettere di elevare la propria esistenza al livello della consapevolezza raggiunta. Non si sta parlando di religione o di qualche ideologia trascendentale, ma del detto socratico "conosci te stesso", che riassume il potere che ogni individuo può avere sulla realtà: infatti, se non si è in grado di conoscere se stessi e di indirizzare la propria crescita è ovvio che si è impotenti anche verso la realtà esterna. Ora, la questione si fa difficile, perché se ogni individuo è unico, allora per ognuno c'è un percorso unico, che soltanto la persona stessa può trovare. Nessun altro può indicare tale strada, neppure il migliore imbonitore. Ciò vuol dire che ogni persona dovrebbe impegnarsi, così come tutti i giorni mangia, si lava o lavora, anche ad osservare se stessa per ricavare notizie su chi è, cosa vuole realizzare o di cosa si vorrebbe sbarazzare.

Sembrerebbe un impegno insostenibile, ma l'alternativa è continuare ad appartenere al gregge, che è quello che l'élite dominante auspica caldamente, dato che spende miliardi di dollari per realizzare questo scopo. Insomma, non ci sono ricette precostituite, ma soltanto un impegno con se stessi, onesto, sincero e leale, per guardarsi in faccia e vedersi come si è realmente, fuori dall'idealizzazione che ci costruiamo. Ossia diventare capaci di vedersi con difetti atroci, che ci sembrano inaccettabili, quelli che temiamo ci facciano sprofondare senza pietà, e la cui consapevolezza, invece, può produrre effetti (nella nostra vita e all'esterno). Nel film La Storia infinita c'è una scena in cui uno dei protagonisti deve superare la prova più difficile: guardarsi in uno specchio che riflette la sua vera realtà.

Forse per molti di noi è una prova che ancora non è stata superata, eppure rappresenta l'unico modo per comprendere che la realtà esterna è la proiezione di ciò che l'insieme di noi produce: se siamo gregari deve per forza corrisponderci una realtà in cui c'è il gruppo a cui noi, col nostro gregarismo, abbiano inconsciamente delegato il potere, e rimanendo gregari (anche se "alternativi") continuiamo a farlo. Viceversa, se riusciamo a percepire che anche dentro di noi c'è una parte malvagia o che deforma la verità perché ritiene più comodo rimanere com'è, allora iniziamo a sentirci meno impotenti verso la realtà, poiché ogni seppur piccolo cambiamento produce inevitabilmente anche cambiamenti nella realtà esterna. Siamo parte del mondo, se cambiamo noi anche il mondo cambia. Ovviamente, tutto è rapportato al grado di cambiamento e all'impegno che abbiamo verso il mondo esterno. Per fare qualche esempio, se anche soltanto il 30/40% dei cittadini italiani cessa di essere gregario e sceglie di coniare un propria moneta per liberarsi dalla schiavitù delle banche cosa credete possa succedere? Potrebbero condannarli tutti come fecero con Giacinto Auriti? Non credo. Quindi non è poi vero che siamo impotenti, anche se è vero che occorre estendere sempre più la consapevolezza, che grazie all'autoconoscenza può dare la necessaria fiducia a cambiare le cose.

Qualcuno potrebbe ancora obiettare che attualmente siamo troppo pochi per poter incidere sulla realtà. E' vero, ma all'inizio qualsiasi evento è sempre pionieristico, il punto è che se i pionieri, che dovrebbero estendere il fenomeno, si percepiscono deboli e impotenti allora incideranno ben poco sulla realtà attuale e futura. Se, viceversa, si acquista fiducia e si costruisce la propria esistenza non sul gregarismo ma sull'autoconsapevolezza e sul libero pensiero, allora l'efficacia emergerà nel tempo, sia nella propria vita che in quella degli altri. Ciò che conta, lo ripeto, è guardarsi dentro e chiedersi chi veramente siamo, cosa vogliamo realizzare e se vogliamo continuare a soccombere all'interno di un sistema che ci vuole sfiduciati, gregari e demoralizzati. E, possibilmente, anche impauriti e deboli, affinché quelle poche persone che non sono affatto così ci prendano in giro e facciano di noi ciò che vogliono. Vogliamo continuare a permettere che avvenga questo? La mia scelta potete inferirla. La vostra spero dipenda da un'approfondita conoscenza di voi stessi e non dai condizionamenti che subiamo tutti i giorni.

Ad ogni modo, nessuno è impotente e debole, se non vuole esserlo. Il nostro compito attuale potrebbe essere (oltre a quello di impegnarci a conoscere noi stessi in profondità e ad affrontare gli attacchi di sfiducia) quello di parlare del signoraggio, del sistema di dominio o di altri argomenti che conferiscono consapevolezza, senza svilirli con polemiche, aggressività o litigi, come fanno quelli che vorrebbero intralciare ogni cambiamento. Oppure ci si può rifiutare di acquistare i prodotti delle corporation che commettono crimini, o si possono divulgare i molteplici inganni dei politici, senza pretendere che da un giorno all'altro tutti capiscano e reagiscano. Qualcuno ha detto che è dalle piccole cose che possono derivare le grandi cose, e se si ha la necessaria fiducia e pazienza credo che ciò possa rappresentare la verità del mondo futuro. Tutto è in continuo movimento, perché la vita stessa si caratterizza come percorso mai uguale a se stesso, e dunque col tempo ciò che è oggi non sarà più. Forse i tempi sono difficili, o forse lo sono meno di quelli passati, dato che abbiamo maggiori possibilità di comunicare e dunque di conoscere e capire.

Saluto con affetto le persone che mi leggono, e spero sia facile per tutti noi ricordare sempre che ciò che si realizza può essere soltanto ciò che si ritiene possibile realizzare.

sabato 6 ottobre 2007

Fusione Fredda
Trasmutazioni nucleari a bassa energia

Sono passati ormai molti anni dal lontano 1989, anno in cui fu diffusa la scoperta della fusione fredda, ma la maggioranza della comunità scientifica, senza parlare della gente comune, continuano a considerarla una bufala. Tutto questo grazie sopratutto alla disinformazione architettata dalle multinazionali, ma anche alla fretta degli scienziati che pubblicarono la scoperta, Martin Fleischmann e il collega americano Stanley Pons, che dal grande entusiasmo non si resero conto della sua scarsa riproducibilità, incrementando la delusione di quegli scienziati che provarono a riprodurre il famoso esperimento.

La prova definitiva della sua esistenza avvenne nel 2002, nel silenzio di tomba dei mass-media, ma anche di gran parte della comunità scientifica, con il "famoso" e importante rapporto 41 dell'ENEA.

Il rapporto è stato prodotto da un gruppo di ricercatori, fra cui Emilio Del Giudice, Antonella De Ninno e Antonio Frattolillo, e dimostra la natura nucleare della fusione fredda, con l'osservazione sperimentale della produzione di elio-4 in una cella dove prima era assente.
Oltre all'elio sono state osservate altre tracce di altri materiali.
Ma non è solo un risultato italiano, in tutto il mondo vari ricercatori hanno riprodotto trasmutazioni nucleari a bassa energia, anche con diversi metodi e approcci.

Ricordo che la produzione atomica richiede uno reazione nucleare con un rilascio di elevata energia, che con gli esperimenti è risultata essere superiore all'energia immessa.
Questa scoperta, se fosse finanziata come si dovrebbe, potrebbe rivoluzionare la nostra vita e la nostra economia, con la produzione di energia a basso costo e praticamente infinita.


Se volete informarvi: (dal sito www.progettomeg.it)
-->Storia
-->Documenti

FORUM sulle energie rinnovabili:
-->energierinnovabili.forumcommunity.net