lunedì 29 settembre 2008

Il SIMEC, lo SCEC e il pizzo dell'effettivo costo del denaro

di Mauri L. di www.signoraggio.com

In buona sostanza il SIMEC è una "moneta"* alternativa, e non come lo SCEC una "moneta" complementare all'euro. Questa è una grande differenza per chi vuole affrontare una discussione sulla truffa del signoraggio bancario; è la differenza che c'è tra una vera emancipazione dal giogo delle banche, l'affrancamento dal pizzo più mostruoso che sia mai stato concepito (il signoraggio bancario), e un espediente per sostenere in maniera meno opprimente gli "equilibri" di una vita poco dignitosa.

(*Il Trattato dell'Unione Europea e le leggi italiane riservano alla sola Banca Centrale Europea (BCE) il diritto di emettere moneta. Il SIMEC (come anche lo SCEC) non è tecnicamente una moneta) perché non ne ha le caratteristiche di generalità, universalità e obbligatorietà di accettazione (non è cioè a corso forzoso imposto per legge) e non ha spendibilità generalizzata.)

Confrontando il volantino proprietà popolare moneta di simec.org e la scheda arcipelago scec, a parte la differenza negli intenti espressamente dichiarati, viene fuori anche un atteggiamento diverso nei confronti delle banche centrali (emettitrici di moneta dal nulla): nel primo caso il loro ruolo "sconveniente" nella società è apertamente posto sotto accusa, nel secondo quasi sostenuto dato che lo SCEC si "affianca" all'euro e se ne dichiara dipendente.

Il SIMEC, è l'eredita lasciata da un uomo di qualità eccezionali, il frutto di un lungo lavoro di studi e di divulgazione nel mondo accademico e nella società che meriterebbero di essere conosciuti con competenza, e porta in sé il messaggio che esiste un modo per emanciparsi dai padroni attraverso il leggittimo ripristino della sovranità monetaria, un argomento che sarebbe semplice se non fosse stato complicato e confuso a morte dagli scagnozzi dei padroni che non vogliono certo mollare la posizione privilegiata (che si sono conquistati con la prepotenza e con l'inganno). La storia degli scambi economici è insanguinata e la questione merita attente distinzioni. Una vera comprensione della natura del SIMEC obbliga ad una presa di coscienza sulla condizione di schiavitù nella quale versiamo. Lo sintetizza bene la frase trovata su simec.org:

NOI SIAMO PER LA PROPRIETÀ POPOLARE DELLA MONETA - RIPRENDIAMOCI LA PROPRIETÀ DEI NOSTRI SOLDI
Oggi la moneta nasce di proprietà della banca che la emette PRESTANDOLA INDEBITAMENTE ai cittadini. Noi vogliamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia accreditata ad ognuno come "REDDITO DI CITTADINANZA"


L'esperimento del SIMEC del luglio 2000, verificava empiricamente la tesi del Prof. Auriti sul cosiddetto "valore indotto" della moneta (in base alla quale il SIMEC avrebbe finito con l'acquisire un valore intrinseco e una spendibilità "fiduciaria"), valore che rendeva la proprietà al portatore del mezzo di scambio economico, rivoluzionando la consuetudine di utilizzare una moneta-debito come l'euro o il dollaro che non appartiengono al portatore, ma alle banche private. Questo geniale strumento di spesa aveva un preciso e sorprendente valore di cambio "asimmetrico": veniva consegnato un SIMEC per ogni lira ceduta (l'euro arriverà dopo due anni) e nel caso qualcuno avesse voluto riconvertire i propri SIMEC di nuovo in lire, ne avrebbe ricevute il doppio. Questa formula apparentemente folle non generò affatto la speculazione finanziaria che i "furbi" si sarebbero aspettati: il modo in cui era concepita portava una ventata di libertà che valeva ben più dell'opportunità di "rubare" che offriva perché il SIMEC aveva un potere d'acquisto doppio rispetto alla lira.

Lo SCEC è uno strumento giovane, promosso da tante persone diverse tra loro, ciascuna con la propria storia;
nella scheda arcipelago scec (che NON riporta una dicitura di versione alfa o beta) non sono riuscito ad evidenziare l'obiettivo prioritario del recupero della sovranità monetaria, anzi. Si legge: "l’applicazione pratica di questo progetto, in attesa di riuscire a risolvere il problema originario della “truffa monetaria”..." ...questo starebbe ad intendere che nonostante il problema della truffa monetaria sia dagli scecchisti "sentito", non risulta esserne un'idea base che ne ispira le mosse, tant'è che lo SCEC punta ad una penetrazione del, mettiamo, 20% nel mercato dell'euro. Ammesso che raggiunga quest'obiettivo, otterrebbe uno storno di proprietà di euri dai produttori/venditori agli utenti/acquirenti, che pagherebbero beni e servizi all'80% perché i primi pur potendo spendere gli SCEC acquisiti come lo fanno gli utenti finali (ma sempre al 20%, o per loro c'è uno scambio più conveniente? non mi è sembrato), per entrare nel circuito avrebbero comunque ceduto all'80% beni e servizi dai quali si sarebbero potuti aspettare un introito al 100% in euro.

Se non ho inteso male, la funzionalità di questo abbuono sul prezzo finale è identica a quelle delle carte sconto (a Palermo c'è (c'era?) la carta duo, la diamond card e altre), alle quali gli esercenti aderiscono in cambio della pubblicità che l'appartenenza al circuito gli fornisce, e barattano il minor introito per singola prestazione erogata con il maggior numero di clienti. Gli sconti hanno il paradossale risultato di favorire una maggiore spesa, di "far girare l'economia", di far girare questa economia.
La gente dice "buono! mi conviene! e non devo neanche pagare dieci euri annui per accedere al circuito, datemi un po' di SCEC!"; Gli esercenti e fornitori di prestazioni, invece, guadagnano meno euri (mantenendo la stessa capacità dei clienti di spendere ini SCEC), diventando i veri benefattori di questa operazione economica.

Inoltre le finalità di arcipelago SCEC distinguono "le modalità operative per attuare una benefica inversione di tendenza prima, e una possibile generalizzata e radicale soluzione poi.".
Immagino che la "possibile generalizzata e radicale soluzione" sia il recupero della dignità delle persone attraverso una sovranità monetaria che lo SCEC tecnicamente non aiuta a raggiungere ma al contrario ostacola alleviando il carico di questo lento dissanguamento del sistema basato sul debito dei possessori di moneta.

Le proporzioni della truffa del signoraggio bancario inoltre sono ben altre rispetto a (magari) qualche milione di euro che i consumatori si troverebbero a risparmiare con gli scec: i soli interessi sul debito pubblico che ogni anno comunque paghiamo, sono più del doppio, quasi il triplo di una finanziaria di governo, qualcosa come ottanta miliardi di euro annui per l'Italia. Soldi che dalle tasche di tutti gli italiani (grazie al governo di coloro ai quali abbiamo concesso di governarci) finiscono nelle tasche di privati e stranieri. Tali sono i detentori di quelle strutture che si fregiano di diciture nazionali che sono le banche come bankitalia, federalreserve americana o BCE. Queste strutture sovranazionali non appartengono ai popoli, ma sono nelle mani di gruppi che sicuramente non fanno capo alla gente (anche le banche a dicitura nazionale sono risultate essere in buona parte proprietà di quelle banche che avrebbe dovuto controllare, il controllore di proprietà dei controllati). Non uno solo di questi miliardi di euri annui vengono sottratti a questi privati con iniziative come quella dello SCEC. Anzi, coloro che entusiasticamente partecipano alla promozione delle monete complementari, distolgono le proprie energie da una più completa presa di coscienza (propria e altrui) nei confronti dei meccanismi di emissione e gestione monetaria, per impiegarle nella promozione di un micromercato che, muovendosi nell'ambito dei paletti imposti dai padroni del mondo, contribuisce a distrarre le persone dal punto del discorso. Qualcuno ci mangia sul lavoro della gente, e ci mangia assai.

Giovanni Falcone stava indagando sui conti correnti della mafia. Già a suo tempo Pippo Fava e molti altri uomini e donne avevano evidenziato la necessità di inseguire gli spostamenti di denaro sporco forzando la riservatezza delle "lavatrici bancarie". Anche la nostra mafia "siciliana", come quella russa, la yakuza giapponese, le triadi cinesi, i cartelli colombiani e tutte le altre mafie del mondo usano i servizi delle banche per muovere e accumulare quotidianamente incredibili somme di denaro di provenienza illecita e questi movimenti di soldi sono "estabilished" tanto quanto sono istituiti i vari mercati illegali (armi, droga, organi, ecc.) che sono di proporzioni spaventose.

Studiando il SIMEC queste "anomalie" traspaiono, essendo nato per contrastare direttamente la posizione privilegiata di chi detiene "la stampante"; studiando lo SCEC, i principali risultati che si notano sono un (leggerissimo) alleviamento della condizione di incravattati in cui ci troviamo. Tutti indebitati quelli che possono avvantaggiarsene, tutti, tutti, tutti. E chi non lo è, paga anche peggio, con l'impossibilità di ribellarsi al sistema che gli ha regalato il "privilegio" di non esserlo.

Su di un argomento nebuloso e "difficile" come quello dell'emissione monetaria è facile perdere il punto centrale del discorso: qualcuno si arricchisce indebitamente col lavoro della gente e chi si arricchisce di più è il più mafioso di tutti. Personalmente non sostengo lo SCEC perché lo trovo davvero dispersivo negli intenti mentre i suoi effetti più visibili sono quelli di far risparmiare qualcosina, davvero poco sul budget annuale di una persona. Più che una timida soluzione (come proposto) a me sembra un timido tentativo di illudersi che lo sia. Non voglio offendere nessuno, la buona fede di tanti non è in discussione, lo è la loro incapacità di resistere ai potenti che efficacemente smorzano l'efficacia delle loro azioni e questo è innegabile, sennò dovremmo ammettere la mala fede della maggior parte delle persone coinvolte nei meccanismi economici. Quando leggo dello SCEC:

Essendo solo una piccola percentuale del prezzo pagato in euro non si corre nemmeno il rischio di creare inflazione, poiché i Buoni acquisiscono valore insieme all'euro e non ne sono indipendenti

, mi viene da sorridere alle incongruenze implicite con una limpida e potente denuncia del ruolo delle banche nella società, e non riesco ad immaginare che "i ragazzi" che l'hanno sottoscritta volessero intenzionalmente "girare attorno" al punto cruciale dello sproporzionato ed illeggittimo potere di un pugno di uomini sul destino di tutti noi.

La filiera corta (la corta distanza tra produttore e consumatore per abbattere i costi), lo studio delle modalità di azione delle corporation, la prossima abolizione della moneta sonante (si fa per dire), lo studio delle monete complementari, l'uso dell'informatica per ottimizzare la filiera produttiva, l'ottimizzazione dei trasporti sono tutti interessantissimi argomenti di discussione, ma hanno ben poco a che fare con i meccanismi e le norme imposte dalle banche (da chi le possiede) sulla gestione dell'attuale mezzo di scambio che accettiamo come moneta. Questa moneta ha valore perché ci hanno "suggerito" (si capisce che è ironico?) di attribuirvi un valore (per noi negativo) e noi abbiamo accettato l'idea.

L'operazione SCEC mi lascia un po' perplesso: se avesse avuto davvero la sovranità monetaria tra i suoi obiettivi principali, avrebbe impostato diversamente il lavoro. Ogni occasione sarebbe stata buona per sottolineare l'assurdità nella quale ci troviamo. Ho invece l'impressione che la potenza di questo movimento sia stata già fortemente smorzata da una "prudenza" a parlare dei soprusi dei padroni che mi sa tanto di scelta di girarci attorno, il messaggio che mi arriva è: "intanto con noi risparmi un po'".

A me sta molto a cuore un recupero della sovranità individuale e sono convinto che il recupero della sovranità monetaria sia davvero una delle migliori chiavi (la migliore?) per accedervi. Il lavoro (notevole) del Prof. Auriti è una pietra miliare in questa direzione, decine di anni di suoi studi non hanno generato un timido tentativo di riscossa, ma una mossa di una potenza tale che hanno dovuto subito usare la forza (ovviamente illeggittima) per tentare di fermarla. Ma negli occhi e nel cuore di centinaia di persone lo sprazzo di luce vera che questa operazione ha portato è indelebile e fornisce una carica che sovverte l'idea che "la mafia non si potrà mai sconfiggere" o che "ci vorrà del tempo per farlo". Noi possiamo riscattare la nostra autonomia e la nostra dignità, ora.

Per denunciare il pizzo serve una netta presa di posizione; solo rendere la maggioranza della popolazione consapevole del gioco sporco a cui siamo costretti a giocare permetterà quel recupero di dignità che in questo momento (e da secoli) ci è stata sottratta. Per farlo è impossibile mantenere una posizione ambigua nei confronti dei meccanismi che ci dissanguano. E' come voler "giocare in borsa solo su investimenti etici", sempre in borsa, si gioca.

Mi fermo perché ho fretta di postare, sono curioso dei vostri commenti. Sono prolisso, mannaggia, voglio ripetere che il topic di questo thread è una (improbabile) comparativa tra SIMEC e SCEC sull'affrancamento da un pizzo di oltre mille euri a testa offerti annualmente in obolo ai banchieri per il solo fatto che la moneta in circolazione ce la forniscono loro (80mld eu annui di interessi su un debito pubblico inestinguibile (dato che se dessimo indietro ai banchieri tutti i soldi che ci hanno prestato, ancora gli dovremmo pagare gli interessi)).

Per sapere di più sui lavori del Prof. Auriti cerca su internet www.simec.org e scarica gratis i suoi tre libri: "Il valore del diritto", "L'ordinamento internazionale del sistema monetario" e "Il paese dell'utopia".

Senza voler andare contro ai sostenitori dello SCEC, voglio concludere con una frase in cui credo (c'è la parola culturale, che mi piace assai) presa sempre dal volantino di simec.org quì citato:

SOSTIENI QUESTA CORRENTE CULTURALE E FARAI VERAMENTE I TUOI INTERESSI!

e con una frase di Rino Gaetano presa da una delle più belle canzoni secondo me mai scritte:

"siamo sulla stessa barca, io e te."

Mauri

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