venerdì 4 dicembre 2009

Guernsey e la sovranità monetaria

Se avete sentito parlare dell'isola di Guernsey dovreste sapere già che l'esperimento economico intrapreso dal suo governo dal 1816 al 1836 rappresenta un piccolo ma importante esempio di Sovranità Monetaria.
Posto un articolo interessante (segnalatemi eventuali errori/orrori di traduzione), l'originale è qui:
http://www.alor.org/Library/The%20Guernsey%20Market%20House%20Scheme%20.htm

The
Guernsey Market House Scheme
THE FIG TREE," Quarterly edited by C. H. Douglas (No. 10, September, 1938, pp.190-3):

By D. M. SHERWOOD


L'esperimento finanziario conosciuto come sistema Market House di Guernsey è stato avviato più di 100 anni fa e, anche se di modeste proporzioni, in quanto fu limitato a una piccola isola di 25 chilometri quadrati, conteneva così tanti principi fondamentali che tutti noi dovremmo conoscerlo.

All'inizio del XIX secolo, a causa delle guerre napoleoniche, il commercio di Guernsey era praticamente estinto e la gente era in preda alla disperazione. La disoccupazione era diffusa, le difese dal mare erano state abbattute, non vi erano praticamente strade, gli edifici pubblici erano in rovina e, soprattutto, c'era il bisogno urgente di una nuova piazza del mercato, in cui gli isolani avrebbero potuto scambiare i loro prodotti.

Non è stato possibile per il Governo finanziare tali miglioramenti necessari per mezzo delle entrate, in quanto ammontavano a sole 3.000
£ ogni anno, le quali erano state tutte richieste per le spese ordinarie e le spese per interessi sul debito dell'isola di 19.000£. Né era possibile ottenere in prestito il finanziamento necessario; infatti il Governo chiese il prestito, ma lo stato delle attività dell'isola era così pessimo che l'unico aspirante finanziatore propose un tasso proibitivo del 17 per cento all'anno.

"La necessità è la madre dell'invenzione", e in questo caso l'idea avanzata che lo Stato avrebbe dovuto emettere una propria moneta guadagnò pian piano terreno. Si sostenne che, poiché sia la manodopera che le materie prime erano entrambi disponibili, era assurdo che i miglioramenti non potessero essere eseguiti per la mancanza di denaro, e quando le condizioni peggiorarono ulteriormente, questo piano servì per fornire l'unica possibile soluzione. Finalmente, dopo diverse battute d'arresto e una notevole opposizione, i sostenitori della moneta di Stato un giorno prevalsero e, nel 1816, 4.000 note da
1£ ciascuna furono stampate dal governo e versate per le riparazioni più urgenti.

Con il successo di questa emissione il principio si stabilì e nel corso dei sucessivi 20 anni il governo autorizzò note nella misura di 80.000
£, che furono utilizzate per la costruzione della piazza del nuovo mercato, per le scuole in ogni comune, per le strade di tutta l'isola, per il St. Cottage di Elisabetta, ecc. Queste note di governo venivano ritirate, come la situazione economica dell'isola giustificava, da entrate derivanti dalla riscossione dei canoni di mercato, dazi doganali, ecc, e nel 1836, quando l'operazione terminò, ci fu un saldo di 55.000£ di note di Governo.

Opposizione
E' triste dover riferire che, nonostante il suo eminente successo questo esperimento fu volontariamente interrotto. Anche se, dopo la prima emissione di note, vi era stata una debole attività di opposizione interna a Guernsey, ci furono due organismi esterni violentemente contrari ad essa. In primo luogo, gli abitanti della vicina isola di Jersey divennero così gelosi della prosperità di Guernsey che, nel 1819, ottennero
dal Westminster un ordine del Consiglio della Corona con l'effetto che il Governo di Guernsey non avrebbe potuto in alcun anno superare l'ammontare del proprio reddito senza il regio consenso. Il Governo di Guernsey, tuttavia, non ne prese atto e continuò l'emissione delle proprie note quando e come richiesto.*

[* Sarebbe interessante sapere dall'avviso di chi Jersey fu indotta ad appellarsi al
Consiglio della Corona.]

Pochi anni dopo, tuttavia, l'opposizione venne da un altro quartiere, la comunità bancaria in Inghilterra. Sebbene non vi era stata nessuna banca in Guernsey dal 1810, c'è ragione di credere che i banchieri inglesi diventavano sempre più apprensivi man mano che il successo della moneta statale di
Guernsey diventava popolare.

L'intervento delle Banche

Fu nel 1827 che venne fondata la prima banca nel l'isola e iniziò l'emissione di banconote, che circolarono fianco a fianco con quelle dello Stato. Due anni più tardi gli amministratori di questa banca denunciarono alla Westminster che il governo, mediante l'emissione delle note statali, aveva oltrepassato le sue competenze, come definite dal Consiglio della Corona una decina di anni prima. Il
Consiglio della Corona scrisse al Governo di Guernsey per una spiegazione, e fu inviata una tale logica e determinata risposta, che a quel tempo non furono intrapresi ulteriori provvedimenti.

Nel 1835 una seconda banca aprì i battenti e fece stampare ed emettere banconote in una misura tale da produrre inflazione, e dal 1836 nell'isola ci fu qualcosa di simile al panico. Il Parlamento di Guernsey si riunì in fretta e nominò un comitato per discutere, con i banchieri, i passi necessari per controllare la situazione. I membri di questa commissione non erano tutti pienamente in sintonia con l'emissione delle note di Governo, e i banchieri vinsero, e venne raggiunto un accordo in base al quale il Governo avrebbe convertito 15.000
£ di loro note in un prestito bancario al 3 per cento di interesse, e sarebbe cessata ulteriore emissione di banconote da parte del Governo, mentre, d'altra parte, nessun limite era stato posto sull'emissione delle banconote delle banche.

Questa fu la fine di quello che era comunemente conosciuto come il sistema Market House, il saldo delle note di Governo originali, pari a 40.000
£, rimane ancora oggi in sospeso. Anche se dal 1914 il governo di Guernsey ha nuovamente emesso le sue banconote, queste sono ora sempre coperte da depositi di Governo con le banche, e come la valuta di Guernsey è oggi collegata con la sterlina, queste note sono rilasciate o ritirate, in conformità con i principi ortodossi.

Nel considerare l'esperimento del Market House i seguenti punti dovrebbero essere ricordati.

La finanza ortodossa non poté far nulla per sollevare la gente fuori dalla depressione causata dalle guerre napoleoniche. Il governo non poté ottenere i fondi necessari, né con la tassazione né chiedendoli a prestito, e a condizione che lavoro e materiali erano disponibili, come lo furono, non c'era nulla ad impedire al governo di emettere il proprio denaro. Questo lo fece, con la conseguenza che l'aspetto dell'isola cambiò dal giorno alla notte. Dal suo stato di arretratezza e depressione l'isola divenne, nel giro di 20 anni, famosa per il suo benessere.

Inoltre, mediante l'emissione di moneta di Stato, questa trasformazione si effettuò senza aumentare il debito nazionale dell'isola e senza incorrere in spese per interessi. Infatti, se fosse stato pagato
l'interesse per le somme di capitale per questi miglioramenti, essi non si sarebbero potuti effettuare.

E' interessante notare che fino al 1914 il governo di Guernsey raccolse in tasse più di 35.000
£ per pagare gli interessi sui 15.000£ di note di Stato che furono convertiti in prestito bancario per l'accordo del 1836.

Lo spauracchio del INFLAZIONE
Gli oppositori della emissione di denaro di Stato di solito fanno affidamento all'invocazione dello spauracchio dell'inflazione. Va ricordato che l'inflazione dipende dalla quantità di denaro emesso in relazione ai prodotti in vendita, e non dipende da chi emette il denaro. Nel caso di Guernsey, quando lo Stato emise denaro la prima volta, se vi fosse stata inflazione ci sarebbe stato o una carenza di materie prime, oppure un aumento dei prezzi, e non vi è alcuna traccia di uno di questi fino al 1836. Fino a tale anno il governo ha gradualmente e costantemente aumentato l'emissione di biglietti, ed è ragionevole supporre che all'aumento netto di moneta corrispondeva approssimativamente un aumento della produttività dell'isola. In quell'anno, però, le banche provocarono intenzionalmente l'inflazione, inondando l'isola con le proprie banconote, con la conseguenza inevitabile che, poiché non vi era alcun corrispondente aumento delle merci in vendita, i prezzi cominciarono ad aumentare e ne seguì il panico.

Confrontiamo le condizioni di Guernsey e il sui bisogni di un secolo fa, con la condizione e i bisogni d'Inghilterra di oggi. Quando sentiamo argomentazioni contro la liquidazione delle baraccopoli, contro la costruzione di nuove scuole o ospedali o fornire strade migliori [o ricostruire
L’Aquila n.d.T], o addirittura contro la donazione a tutti di un reddito sufficiente per mantenersi decentemente, sulla base del fatto che non abbiamo i soldi, se ricordiamo l'esperimento di Guernsey, ci rendiamo conto di come siano speciose tali argomentazioni.


******

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Notare la dicitura "The Guernsey Banking Company". Le private banche che cominciarono ad inondare l'isola con queste banconote non avano il problema farsi passare per governative come fanno oggi BCE, FED et similia.


Considerazioni finali:

Se esistono braccia per lavorare e materiale per costruire, affermare che una determinata opera (socialmente necessaria) non possa venir costruita per mancanza di denaro è una idiozia bella e buona, sia per buon senso che per la dimostrazione di cui sopra.

L'attuale sistema vuole che il politico abbia solo due unici poteri economici praticamente inutili di per sé: il primo è quello di tassare, il secondo è quello di emettere titoli di debito, quindi aspettare che un qualche privato FINANZI IL NOSTRO LAVORO o\e i NOSTRI PROGETTI, aspettare come fanno gli accattoni, con la mano aperta per la strada..

E se quei pezzi di carta non arrivano siamo pronti a fare la fame.

Mentre il banchiere ha il POTERE di decidere o non decidere di finanziarci (e indebitarci) con la semplice stampa dal nulla di carta colorata.

Questa è SOVRANITA'? No questa è MENDICANZA. Prima ce ne accorgeremo e meglio sarà per tutti.

Per approfondire:
Il ponte di Guernsey
SOVRANITA' MONETARIA POPOLARE...GUERNSEY DIMOSTRA LA BONTA' DELLA SUA REALIZZAZIONE


4 commenti:

  1. Ho trovato finalmente come esprimere il punto della questione sulla sovranità monetaria.

    Se io o tu usiamo come moneta un semplice credito giratoci dalla banca di emissione (che in questa economia è un debito altrui) ciò significa che non potremmo mai diventare più ricchi di detta banca, facendo così finire il libero mercato.

    Se io o tu abbiamo bisogno di una quantità di soldi dobbiamo ad esempio emettere una cambiale con interessi passivi.
    Se una banca commerciale ha bisogno di soldi può prestarne sulla base del fatto di avere altri da parte, ricavando così interessi dal nulla.

    Questo è il punto della questione.

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  2. "Ho trovato finalmente come esprimere il punto della questione sulla sovranità monetaria."

    Ne sono felice.
    Un po' meno per le cose scritte sotto, ma ognuno è libero di farsi l'opinione che desidera.

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  3. "addirittura contro la donazione a tutti di un reddito sufficiente per mantenersi decentemente"

    Il problema però è che se a qualcuno viene donato "reddito sufficiente per mantenersi decentemente" non ha più bisogno di lavorare, perché appunto si mantiene decentemente senza.
    A quel punto il problema non diventa dare a tutti della moneta, ma cosa ci fai con la moneta in questione visto che nessuno produce i beni che vorresti comprarci.

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  4. Caro Dmonax
    grazie per la preziosa opera di traduzione.

    PS :
    ma non era meglio Li-monax? ;-)

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