sabato 6 ottobre 2007

Fusione Fredda
Trasmutazioni nucleari a bassa energia

Sono passati ormai molti anni dal lontano 1989, anno in cui fu diffusa la scoperta della fusione fredda, ma la maggioranza della comunità scientifica, senza parlare della gente comune, continuano a considerarla una bufala. Tutto questo grazie sopratutto alla disinformazione architettata dalle multinazionali, ma anche alla fretta degli scienziati che pubblicarono la scoperta, Martin Fleischmann e il collega americano Stanley Pons, che dal grande entusiasmo non si resero conto della sua scarsa riproducibilità, incrementando la delusione di quegli scienziati che provarono a riprodurre il famoso esperimento.

La prova definitiva della sua esistenza avvenne nel 2002, nel silenzio di tomba dei mass-media, ma anche di gran parte della comunità scientifica, con il "famoso" e importante rapporto 41 dell'ENEA.

Il rapporto è stato prodotto da un gruppo di ricercatori, fra cui Emilio Del Giudice, Antonella De Ninno e Antonio Frattolillo, e dimostra la natura nucleare della fusione fredda, con l'osservazione sperimentale della produzione di elio-4 in una cella dove prima era assente.
Oltre all'elio sono state osservate altre tracce di altri materiali.
Ma non è solo un risultato italiano, in tutto il mondo vari ricercatori hanno riprodotto trasmutazioni nucleari a bassa energia, anche con diversi metodi e approcci.

Ricordo che la produzione atomica richiede uno reazione nucleare con un rilascio di elevata energia, che con gli esperimenti è risultata essere superiore all'energia immessa.
Questa scoperta, se fosse finanziata come si dovrebbe, potrebbe rivoluzionare la nostra vita e la nostra economia, con la produzione di energia a basso costo e praticamente infinita.


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