venerdì 22 maggio 2009

Carlucci e Facebook: vincitori del Big Brother Awards

Fonte: www.zeusnews.com

Assegnati i premi negativi del Big Brother Awards: l'onorevole Carlucci e Facebook si aggiudicano la maggior parte delle "statuette". Sabato a Firenze la cerimonia, nell'ambito del convegno e-Privacy.

E' da oggi pubblico il lavoro dei giurati del Big Brother Awards Italia 2009, che hanno vagliato le nomination inviate dagli italiani. Quest'anno i vincitori sono stati annunciati in anteprima. La cerimonia di consegna dei premi si terra' a Firenze sabato 23 maggio alle ore 11:30, nell'ambito del convegno e-privacy 2009.

I premi Big Brother Awards assegnati sono sei, e "premiano" diverse minacce alla privacy: Peggior ente pubblico, Peggiore azienda privata, Tecnologia più invasiva, "Bocca a stivale", "Minaccia da una vita" e "Lamento del Popolo". Oltre ai premi "negativi" viene assegnato anche il premio positivo di Winston Smith - Eroe della privacy.

I Big Brother Awards vengono assegnati tramite nomination pubbliche, successivamente selezionate e votate da una giuria. Per un mese chiunque, anche in forma anonima, ha potuto nominare persone o enti per uno dei Premi. Le nomination sono state poi valutate da una giuria che ha votato quelle ritenute piu' motivate e significative

Il premio "Lamento del Popolo" quest'anno è stato assegnato al notissimo gestore di rete sociale Facebook, che vince con distacco sul secondo classificato, con ben 12 nomination su 40. Quest'anno il Popolo della Rete e' stato molto chiaro nell'indicare il vincitore, visto che i due nominati piu' popolari hanno ricevuto da soli oltre il 50% di tutte le nomination.

Facebook vince anche il premio "Tecnologia piu' invasiva". Gli organizzatori spiegano: "Facebook non rappresenta una tecnologia realmente innovativa, utilizzando nella maggior parte dei casi tecnologie standard gia' disponibili. Quello che lo rende unico e' il particolare mix che, come nella pozione del dottor Jekyll, induce e fa il possibile per amplificare il bisogno compulsivo di riversare i propri dati personali in Rete. [Facebook] fa questo ben protetta da una policy che, per quanto molto discussa e parzialmente ritrattata in Rete, permette qualsiasi tipo di utilizzo di tutti i dati, testuali, immagini relazioni e navigazione che vi vengano riversati".

"Il successo dell'azienda e' anche una misura della sua "pericolosità" in termini di profilazione e controllo dei suoi utenti. Il fatto di memorizzare ed elaborare non semplici ricerche o messaggi di posta, come Google, ma direttamente reti di relazioni, cioe' la parte piu' intima dei dati personali, la rende potenzialmente ben piu' pericolosa".

Anche il premio "Peggiore azienda privata" è andato a Facebook, che stabilisce un record senza precedenti negli annali del Big Brother Awards, sia italiano che internazionale, vincendo anche questo terzo premio con un punteggio che si potrebbe quasi definire "unanime".

Spiegano i ragazzi del Progetto Winston Smith: "Malgrado il "look and feel" trendy e informale di quest'azienda, il suo comportamento operativo nei confronti degli utenti viene considerato da molti deludente. Al recentissimo e ben noto caso di una policy di utilizzo che consente tutto a Facebook e praticamente nulla ai suoi utenti (come e' purtroppo "naturale" trattandosi di un servizio gratuito che deve ricavare le proprie entrate da altre attivita'), corrisponde una non soddisfacente attenzione ai problemi di chi ha il suo account violato da estranei o bloccato da facebook stessa per richieste di terzi".

"Al di la' del funzionamento della sua comunita' sociale, Facebook è, almeno nell'esperienza di chi l'ha votata in questo Premio, un'azienda sostanzialmente "opaca", difficile da contattare, e che pur vivendo dei suoi utenti, non rende pubblici piani di business e condivide ben poco delle sue operazioni interne e delle sue strategie presenti e future".

Il Premio "Minaccia da una vita" è andato a Gabriella Carlucci. La motivazione: "L'On. Carlucci e' stata in passato promotrice di alcuni DDL che tenevano in ben poca considerazione l'esistenza di onestuomini dotati di doppia cittadinanza, Italiana e della Rete, una Rete invece considerata frequentata in prevalenza da "pedoterrosatanisti" e da persone sprovvedute bisognose di tutela".

"Il suggello che le ha meritato questo premio e' stato il recente DDL 2195/2009, che in una versione preliminare diffusa in Rete possedeva il suggestivo titolo "Internet territorio della libertà dei diritti e dei doveri", ed ha ora quello certo meno appetibile di "Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l'istituzione di un apposito comitato presso l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni".

"Il DDL era stato inizialmente promosso come un rimedio per arginare l'illegalita' "imperante" su Internet e contrastare il fenomeno della pedofilia. Il documento, che non conteneva nessuna traccia del suddetto argomento, e' stato immediatamente analizzato dal Popolo della Rete, ed suoi tag interni lo rivelavano redatto da Davide Rossi, presidente di Univideo. La successiva serie di commenti, precisazioni ed esternazioni ha rafforzato in molti la convinzione che la "liberta' e i diritti" riportati nel titolo siano unicamente quelli dei detentori dei cosiddetti "Diritti di proprieta' intellettuale" ed i "doveri" siano solo quelli dei cittadini italiani e della Rete, da trasformare in omogenei e disciplinati "consumatori di bit"".

Gabriella Carlucci si è aggiudicata anche il Premio "Bocca a stivale" (due premi è un record senza precedenti per un singolo individuo). Il premio "Bocca a stivale" vuole premiare la frase piu' "terrificante" pronunciata sul tema della privacy e dei diritti civili in Rete. Tra le varie nomine giunte agli organizzatori, spicca questo commento che si riferisce a un noto fatto di cronaca:

"È arrivato il momento di combattere ed eliminare l'anonimato su Internet. Ancora una volta anonimi delinquenti usano Internet per diffamare, dileggiare, schedare, offendere, denunciare. Questa volta ad essere colpite sono state addirittura le forze dell'ordine, schedate e offese da un blogger anonimo. L'ennesimo inaccettabile caso di uso improprio della rete che dimostra quanto urgente e necessaria sia una normativa che impedisca ai farabutti di usare la rete per finalità eversive, coprendosi dietro il paravento dell'anonimato."

Tutto questo avviene con buona pace degli onesti cittadini italici, che - ricordano i ragazzi di Winston Smith - "da alcuni secoli (dai tempi di Pasquino) utilizzano il diritto all'anonimato, esercitabile anche imbucando una lettera senza mittente alle Poste, quando ritengano di averne bisogno, senza aver indotto crisi nelle Forze dell'Ordine o collassi istituzionali nei Governi, e senza che questo abbia impedito di perseguire e punire i farabutti"..

Il Premio "Peggiore ente pubblico" è andato al Ministero dell'Interno, per aver attuato iniziative per la schedatura dei bambini rom tramite rilevazione coatta delle impronte digitali. Attraverso l'approvazione del cosiddetto "Pacchetto Sicurezza" il ministero dell'Interno "otterrà probabilmente la possibilita' di censurare siti senza un precedente intevento della Magistratura, utilizzando la struttura tecnologica finanziata e realizzata per una pretesa azione di contrasto alla pedopornografia, e rispolverando e potenziando il mai dismesso reato di "apologia del...", vero utensile tuttofare della censura".

C'è anche un premio positivo, denominato "Winston Smith - eroe della Privacy": quest'anno è andato a Electronic Frontier Foundation, l'associazione statunitense che opera in difesa della privacy e dei diritti civili in Rete dal 1990.

Il premio normalmente dovrebbe andare a realtà italiane, ma quest'anno pare che nessuno abbia operato bene quanto l'EFF: "La sua opera sempre inappuntabile per preveggenza, dedizione, perseveranza e positiva reazione alle avversita', ha avuto effetti importanti in tutto il mondo, inclusa l'Italia. Il supporto che ha fornito a Tor e' stato tra le sue azioni piu' significative, ma la continua attenzione e reazione alle iniziative tese a censurare la Rete o alla repressione della liberta' di parola e' stata anche quest'anno preziosa e insostituibile"..

Aggiornamento

Matteo Mecacci, deputato Radicale e membro Commissione Esteri, ha così commentato: "L'assegnazione dei Big Brother Awards e l'assegnazione di ben 2 "premi negativi" all'On. Gabriella Carlucci per le sue iniziative legislative autoritarie (il Ddl 2195) e dichiarazioni censorie su Internet, spero servano a risvegliare l'attenzione dei Parlamentari e dell'opinione pubblica se le sarà consentito - sul futuro della libertà di espressione su Internet".

"Dopo le varie iniziative in materia di sicurezza prese dal Governo e dalla maggioranza in questi mesi", prosegue Mecacci, "adesso è prevedibile che stia per venire il tempo della limitazione della libertà di espressione e di comunicazione in rete".

"Su questa linea, in particolare, l'On. Carlucci si è fatta promotrice di un disegno di legge che, dietro lo schermo della lotta ai criminali e ai diffamatori su internet, mira in realtà a istituire un "grande fratello" italiano che, sotto le mentite spoglie del Comitato per la difesa della legalità su Internet, avrebbe il potere di censurare e oscurare i contenuti pubblicati su Internet, al di fuori delle normali garanzie della libertà di espressione".

"Il tutto evidentemente a uso e consumo dei grandi interessi economici che vogliono impedire la possibilità di comunicazione su internet dei prodotti coperti dai diritti di proprietà intellettuale, e per impedire la circolazione di informazioni e denunce politiche che risultino sgradite agli ispiratori di questo fantomatico Comitato di censori". Conclude Mecacci: "Su questo occorre tenere alta la guardia, innanzitutto con il contributo di quel che resta dell'informazione libera in questo paese. Se esiste".

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