mercoledì 19 novembre 2008

Perché le banche falliscono

di ErSandro http://truffadimatrix.blogspot.com/ (post del 23/09/08)

Durante la crisi finanziaria che stiamo vivendo abbiamo avuto modo di assistere al fallimento di diverse banche, fenomeno che si ripeterà sicuramente entro la fine dell'anno. Si tratta di qualcosa a cui non siamo abituati, un evento che mostra tutta la fragilità del sistema economico che abbiamo costruito. Come è possibile che, nonostante tutti i privilegi derivanti dalla possibilità di emettere moneta, un istituto creditizio possa crollare? Questa eventualità pare così remota che l'unica spiegazione che riusciamo a dare consiste nell'attribuire la responsabilità dell'accaduto ad una cattiva gestione, all'eccesso di avidità dimostrato da chi ha avuto il potere ed ha dimostrato di non saperlo gestire.

Non è così.

Il collasso del sistema bancario è una conseguenza logica ed inevitabile delle regole che sono alla base del mercato. Certo, anche la cattiva gestione ha contribuito, ma ha solo reso più rapido il raggiungimento di un punto di arrivo già stabilito. Vediamo di spiegare perché.

Supponiamo di trovarci in un'economia dove non esiste ancora denaro ed in cui sono presenti due banche (per comodità banca A e banca B). Tre cittadini hanno bisogno di liquidità, due si recheranno alla banca A mentre il terzo andrà alla banca B. Tutti e tre gli individui richiedono 100€ da restituire nell'arco di un anno. Le banche concedono prestiti al medesimo tasso di interesse, supponiamo il 20%.

Contabilmente la banca A, avendo concesso due prestiti, è più ricca. I crediti che può vantare sono per lei delle attività sulla base delle quali può effettuare altre transazioni impegnandosi per il futuro. Quello che non viene considerato è che il debito contratto dai tre cittadini è inestinguibile nella sua totalità. A fronte di una circolazione di 100€ a testa, infatti, c'è da saldare un debito di 120€. La truffa risiede nel fatto che i 20€ di interesse non sono mai stati creati ma vengono ugualmente richiesti.

Nell'arco di un anno i tre cittadini hanno lavorato per guadagnare qualcosa ed essere in grado di saldare il debito contratto alla sua scadenza. Il meccanismo richiede che se qualcuno riesce a pagare lo potrà fare solo attingendo alla liquidità derivante dai prestiti contratti dagli altri. E' quindi impossibile che tutti restituiscano il dovuto. Guardatela da questo punto di vista, il debito totale è di 360€ mentre l'ammontare del denaro circolante è 300€. E' chiaro che c'è un problema.

Mettiamo che il cittadino che si era rivolto alla banca B sia stato più bravo e sia riuscito a far fruttare i 100€ che gli erano stati prestati. Supponiamo che alla fine dell'anno, grazie a degli investimenti oculati, sia riuscito a raggiungere la cifra di 120€. Alla restituzione del debito non avrà guadagnato nulla, ma la sua situazione è comunque più rosea di quella dei due clienti della banca A. Per amore di semplicità immaginiamo una distribuzione equa delle perdite. Per far sì che il cliente della banca B ottenga i 20€ di interessi devono aver entrambe perso 10€ del prestito originale. Questo è dovuto al fatto che solo le banche hanno la possibilità di immettere nuovo denaro in circolazione. Non esiste altro modo.

Torniamo all'esempio. Finito l'anno la situazione è la seguente: la banca B ha ottenuto la restituzione del prestito, mentre la banca A si ritrova con due clienti che a fronte di un debito di 120€ oggi ne hanno solo 90 e che quindi sono insolventi. Se, come era stato ipotizzato, la banca A aveva stretto altri patti sulla base dei prestiti stipulati, l'insolvenza dei clienti diventa quella dell'istituto.

Ecco come fallisce una banca. Non è stata colpa di una cattiva gestione. Era l'unico risultato possibile. Nella migliore delle ipotesi, supponendo che tutti e tre i clienti siano riusciti a difendere il loro capitale, nessuno sarebbe riuscito a ripagare gli interessi e l'insolvenza sarebbe stata un problema di entrambe gli istituti. Il risultato finale è la centralizzazione (attraverso fusioni o nazionalizzazioni) del sistema bancario.

Ci hanno detto che una delle cause della crisi in Italia è il fatto che si è bloccato il credito interbancario, cioè le banche non prendono più soldi in prestito da altri istituti bancari. Questo avviene perché non ritengono che tali enti possano onorare il debito.

Non si fidano più. Ora sapete perché.

La soluzione è stata trovata nell'intervento dello Stato che si è fatto garante di questo tipo di debito, assumendosene il rischio. Mi sorge una domanda: è lecito parlare di rischio insolvenza o sarebbe più adeguato parlare di certezza?

Nei prossimi post darò la mia opinione sulle conseguenze che scaturiranno dalla scelta di intervento pubblico che tutti i paesi occidentali hanno deciso di adottare.

ErSandro

3 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. E' molto semplificata, e riprende in realtà la favola dell'isola. Non basta a spiegare la crisi nello specifico, ma ribadisce il concetto della moneta debito.
    Nell'esempio, la banca avrebbe potuto ridare credito al cliente mentre la frase "se come ipotizzato all'inzio la banca aveva stretto altri patti sulla base dei prestiti stipulati" non è molto chiaro, che tipo di patti? Se fossero stati altri prestiti verso clienti avrebbe avuto comunque altre entrate, a meno che tutti non decidano di non onorare i debiti con la banca.

    Comunque la questione è sempre la stessa: Se decidi che ti va bene la moneta debito, allora già sai che qualcuno dei debitori dovrà continuare ad indebitarsi o fallire e che non potrete vivere tutti nell'abbondanza, perchè se il denaro che circola è quello, tutti ricchi non possono diventare, ci vuole perciò qualcuno che diventi povero.
    Le banche sono fallite perchè le hanno volute fare fallire e l'economia creatasi non era più sostenibile, e non lo è ancora.
    In questo caso i soldi si erano accumulati in certi fondi, ti basti solo pensare che i contratti dei derivati hanno il valore nominale pari a 10 volte il PIL mondiale.
    Se avessero voluto andare avanti secondo la logica del profitto avrebbero dovuto costringere i cittadini come gli americani a vendere un rene od una cornea.

    commento: L'altro commento era il mio, avevo il log-in di Fabio Faby uno a cui curo un blog.

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  3. Hai ragione Arthur, l'articolo è ovviamente una semplificazione, data la fascia di persone a cui è rivolto (tutti).

    Riguardo ai derivati... anche loro "derivano" sempre dallo stesso problema, l'insolvenza matematica.

    La causa la sappiamo: la truffa della riserva frazionaria al 2%, ovvero il potere DIVINO (in mano alle banche) di creare dal nulla la moneta "fiduciaria" fino a 50 volte la liquidità dei clienti, e generazione di enormi INTERESSI che GIAMMAI potranno essere pagati.

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